La ragazza di neve di Javier Castillo

Il thriller del momento arriva dalla Spagna

«E sarete davvero grati per aver incontrato questo scrittore e questo libro…» Donato Carrisi

«Javier Castillo è senza dubbio il nuovo fenomeno della letteratura europea» Joël Dicker

«La ragazza di neve cattura il lettore dal primo istante» El País

«Lo Stephen King spagnolo» ABC

«Javier Castillo è una rivoluzione» La Verdad

Trama 1998, New York, parata del Giorno del Ringraziamento: Kiera Templeton, tre anni, sparisce. Succede tutto in un attimo: il padre perde la presa calda e leggera della mano di sua figlia e improvvisamente non la vede più, inghiottita dalla folla che si spintona. Inutile chiamarla, chiedere aiuto e disperarsi. Dopo lunghe ricerche, vengono ritrovati solo i suoi vestiti e delle ciocche di capelli.

2003, cinque anni dopo, il giorno del compleanno di Kiera: i suoi genitori ricevono uno strano pacchetto. Dentro c’è una videocassetta che mostra una bambina che sembra proprio essere Kiera, mentre gioca con una casa delle bambole in una stanza dai colori vivaci. Dopo pochissimo lo schermo torna a sgranarsi in un pulviscolo di puntini bianchi e neri, una neve di incertezza, speranza e dolore insieme. Davanti al video c’è anche Miren Triggs, che all’epoca del rapimento era una studentessa di giornalismo e da allora si è dedicata anima e corpo a questo caso. È lei che conduce un’indagine parallela, più profonda e pericolosa, in cui la scomparsa di Kiera si intreccia con la sua storia personale in un enigmatico gioco di specchi che lascia i lettori senza fiato. Un thriller perfetto che ribalta le regole del genere.

La ragazza di neve di Javier Castillo, suspense thriller pubblicato da Casa Editrice Salani lo scorso 17 marzo.

Quanto ho atteso questo libro si può sintetizzare con il fatto che lo scorso 17 marzo ho costretto il mio compagno a correre in libreria per regalarmene una copia; quello che non avevo messo in conto è che il giorno dopo ne avrei ricevuta una in omaggio dalla casa editrice, che ringrazio per la fiducia. Chi mi conosce da un po’ sa quanto io sia legata alla Spagna e ai suoi autori. Per anni ho cercato di rafforzare la conoscenza della lingua imparata da autodidatta, leggendo quanto più possibile e cercando di approcciarmi ad una grammatica così simile all’italiano e che ho sempre trovato affascinante e musicale. Javier Castillo era nella mia orbita da un po’, per questo, complice un weekend freddo e piovoso, mi sono chiusa in casa e ho divorato La ragazza di neve. Mi è piaciuto? A piacermi è stato sicuramente il fatto che anche la Spagna cominci a dare il suo contributo al panorama thriller, con autori già famosissimi nel loro Paese e pronti ad affermarsi anche nel nostro. Javier Castillo mi ha conquistata con una penna arguta e una narrazione adrenalinica che non mi hanno permesso di mollare il libro prima di averlo terminato.

“Quando illumini l’ombra, a volte scopri che ciò che vi si nasconde è più buio di quanto immaginavi.”

È il 1998, Kiera è una bambina di tre anni che in braccio al suo papà Aaron si sta godendo la parata del Giorno del Ringraziamento a New York. Nei suoi occhi c’è tutto lo stupore e la meraviglia di fronte ai carri allegorici e ai grandi pupazzi che sfilano per le strade del centro. Curiosa chiede ai suoi genitori di poter avere uno dei palloncini che una ragazza vestita da Mary Poppins regala all’angolo di una strada. Impossibile dire di no ad un sorriso così dolce, ed è in un terribile attimo di distrazione che Aaron perde di vista la sua piccolina. Una distrazione che non riuscirà mai a perdonarsi. Le ricerche per la scomparsa di Kiera sono immediate, da subito la sua sparizione viene presa in mano dall’FBI. Nessuno sembra aver visto niente. La notizia diventa di dominio pubblico e in tutto il Paese giornali e tv si gettano in maniera morbosa su questa disgrazia. Il volto di Kiera campeggia per settimane sui principali quotidiani di New York, e ad osservare il tutto in maniera davvero interessata c’è una giovane studentessa di giornalismo dell’ultimo anno alla Columbia, Miren Triggs. La ragazza l’anno prima è stata vittima di una grave vicenda che ha rimesso in discussione tutta la sua vita. Si interessa da subito al caso di Kiera, il suo è un modo per scacciare i fantasmi del passato e ricominciare sul giusto binario.

“Solo coloro che non smettono mai di cercare riescono a trovare se stessi.”

Cinque anni dopo nel giorno del compleanno della piccola Kiera mai ritrovata, i suoi genitori ricevono uno strano pacchetto: all’interno una videocassetta con scritto sopra a pennarello il nome della loro bambina. Il nastro riproduce 59 secondi di un video girato in una stanza dai muri ricoperti di carta da parati dove una bambina di circa 8 anni gioca con una casa delle bambole. Non ci sono dubbi, quella bimba è Kiera. Ma chi ha mandato quel video e perché continua ad alimentare il dolore di una famiglia che non si è mai ripresa dalla scomparsa della figlia? Gli elementi per riaprire il caso sono pochi, ma c’è chi non ha mai smesso di portare avanti la sua personalissima indagine ed è Miren. La donna è diventata una giornalista di punta in uno dei maggiori quotidiani di New York, e non ha mai dimenticato Kiera. La sua intenzione è quella di trovare la bambina, non si arrenderà mai.

La determinazione di Miren Triggs per molti versi mi ha ricordato il personaggio di una serie di successo di Donato Carrisi: Mila Vasquez. La stessa testardaggine nell’andare fino in fondo, senza mai tirarsi indietro di fronte alle difficoltà e abbassare la testa. Javier Castillo ci consegna una protagonista che non faticherete ad amare e le ultime pagine del libro fanno presagire che ritroveremo Miren in altri libri. L’autore incanta con una narrazione dai capitoli brevi e continui salti temporali che vanno dal giorno della scomparsa di Kiera a 5 anni dopo, ma ci portano anche a molti anni dopo. Questo continuo cambio di registro rende la lettura adrenalinica. Non ci sono colpi di scena sensazionalistici e nemmeno grandi rivelazioni. Tutti i pezzi che vengono disseminati lungo il dipanarsi della trama trovano la giusta collocazione alla fine del romanzo. A catturare l’attenzione del lettore è questa continua corsa avanti e indietro nel tempo, che ci regala ad ogni capitolo un elemento sul quale riflettere. La ragazza di neve è una lettura godibile e degna di attenzione.

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