La palizzata di Rosalind Abel

Trama L’imprenditore Joel Rhodes, uomo sicuro di sé, vede nella piccola cittadina californiana di Lavender Shores solo un’opportunità di lavoro, nonché l’ultimo passo per raggiungere la posizione per cui ha faticato tutta la vita. Basterebbe soggiornare lì una sola notte per chiudere l’affare, e passare del tempo con uno degli uomini locali, per quanto bello sia, significa solo qualche ora di svago in più.
Andrew Kelly è più che felice della sua vita nella città natale, tanto che l’unica cosa che gli manca è una persona con cui condividere questa gioia. Andare a letto con un turista non doveva essere la risposta ai suoi desideri, ma una semplice distrazione. In fondo, potrà tornare a cercare l’uomo giusto per sé l’indomani.
Sia Andrew che Joel vedono le loro vite cambiare radicalmente, quando il piacere di poche ore arriva a durare un paio di giorni. Non che sia un grosso problema; dopotutto, non ci si può innamorare nel giro di così poco tempo. Non è così che funziona. Tuttavia, se i destini si incontrano, pochi giorni possono essere più che sufficienti per trovare l’anima gemella. Anche così, però, quando i segreti vengono a galla, il destino potrebbe spezzare ben più di due cuori soltanto.

Recensione di Dalia – La palizzata di Rosalind Abel, pubblicato l’11 marzo 2019 dalla Quixote Edizioni.

Lo ammetto, ma solo con voi smeraldine, che quando ho iniziato a leggere questo libro pensavo che la cittadina di Lavender Shores fosse un luogo di pura invenzione, poi, grazie alla curiosità che mi contraddistingue, ho scoperto, scrivendone il nome sulla barra di google, che esiste davvero ed è una cittadina incantevole, così come lo è il libro scritto da Rosalind Abel. A voler essere ancora più precisi, si tratta di una comunità fondata nel 1943 da un gruppo di ricchi omosessuali, e che farà da filo conduttore a una serie di molti libri stand alone scritti dall’autrice. Lo so, sono ignorante. Comunque, a parte la figuraccia che ho fatto con me stessa e che stavo per fare con voi, devo dire che il libro è risultato essere una lettura affascinante, frizzante e scorrevole che mi ha fatto bene all’anima e al cuore. Per carità, non disdegno i libri sofferti, né quelli adrenalinici, né qualsiasi altro genere, ma, “incontrare” ogni tanto, un libro come questo, mi aiuta a ristabilire un certo equilibrio emotivo e a sentirmi in pace con me stessa e il resto del mondo. Perché diciamocelo, sono belli i patemi d’animo, ma sono belle anche quelle storie in cui la dolcezza la fa da padrona, facendoti brillare gli occhi e palpitare il cuore.

Accidenti, credo che anche questa volta io mi sia dilungata un po’ troppo nelle mie elucubrazioni mentali, quindi penso sia giunto il momento di parlarvi un po’ dei protagonisti di questa storia: Joel e Andrew. Entrambi belli, gay e all’apice della giovinezza, si incontrano in questo luogo magico che farà da sfondo alla loro storia d’amore e qualcosa scatterà tra loro.

Andrew è nato e cresciuto a Lavender Shores, è un sognatore, uno che ha sempre aspettato l’amore della vita, che si vede circondato da bambini e cani, in una casa a strapiombo sulla scogliera.

“Quando avevo vent’anni, ero solito sedermi il cima alla palizzata, osservando l’oceano e immaginando l’uomo dei miei sogni venire dalla città per amarmi e dare vita alle mie fantasie di avere una casa, una staccionata fatta a mano, dei bambini e persino un cane.”

Joel, invece, è l’uomo di città, sicuro di sé, maniaco del controllo, non apertamente dichiarato, dati i rapporti con il padre, ed è a Lavender Shores solo per chiudere un affare che gli permetterà di raggiungere la tanto sospirata posizione di prestigio, nell’azienda di famiglia. E intanto che è lì, perché non approfittare di quel bel ragazzo che è dall’altra parte del locale e che gli sta letteralmente facendo battere il cuore e palpitare un’altra parte del corpo?

         “Oh sì. Fanculo ai progetti per il giorno dopo, avrei improvvisato. Quella notte sarebbe stata da ricordare. Non avevo nemmeno bisogno di finire il mio drink; avrei potuto alzarmi e andare verso la mia stanza, e sicuramente quel ragazzo mi avrebbe seguito.”

Quella che, per entrambi, doveva essere l’avventura di una notte, diventa presto una cosa da due giorni, poi da tre, da quattro, da cinque. Entrambi pensano e che problema c’è? Mica ci si può innamorare in una manciata di ore? E invece succede proprio così, e anche se entrambi i protagonisti si nascondono delle cose per raggiungere il proprio fine, non creerà problemi troppo invalicabili tra loro. Il rapporto tra i due è molto fisico, l’attrazione è palpabile fin dalle prime scene del libro. Quindi ci sono moltissime scene di sesso che sono ben scritte, e che danno molto pepe alla storia. I personaggi di contorno sono splendidamente caratterizzati e semplicemente fantastici. Ho adorato le scene in cui c’era quel matto del padre di Andrew, specie quando sponsorizza il figlio meglio di quanto farebbe una dama dell’800, con una figlia da “maritare bene”. Per non parlare di Regina, il capo di Andrew, che è più matta di un cavallo e dei tanti altri personaggi che ruotano intorno ai due e che creano dei siparietti che mi hanno fatto sorridere in più di un’occasione. Per una volta, credo che sia stata la prima in assoluto, da quando leggo libri a tematica lgbt, non ci sono state scene di omofobia, né paura di abbracciarsi e baciarsi nei locali o per strada, e mi è piaciuto tantissimo,  perché, per una volta, ho potuto “sognare” l’esistenza di un mondo migliore, uno in cui ognuno di noi viene accettato da tutti, per quello che è.

Detto questo, non posso fare altro che consigliarvi di cuore la lettura di questo libro, perché ogni tanto fare una scorpacciata di miele può solo far bene all’anima e regalarci un sorriso luminoso.

5 stelle

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