La mia vita a #13 anni e mezzo di Nena Baylen

Nina e Marika sono tornate… e non sono sole! Con loro i personaggi che abbiamo incontrato nel primo libro, ma anche nuovi bizzarri amici. La scuola media è agli sgoccioli, è arrivato il momento di fare delle scelte e Nina si sente disorientata. è convinta che se la vita a 13 anni e mezzo fosse una frittella, avrebbe almeno 13 modi e mezzo per sbagliare la ricetta. E adesso che perfino la gatta Marika segue la teoria che “sbagliare fa bene”, chi le dirà che cosa fare? Crescere può essere una vera e propria corsa a ostacoli… eppure non è mai stato così divertente! Età di lettura: da 12 anni.

La mia vita a #13 anni e mezzo di Nena Baylen, illustrato da J.F. Hunde, pubblicato da MIMebù il 25 marzo.

Nina e Marika sono tornate e hanno portato con loro una vicina di casa tanto bisognosa di compagnia, chi meglio di loro due può offrirgliela? Le avevamo lasciate che il mondo era ‘normale’, passatemi il termine, e le ritroviamo in un volume che non può tralasciare ciò che tutti stiamo ormai vivendo da oltre un anno. E quindi eccoci quei col diario dei 13 anni e mezzo di Nina, perché questo periodo storico perita di essere raccontato e Nina ha sentito l’esigenza di mettere su carta quello che prova.

Siamo nel bel mezzo dell’ultimo anno della scuola media e Nina ha più dubbi che certezze, le spiace dover salutare i suoi compagni, ma è anche elettrizzata per il futuro che l’attende, peccato che questo futuro verrà presto messo in standby. Chi ha letto il primo libro La mia vita a #13 anni sa già tutto delle due splendide protagoniste e dei genitori di Nina che…lasciamoli perdere e concentriamoci su altro, che è meglio. Nina è come tutte le adolescenti, pure più calma se vogliamo proprio dirla tutta, non ha mai avuto colpi di testa e sa come ci si comporta, questo anche grazie alla guida della mitica Marika che sa sempre come farla stare sulla retta via e i cui suggerimenti sono dei veri e propri insegnamenti di vita.

Ciò che nessuno si aspettava era l’arrivo di una pandemia mondiale che avrebbe stravolto il nostro modo di vivere e, se ne abbiamo sofferto noi che siamo adulti e che le nostre esperienze le abbiamo fatte, immaginate come possano sentirsi i nostri ragazzi. Ricordate cosa facevate a 13 anni? Io lo ricordo benissimo e vi assicuro che in casa ci stavo ben poco, altro che lockdown e zone rosse, prendevo la mia bicicletta e raggiungevo i miei amici appena possibile e in qualsiasi condizione climatica. Bei tempi. I ragazzi di oggi invece hanno più divieti che permessi, il coprifuoco per noi era un limite, ma questi pagherebbero oro per poterlo avere invece di essere costretti a vedere i loro rapporti consumarsi attraverso un video.

Che poi all’inizio, come dice Nina, questa idea delle scuola chiuse sembrava pure una figata, i primi momenti sono stati divertenti, un modo alternativo per comunicare, qualche appuntamento fisso con le amiche per farsi le unghie insieme, ma poi gli spazi che si fanno sempre più stretti, il dover condividere tutto con i genitori perché anche loro non potevano recarsi al lavoro, la scuola che ricomincia con le lezioni in Dad, che non sono per niente la stessa cosa perché manca il contatto, il calore umano. Insomma anche Nina è stata messa a dura prova da tutto questo e ce lo ha fatto vivere per filo e per segno.

#andràtuttobene…forse è proprio il caso di dirlo perché quando uscirà La mia vita a #14 anni saremo ancora allo stesso punto e ok che i primi giorni sono stati divertenti, ma poi dopo una settimana le cose hanno iniziato ad andare sempre peggio e tra noia, preoccupazione, casi di positività di gente vicina, canti dal balcone è stata sicuramente la convivenza forzata a mettere Nina e i suoi genitori davanti alla verità, dovevano imparare a comunicare.

Ho apprezzato molto l’inserimento nelle vicende di Eddy, l’anziana vicina di casa di Nina, mi sono piaciute le dinamiche che l’hanno riguardata e ho compreso la sua solitudine e la sua voglia di essere vista e di avere qualcuno che le facesse compagnia. Per fortuna Eddy ha potuto contare sulla famiglia di Nina e non solo durante questo periodo. È un bel messaggio quello che ha voluto lanciare l’autrice, gli anziani hanno bisogno di avere qualcuno che stia loro accanto, non servono tante parole, basta la vicinanza fisica per farli sentire meno soli. Quanto devono aver sofferto per questa situazione? Quanto devono essersi sentiti soli in questi mesi di distacco forzato? Eddy racchiude in sé pregi e vizi di tutti i nostri nonni e mi è piaciuto il rapporto che si è creato con Nina e Marika.

La mia vita a #13 anni e mezzo è un libro che parla alle ragazze in maniera diretta ed empatica, mostrando loro che le incertezze sono di tutti e che non bisogna mai pensare di essere soli perché le amicizie possono nascere dove meno te lo aspetti e arriverà presto il giorno in cui potremo tornare tutti a uscire, ad abbracciarci e il coprifuoco sarà quello imposto dai genitori e non dallo Stato.

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