La magia del ritorno di Nicholas Sparks

Per Trevor Benson, i più bei ricordi d’infanzia sono legati alle estati trascorse a New Bern, nel North Carolina, dove il nonno gli ha insegnato a pescare, a prendersi cura delle api, e ha provato a spiegargli cosa vuol dire innamorarsi. È a lui che il nonno, recentemente scomparso, ha lasciato in eredità la vecchia casa di legno accanto al fiume, ed è proprio lì che Trevor decide di trasferirsi temporaneamente prima di iniziare una nuova vita. Rimasto gravemente ferito in Afghanistan, ha infatti dovuto abbandonare la professione di chirurgo e trovare una nuova strada. Se i segni sul corpo sono quasi spariti grazie a una lunga serie di interventi, nulla può cancellare però le ferite dell’anima. In quell’estate sospesa tra un capitolo e l’altro della sua esistenza, due incontri inattesi giungono a sorprenderlo: quello con Callie, una ragazzina inquieta e sfuggente che sa qualcosa sulle circostanze misteriose della morte di suo nonno, ma è restia a dirgli la verità; e quello con Natalie, una giovane ed enigmatica poliziotta per la quale Trevor sente nascere un sentimento profondo, ma che sembra avere paura d’amare. Avvolto da una rete di segreti che non riesce a districare, Trevor decide di fidarsi dell’istinto, come gli consigliava sempre il nonno, e intraprende così una ricerca che lo porterà a cogliere il significato più profondo dell’amore e del perdono e lo ricondurrà al centro esatto del suo cuore. Perché a volte, per andare avanti, è necessario ritornare al punto in cui tutto è cominciato.

La magia del ritorno di Nicholas Sparks, romanzo rosa in uscita oggi, 30 giugno, grazie a Sperling & Kupfer.

Confesso subito così mi levo il peccato: non ho mai letto un libro di Sparks. Via il dente, via il dolore. Le grandi estimatrici di Sparks in casa mia sono mia zia e mia cugina, non se ne sono perse nemmeno uno e hanno visto il film tratti dai vari bestseller diverse volte. Quindi capirete bene che non avendolo potuto apprezzare nelle sue opere precedenti il mio giudizio sarà unicamente su questo romanzo e non farò paragoni nemmeno con le trasposizioni cinematografiche. La magia del ritorno è un libro ben scritto, con un protagonista ben caratterizzato e una protagonista enigmatica quanto basta, ma non mi ha rapito il cuore e adesso vi spiego il perché.

Trevor Benson, medico convalescente e veterano invalido di professione periferia di New Ber, nel North Carolina, in una casa ereditata dal nonno passato da poco a miglior vita. Trevor decide di trasferirsi per un periodo nella casa del nonno, per rivivere i momenti felici della sua infanzia e della sua adolescenza e per curare non solo il corpo ma anche la sua anima prima di tornare operativo e dedicarsi all’apprendimento di una nuova professione. Trevor ha avuto a che fare molto da vicino con il DSPT, all’inizio negava questa cosa perché rabbia, depressione e insonnia gli parevano perfettamente giustificabili visto ciò che gli era accaduto, ma poi è stato in grado di chiedere aiuto e adesso di appresta a svolgere un internato in psichiatria per poter essere d’aiuto a chi come lui ha passato le pene dell’inferno. La parentesi a New Ber dovrebbe essere per concedersi qualche mese di relax prima del trasferimento, ma il nonno in punti di morte ha cercato di dirgli qualcosa e Trevor non riesce a darsi pace, vuole scoprire cosa voleva comunicargli e portare a compimento il suo volere.

Saranno due gli incontri che caratterizzeranno il suo soggiorno: quello con una ragazzina che non ha nessuna voglia di confidarsi con lui e cerca di non entrare mai nel suo campo visivo e quello con una giovane poliziotta che prova in tutti i modi a tenerlo a distanza di sicurezza.

Ad avvicinare Trevor e Natalie sarà la natura di quei luoghi, si conosceranno durante un giro di ricognizione e poi continueranno a frequentarsi a singhiozzo, prima la visita alle arnie che il nonno teneva con tanta cura, poi la gita in barca e la cena in veranda, l’interesse reciproco è evidente, ma Natalie non si sbottona, sembra voler precludere una parte importante della sua vita a Trevor. Trevor invece non piò fare a meno di aprirsi completamente con lei, raccontandole tutta la sua vita. Un rapporto sbilanciato che scoraggerebbe qualsiasi uomo, ma Trevor non è uno qualsiasi e decide di lasciare a Natalie il suo tempo, senza forzarla.

Parallelamente a questa possibile storia d’amore ci sono le ricerche di Trevor per giungere alla verità sul nonno: cosa ci faceva a così tanti chilometri da casa? Perché era andato in South Carolina? Chiede agli amici del nonno e nessuno è in grado di aiutarlo, il suo viaggio pare avvolto nel mistero e le ultime parole che ha pronunciato prima di spirare non aprono molti varchi. Riesce però a scoprire che il nonno e Callie, la ragazzina che lo evita come la peste, erano molto amici. Ovviamente Callie non ha nessuna intenzione di aprirsi con lui. Questo pare essere il destino del suo soggiorno a New Ber, ma i misteri non possono restare sepolti a lungo e ben presto Trevor dovrà fare i conti con parecchie notizie inaspettate.

La parte che più ho amato di La magia del ritorno è quella conclusiva, in cui la storia entra finalmente nel vivo e tutti i nodi vengono al pettine. Mi ha invece un pochino annoiato tutta la spiegazione sulle arnie, sarà che le api mi terrorizzano, ma avrei fatto a meno di conoscere la loro organizzazione perfetta. Mentre la storia di Callie è davvero misteriosa, quella di Natalie si intuisce facilmente e già la prima volta che accenna a un impegno ti fa capire di cosa possa trattarsi. La caratterizzazione di Trevor mi è piaciuta, un protagonista mai scontato e banale, che si rivela in modo onesto e sincero e si fa apprezzare per la sua personalità aperta e gioviale. Certo Callie e Natalie gli daranno del filo da torcere ma lui non è arrivato fin dove è ora per gettare la spugna alla prima difficoltà. Non conoscevo la natura del North Carolina e le descrizioni di Sparks ti aiutano a prefigurartela davanti, d’altronde è uno degli autori più venduti al mondo e un motivo deve esserci. Quali libri avete letto di Sparks? Quale credete sia il migliore? Mi piacerebbe dargli un’altra possibilità e sono certa che voi saprete aiutarmi, intanto io lo promuovo con una piccola riserva che spero di poter sciogliere presto.

4 stelle

Sembra impossibile che siano passati ventiquattro anni dalla pubblicazione del mio primo romanzo: Le pagine della nostra vita…eravamo ragazzi quando siamo partiti per questo viaggio e adesso abbiamo raggiunto la mezza età, ventidue libri dopo.

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