La guerra delle farfalle di Hilary McKay

Un romanzo stimolante, divertente, triste e commovente, che parla di Clarry e dei suoi amici ma anche di grandi temi universali.
Clarry Penrose è bendisposta verso il mondo e verso tutti, anche verso suo padre che non ama i bambini, soprattutto non le bambine, e che non si preoccupa della sua educazione perché non serve. L’unica cosa importante per una ragazzina è comportarsi bene.
Ma Clarry vuole una vita sua, vuole tuffarsi in mare dalla scogliera e nuotare, come suo fratello Peter e ancor di più come il suo affascinante e intrepido cugino Rupert. E vuole anche andare a scuola. Dopotutto ha sempre fatto i compiti per il fratello finché lui non è stato mandato in collegio. Tutto d’un tratto scoppia la Prima Guerra Mondiale, e niente è più come prima. Rupert si arruola e anche Simon, il miglior amico di Peter, con conseguenze devastanti.
Clarry ne è sconvolta, ma entra così nel grande mondo reale, crudele ma pieno di opportunità.

La guerra delle farfalle di Hilary McKay, libro storico per ragazzi pubblicato da Giunti il 27 ottobre.

Come sempre è stata la cover ad attirare la mia attenzione, una cover evocativa di un mondo lontano che dona speranza al lettore in un tempo in cui era facile smarrirla per strada. Questo romanzo storico per ragazzi ha vinto molti premi, tra cui il prestigioso «Costa Children Book Award» ed è stato libro dell’anno in più di 20 classifiche inglesi e americane dal Times, al Guardian al Boston Globe. Insomma se non sapete quale libro regalare questo Natale a bambini dai 10 anni in su direi che avete trovato ciò che fa al caso vostro. Ma non aspettatevi un romanzo semplice da leggere, nonostante il target la McKay non risparmia nulla ai protagonisti e mostra com’era davvero il mondo più di cent’anni fa alla vigilia della Prima Guerra Mondiale e durante la stessa.

Lo stile dell’autrice inglese non è immediato, rifacendosi a quello dei grandi classici per ragazzi, da un lato questo è positivo perché potrebbe farlo diventare un nuovo grande classico della narrativa di genere, dall’altro per il lettore, abituato a una narrazione più dinamica e a una scrittura più spontanea, passatemi il termine, non è semplice entrare subito in empatia, serve tempo, ma quando questo accade diventa magia.

Capisco il motivo per cui ha vinto così tanti riconoscimenti e sono certa possa essere un successo anche in Italia, basta dargli la giusta spinta per farlo conoscere.

I protagonisti sono Clarry, suo fratello Peter, suo cugino Rudpert e i loro più intimi amici, Vanessa e Simon. Clarry subisce un trauma fin dalla nascita, il padre è un uomo poco incline a gesti di affetto, si può dire con tranquillità che lui nemmeno volesse avere figli, ancor meno una femmina, e la morte della moglie a pochi giorni dalla nascita di Clarry non mette il loro rapporto sotto una luce positiva. Peter è il fratello maggiore e per Clarry è un faro nella notte, nonostante le sue fragilità e le sue insicurezze sa che Clarry ha bisogno di lui e del suo affetto e non vede differenza tra sé e lei, nonostante le imposizioni dell’epoca siano molto distanti dal suo pensiero. Clarry e Peter crescono facendo affidamento unicamente l’una sull’altro, si sostengono in ogni momento, appoggiano le decisioni dell’altro e cercano di farsi forza quando tutto sembra difficile e le cose belle irraggiungibili. Per fortuna esiste l’estate e con lei le vacanze in Cornovaglia a casa dei nonni, dei nonni che non sono il ritratto dell’affetto, ma almeno li lasciano liberi di correre, divertirsi e vivere in modo spensierato. Estate e Cornovaglia significano anche Rupert, l’amatissimo cugino di Clarry e Peter, un ragazzo buono, con un cuore enorme che è ben felice di passare del tempo con loro a fare marachelle e mettersi nei guai.

L’estate però ha il brutto difetto di finire sempre troppo alla svelta e così Clarry torna a essere la donna di casa, colei a cui viene negata un’istruzione superiore, che deve solo imparare a essere buona e ubbidiente e non mettersi in testa strane idee che prevedano il proseguire gli studi nonostante lei sia bravissima e abbia tutte le carte in regola per farlo con profitto. Ma no gli unici che possono studiare sono gli uomini, Peter può frequentare il college e così anche il cugino Rupert e lei può solo immaginare quanto sarebbe bello grazie alle lettere che i due ragazzi le mandano appena possibile. I loro racconti le donano gioia, quella non gliela può togliere nessuno, perché lei è così, piena di vita e solare nonostante le ingiustizie che subisce.

Purtroppo però arriva la guerra e ogni cosa cambia, Rupert si arruola volontario e continua a scrivere anche dal fronte all’amata cugina, Peter non può farlo a causa di un incidente avvenuto qualche tempo prima che gli è quasi costato una gamba. Molti ragazzi sono costretti a entrare nell’esercito e la guerra finisce per toccare ogni famiglia molto da vicino portando con sé dolore e la consapevolezza che il mondo non sarà più lo stesso.

La narrazione inizia nel 1902 e si conclude nel 1918, ma c’è anche un bellissimo epilogo che ci mostra i protagonisti anni dopo. Uno di quei finali che fanno commuovere e danno tanta speranza. Un finale perfetto per un romanzo che affronta tante tematiche e parla di perdita, di affetto, di amore in ogni sua forma, di verità taciute, con una sensibilità che incanterà i giovani lettori. Segnatevi questo titolo smeraldi: La guerra delle farfalle di Hilary McKay.

4 stelle

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