La donna che non invecchiava più di Grégoire Delacourt

Trama Ci sono quelle che non invecchiano mai perché se ne sono andate troppo presto. Ci sono quelle che invecchiano senza patemi, perché sono troppo impegnate a godersi la vita. Ci sono quelle disposte a tutto pur di apparire più belle, più magre, più sexy, pur di negare l’ineluttabile e restare aggrappate a ciò che il tempo si ostina a volerci strappare. E poi c’è Betty. Betty che, misteriosamente, smette di invecchiare appena compiuti i trent’anni – la stessa età della madre al tempo della sua tragica e prematura scomparsa. Sul volto di Betty gli anni scorrono innocui e trasparenti come acqua. Sarà forse lo sguardo intenso e innamorato di suo marito a tenere lontane le rughe? A scongiurare gli effetti dei giorni che inesorabili scivolano tra le dita? Man mano che la sua anomalia si fa più evidente, la vita un tempo tranquilla di Betty comincia a vacillare. Perché un volto senza età è un volto senza storia, senza ricordi, senza passioni. Uno specchio vuoto in cui, presto o tardi, gli altri cessano di riconoscersi.

Recensione a cura di Dannyella – La donna che non invecchiava più di Grégoire Delacourt pubblicato il 13 novembre da DeA Planeta. 

Quello che subito colpisce di questo libro è lo stile dell’autore. Una scrittura veloce, anzi velocissima, giornalistica, quasi telegrafica. Una specie di flusso di coscienza dove anche i dialoghi vengono fagocitati. Una scrittura nella quale le descrizioni non hanno molto spazio, così come i dettagli, gli aggettivi. Essenziale.

È con questa essenzialità che l’autore ci presenta lo strano caso di Betty. La conosciamo all’età di un anno, quando è una bambina uguale a tutti i suoi coetanei: una bambina normale, con un’altezza normale, una circonferenza cranica normale, nata da dei genitori che la amano. Da qui, anno dopo anno, assistiamo allo scorrere della sua vita. Una vita fatta di gioie, sofferenze, amore e perdite. La prima perdita, la più importante, è quella che è costretta ad affrontare a tredici anni quando la madre le viene strappata via a causa di un incidente. Una donna che a trent’anni, nel fiore dell’età e della bellezza muore. Accompagniamo poi Betty attraverso la sua giovinezza, l’adolescenza con le sue prime cotte, i primi avvicinamenti all’amore, lo studio, sino ad arrivare all’incontro con l’amore della sua vita, Andre.

Il matrimonio, la nascita di un bambino, la vita coniugale con i suoi alti e bassi, sacrifici e compromessi, attese e distanze. Ed è così che Betty arriva a trent’anni, donna magnifica e completa. Ma qualcosa, da questo momento in poi, cambia. E proprio all’età in cui la madre morendo non ha mai saputo cosa fosse la vecchiaia, Betty smette incredibilmente di invecchiare: il suo viso non mostrerà le rughe, i segni del tempo, non racconterà mai la sua vita. A primo impatto ci verrebbe da dire “Beata lei!”, il desiderio di ogni donna… ma poi cominciamo ad affrontare, sempre al suo fianco, il lato brutto della medaglia. Perché alla fine non è bello non invecchiare se la gente intorno a te lo fa e si sente a disagio. È così che Betty, senza sapere cosa fare, comincia a perdere le persone che ama, semplicemente perché la gente non sempre è in grado di amarti proprio come sei. Il viso di Betty, invece, rimane uguale per trent’anni, crudele specchio per chi le invecchia accanto e vede in lei la velocità della propria fine. Così Betty dovrà affrontare questa situazione, alla quale neanche la medicina riuscirà a dare una spiegazione, da sola, dovendo inventare nuove scuse ogni volta, tra mille difficoltà quotidiane. Insomma, quello che potrebbe essere il desiderio di molti esseri umani, comincia a rivelarsi un incubo. Un brutto incubo raccontato da una penna spietata che non risparmia critiche e che regala molti spunti di riflessione.

Un romanzo piacevole e scorrevolissimo, uno stile non comune. Un tema, quello della vecchiaia e dell’invecchiare, che non smette di affascinare e inspira continuamente il mondo del cinema e della letteratura. Nel corso della lettura mi sono venute spesso in mente alcune pagine di un libro che mi attirò particolarmente sull’argomento: Mr Skeffington di Elizabeth von Arnim, una delle mie autrici preferite. Se vi va di approfondire l’argomento c’è un curiosissimo mondo di carta che vi aspetta. E buona lettura!!!

4 stelle

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