La casa che mi porta via di Sophie Anderson

Marinka ha dodici anni e la cosa che vuole di più al mondo è trovare un amico. Un amico vero, in carne e ossa, umano. Ma non è facile farsi degli amici se si è nipoti di Baba Yaga e si vive con lei in una casa con zampe di gallina che si sposta in continuazione. La nonna di Marinka, infatti, è una Guardiana dei Cancelli che accompagna le persone nell’aldilà e anche lei è destinata a seguire le sue orme. Ma si deve per forza obbedire al destino che qualcun altro ci ha assegnato? Marinka non sopporta più la solitudine in cui è costretta a vivere e quando conosce una ragazza della sua età, forse l’amica che cercava, rompe tutte le regole. Non immagina certo le conseguenze!

Una storia intensa tra Anna dai capelli rossi e La sposa cadavere, con una protagonista coraggiosa che, a forza di scavalcare gli “steccati” imposti dalle circostanze, riesce a costruirsi una vita tutta sua.

Recensione di Esmeralda – La casa che mi porta via di Sophie Anderson, libro di narrativa per ragazzi pubblicato il 22 gennaio da Rizzoli.

Avevo sentito solo pareri positivi su questa pubblicazione così ho deciso di leggerlo per vedere se mi sarebbe piaciuto tanto. Parto con una premessa: l’edizione cartacea è splendida. Le illustrazioni, l’impaginazione, la cura speciale ne fanno un piccolo gioiellino da custodire gelosamente in libreria. Un libro da regalare ai nostri ragazzi con la certezza che i soldi saranno ben spesi. Anche solo sfogliarlo mette allegria e ti trasporta nel mondo delle favole e delle leggende della tradizione slava.

L’idea che sta alla base prende spunto dalle storie folkloristiche che la nonna di Sophie le raccontava quando era bambina, favole della tradizione su Baba Yaga e la sua casa con le zampe di gallina.

Marinka ha dodici anni e abita con sua nonna Baba Yaga in una casa molto speciale. Una casa che vive, che pulsa, che alimenta i suoi inquilini. Marinka non ha mai conosciuto un’altra vita, ma questo non le impedisce di sognare, vorrebbe potersi allontanare a suo piacere dalla casa, vorrebbe poter essere stanziale nello stesso luogo per un periodo che le permetta di farsi degli amici. Amici vivi si intende. Già, perché Marinka vive una realtà molto particolare in cui i vivi non sono all’ordine del giorno. La nonna è una Guardiana dei Cancelli, colei che funge da collante tra i morti e l’aldilà. Ogni giorno, e ogni luogo in cui la casa decide di appoggiarsi, segue lo stesso rito, Baba non può sottrarsi al suo lavoro e lo fa con immensa gioia. Marinka vede davanti a sé un futuro che non le interessa, lei non vuole accompagnare i morti, lei vuole divertirsi ed essere una semplice ragazzina di dodici anni, senza impegni così importanti.

Un giorno, mentre sta sistemando lo steccato fatto di ossa conficcate e di teschi per tenere lontani i vivi, conosce un ragazzino della sua età, Benjamin. Benjamin e Marinka iniziano a parlare e si raccontano un po’ le rispettive vite. Marinka prende in custodia l’agnellino che Benjamin ha trovato abbandonato e non le sembra vero di avere un legame con un vivo. La casa non è molto felice della decisione di Marinka e mostra subito il suo dissenso avendola vista allontanarsi più del dovuto con il ragazzino. Le decisioni vanno prese in fretta e così la notte successiva la casa decide che è ora di lasciare la Terra dei Laghi e traslocare nel deserto. Ma Marinka non si dà per vinta e anche qui trova una nuova amica, una ragazza della sua età di nome Nina. Sarà proprio questa amicizia a mettere a repentaglio tutto. Sarà l’incoscienza di Marinka a sovvertire l’ordine delle cose e a lasciarla sola a occuparsi della casa e dei morti. Un errore che le è fatale e un destino che si deve compiere, nonostante fatichi ad accettarlo.

Marinka ha solo dodici anni e la sua giovane età non le sarà d’aiuto nel prendere decisioni sagge, ci saranno tanti momenti difficili, tante scelte avventate che peggioreranno la sua situazione e metteranno a repentaglio la salute della casa e il futuro dei morti che devono attraversare il Cancello per non rischiare di spegnersi prima di averlo varcato senza poter trovare la pace di cui hanno bisogno. Marinka spesso è egoista e antepone la sua idea di felicità a ciò che il destino ha in serbo per lei. Non può sottrarsi alle proprie responsabilità, ma comprenderlo non è immediato e lei cerca di opporsi a questo destino con tutte le sue forze. Avrà bisogno di una guida saggia e della fiducia accordatale dalla casa per capire che insieme possono riuscire a superare tutti gli ostacoli e vivere serenamente e in armonia.

La casa che mi porta via racconta una storia di crescita, ci fa capire che non dobbiamo piegarci a ciò che il mondo vuole da noi, ma dobbiamo cercare la nostra strada senza avere paura di sbagliare. Marinka compie tantissimi errori e questi le permettono di arrivare a prendere una decisione definitiva in modo sereno, con la consapevolezza di essere nel giusto. Senza quegli errori si sarebbe trattato di un’imposizione, ma non si può affrontare una vita intera assecondando gli altri, bisogna amare ciò che si fa e sentire che senza questa cosa non saremmo veramente noi stessi. Consiglio questo libro a tutti i ragazzi dalla quarta elementare alla terza media perché l’insegnamento che vuole lasciare l’autrice è davvero importante. Bisogna imparare ad ascoltare la saggezza degli anziani cercando di fare propri i loro insegnamenti senza però perdere la nostra identità perché saranno le due cose insieme a indicarci la strada giusta da intraprendere.

4 stelle

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