Krane – il bene puro di Andrew Levine

Titolo: Krane – il bene puro (Sebastian Krane #2)

Autore: Andrew Levine

Genere: Paranormal Romance

TRAMA:

Sappiamo entrambi che io sono il male; che, per quanto possiamo sperare e credere che dentro di me ci sia qualcosa di buono, sono una bomba a orologeria pronta a esplodere.
E lei non può essermi vicina quando succederà.
Il suo cuore non può essere mio quando accadrà.

E se anche il male puro riuscisse a trovare l’amore?

L’amore può farti compiere scelte avventate, irrazionali.
L’amore può farti ferire la persona che ami, anche quando cerchi di proteggerla.
Sebastian Krane l’ha salvata ancora una volta, ignorando i suoi desideri. Perderla l’avrebbe distrutto. Perderla in quel modo, non se lo sarebbe mai perdonato.
Ma la sua scelta avrà delle conseguenze gravi per Hailee, qualcosa che andrà oltre la sua volontà.
Mentre lei impara di nuovo a vivere le proprie emozioni, Sebastian sarà costretto a restarle vicino, custodendo un segreto che potrebbe allontanarlo definitivamente da lei.
Con Lucifero e l’Ordine sulle loro tracce, Sebastian viene messo di fronte a una scelta: dirle la verità e perderla per sempre o mentirle come ha sempre fatto e godere del suo amore.

Recensione di Sara B. – Krane – il bene puro di Andrew Levine. Questo libro mi ha devastata. Io sono una dal cuore tenero, una romanticona incallita. Leggo romanzi forti perché mi piace il brivido delle emozioni che scatenano, ma sotto sotto il mio lato romantico ha bisogno di essere nutrito.
E io ho sofferto. Tanto.

“Lui era la sua anima gemella. Lui era il suo faro di salvezza, qualcosa che io non sarò mai. Per un attimo, in questi giorni di solitudine, mi sono lasciato andare al pensiero di ritrovare una Hailee diversa, una Hailee che forse avrebbe dato una possibilità al mio cuore oscuro. Che sciocco sono stato, non solo a pensarlo, ma persino a sentirlo vibrare in quel flebile strato di umanità che mi è rimasto.”

Partiamo da dove eravamo rimasti alla fine del primo libro: un incidente straziante, tre morti, rapimenti, la Morte.. un’emozione intensa dopo l’altra. E ora, finalmente, sono riuscita a leggere il secondo (e conclusivo) volume di questa duologia paranormal romance.
Hailee è umana. E’ malata. Hailee ha accettato la sua fine, ha accettato che, prima o poi, dovrà lasciar andare le persone che ama. Hailee non soffre più, il suo dolore se l’è portato via Sebastian Krane o meglio conosciuto come cane randagio/sconosciuto.
Sebastian e Hailee non sono una coppia. Non nel modo più conosciuto, almeno. Sono legati, sono l’uno la metà dell’altra. Le loro anime si appartengono, si completano. Ma lui è sempre il male puro. E’ l’incarnazione del male, come si può amare qualcuno così? Come può Hailee amare Sebastian, quando ha appena perso per sempre l’amore della sua vita? Quando ha perso lei stessa, la vita?

“Non riesco a credere che lui provi questo per me. Non riesco a credere che il figlio del Diavolo sia riuscito a cambiare e, più di tutto, non riesco a credere di averlo reso più umano.”

Il mio lato fangirl ha tirato fuori i pon pon e si è messo a saltellare come una cheerleder a bordo capo, facendo il tifo per Sebastian. Non fatemene una colpa, questo ragazzo mi ha conquistata con i suoi modi, con le sue parole, con i suoi pensieri. Sebastian Krane è egoista, ma io non riesco a vederci altro che profondo e radicato amore, in tutto ciò che fa. Non posso arrabbiarmi per come vuole proteggere e salvare Hailee, non riesco. Lui la ama. Ma l’amore, come sappiamo bene, non sempre basta. L’amore non sempre è la soluzione: spesso è il problema. Le bugie, anche se dette a fin di bene, distruggono l’anima, la fiducia. Radono al suolo tutto ciò che è stato costruito, fanno piazza pulita. E non rimane che la rabbia. Il vuoto.

Hailee ha accettato il suo destino, vuole vivere fino al suo ultimo giorno in modo intenso, in modo vero. E i momenti che riesce a regalarle Sebastian sono così dolci e teneri (o davvero eccitanti) che avevo gli occhi a cuoricino e mi chiedevo continuamente perché cavolo non avessi un Sebastian Krane tutto mio accanto.

“Non le manca molto. Lei è in ospedale. Le voci rimbombano nella mia mente e io non riesco a fermarle.
Ha bisogno di me. Io ho bisogno di lei.”

La storia di Krane e Hailee non è l’unica, in questo libro, capace di appassionarti e tenerti incollato alle pagine: Baxter è tenero, altruista. Baxter è quella spalla su cui puoi piangere, è la certezza. Madeline è il dolore. La perdita. E’ la sofferenza che la vita, a volte, ti costringe a vivere all’improvviso.
La famiglia di Hailee sono la felicità: la felicità trovata nelle piccole cose, la forza davanti alla sofferenza. Billy Buster è il ricordo, è la gentilezza e la bontà.
L’Ordine e Lucifero rappresentano le difficoltà, ti fanno capire quanto possa essere difficile superare un ostacolo, a volte. Quanto questo ostacolo può essere grande.
Ho amato ogni scena/parola contenente questi personaggi. Ero tutta un contenitore di rabbia/dolore/speranza. Una bomba pronta a esplodere. E infatti è successo.
Mi sono rotta, come si è rotta Hailee, come si è rotto Sebastian.
Ho pianto. Tanto. Ma, alla fine, erano lacrime di gioia. Lacrime liberatorie, perché è così che mi sono sentita: come Baxter e Sebastian, libera.

E’ il momento. Torno a guardare l’uomo appoggiato alla parete.
«Ti stavo aspettando» mi dice piano.
Lo guardo e, in qualche modo so che, ovunque andrò, sarò felice.

Riguardo la seconda metà del libro non svelerò nulla, perché dovete davvero iniziare e divorare questa duologia. Andrew Levine è un giovane scrittore, ma è appassionato e le emozioni che sente sono capaci di arrivarti come un pugno nello stomaco attraverso le sue parole, i suoi personaggi. Il finale, Andrew, mi ha lasciata spiazzata. Confusa. Ma è stato giusto. Era l’unico modo e, finché vivrò, ripeterò all’infinito che il male, quando viene stretto tra le braccia dell’amore, può diventare bene. Io forse sarei stata più egoista di Sebastian, ma l’ho amato proprio per la sua decisione.

“Attraversiamo la vita senza lasciare il segno, rimandando tutto perché crediamo di avere tutto il tempo del mondo, perché crediamo che per ogni cosa ci sia il tempo giusto, perché se è destino accadrà prima o poi. E quando il poi arriva ci rendiamo conto che la vita ci è scivolata tra le mani e non ci è rimasto nulla a cui aggrapparci.”

bellissimo

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