Jamie (O’Connors Brothers #4) di A.S. Kelly

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Titolo: Jamie (O’Connors Brothers #4)

Autrice: A.S. Kelly

Genere: Contemporary Romance m/m /Sport Romance

Trama Ogni mattina mi sveglio e so che ruolo devo interpretare, chi devo essere, cosa le persone si aspettano che io sia.
Sono Jamie, il campione.
Sono un esempio di forza e determinazione, di integrità e di lealtà.
Sono il loro idolo e sono invincibile.
E poco importa se la sera, quando rientro nel mio appartamento, tutto mi sento fuorché un campione. Perché quando i riflettori si spengono e la folla si placa ed io resto solo con me stesso, torno a essere semplicemente me.
Ma cosa succede se poi qualcuno inizia a capire? Se qualcuno non ci crede alle tue stronzate, se qualcuno inizia a cercare qualcosa di più di quello di cui tutti si accontentano?
Cosa fai quando incontri l’unica persona che sa dove guardare e come farlo?
Le permetti di riportare in vita quello che non esiste più anche sapendo che vorrà dire la fine o continui a nasconderti, sperando che non scavi così a fondo tanto da ritrovarne ogni resto?
Sono Jamie Murray e sto per dare il via a questa partita e anche se so che sarà una di quelle sfide che segneranno per sempre la tua carriera, io giocherò con l’intenzione di perdere.
Perché so di doverlo perdere.
Non tornerò mai indietro.
Neanche per amore.
Neanche per il suo.

Jamie

Recensione di Sara B. – Jamie (O’Connors Brothers #4) di A.S. Kelly

Eccoci qui, finalmente sono arrivata alla fine (momentanea) di questa bellissima serie.
Come saprete dalla recensione di Ian, ho aspettato l’uscita di questo libro per decidermi a iniziare la serie. Non sapevo come sarebbe stata. Non sapevo se mi sarebbe piaciuta, se avrei amato oppure odiato i personaggi. Non sapevo nulla, ma mi sono buttata, con tanto di rincorsa, dentro ogni storia, rimanendone sempre e comunque piacevolmente stupita.
Ogni volta che finisci un libro, questo ti ha lasciato una parte di sé, ma si è preso una parte di te. Questi quattro libri mi hanno lasciato tanto, mi hanno insegnato tanto.
La capacità di accettare l’amore, la forza che ci vuole a perdonare, la capacità di essere se stessi e smetterla di nascondersi dietro una maschera. E, infine, Jamie mi ha insegnato quanto sia difficile dimenticare il passato, andare avanti senza mai farlo davvero. Mi ha insegnato che anche quando la situazione è brutta davvero, avremo sempre una persona capace di alleviare il dolore. Avremo sempre la nostra casa.

“Non ho un’ossessione per il dottore, non voglio sapere ogni minimo dettaglio della sua vita. Sono solo un tipo curioso, uno che si fa gli affari altrui, uno che.. Okay, ho una specie di ossessione per il dottore, ma non è una cosa grave. Sono sicuro di poter guarire.”

Abbiamo conosciuto Martin e Jamie nei libri precedenti. Abbiamo visto quanto fosse saggio Jamie, capace di dare consigli a tutti. Tranne a se stesso. Jamie, un uomo che è stato fatto a pezzi quando era ancora troppo piccolo per difendersi, un bambino che ha visto la sorella affrontare il peggio solo per proteggerlo.
Un uomo che vive con il senso di colpa, capace di mascherarlo come nessun altro. Persino più di Nick.
Difficile da credere, no? Eppure è così. Una maschera con un cognome differente, una maschera con una personalità differente. Un’altra persona, un altro Jamie. Quello che tutti conoscono è Jamie Murray, il Campione. Solo Riley conosce Jamie Kennedy. Perché Jamie Kennedy è morto, e nessuno può riportarlo indietro. O forse sì?

“Dio, campione, non la finirei mai con te, ma meglio un cuore spezzato a metà che non averlo più perché qualcuno se l’è portato via.”

Abbiamo conosciuto Martin (e forse un po’ odiato) nella storia di Ryan e, personalmente, mi è sempre sembrato solo. Ha sempre avuto quell’aria di chi lavora troppo, di chi c’è, ma non viene mai incluso. Martin è una di quelle persone silenziose, introverse, di quelle persone che stanno in un angolo, che non irrompono nella scena con il loro carisma o la loro stazza. Ma una di quelle persone che se hai bisogno c’è. Lui si preoccupa per tutti. Lui osserva, Lui capisce.
E chi, meglio del Dottore, può capire uno come Jamie?

“E poi torna a baciarmi. Torna a riempire il vuoto. Torna. Ed io non voglio che vada via di nuovo.”

Con il libro di Ian ho avuto bisogno di tempo, per assimilare tutto. Di tempo per leggere, di prendere piccole dosi alla volta, per essere sicura di capire davvero ogni cosa. Perché non è stato un libro facile da leggere.
Sapevo che Jamie avrebbe concluso, o fatto luce, sul resto della vicenda che Riley ci fa intuire. Sapevo che avrei saputo tutto, ma non è mai facile leggere queste cose. Non è mai facile leggere e non poter fare nulla perché, anche se sono personaggi, diventano parte di noi dal primo momento in cui leggiamo la prima riga.
Ho pianto con Jamie. Ho sofferto con Martin e l’ho capito. Ho capito che l’amore fa male. Che l’amore non sempre è la soluzione migliore, quella sicura. Non sempre amare significa essere felici. Ci sono persone che stanno bene con la loro vita, senza aver accanto una persona da amare come compagno. Ci sono persone che non riescono ad amare per un motivo o per un altro. Persone che, dopo aver sofferto, non vogliono più amare. Persone che non accettano l’amore. Jamie è un po’ tutte queste cose assieme. Ha la sua vita, è il Campione, ha i suoi amici e sua sorella. Ha delle regole per le sue relazioni, ma gli sta bene così. E come possiamo dargli torto? In fin dei conti ognuno fa ciò che lo fa star meglio.
Finché non incontri quella persona, quella che ti vede dentro, quella che capisce che non va tutto bene. Quella capace di abbracciarci e distruggere la nostra bolla felice, solo per distruggere tutto e rimettere insieme i pezzi. Magari questi pezzi si incastreranno perfettamente, magari no. Non puoi sapere cosa succede quando incontri quella persona, puoi solamente sperare, buttarti e sperare ancora.

“Perché è questo che lui fa, con le sue mani magiche e il suo cuore enorme. Lui ti riporta in vita. E ha provato a riportare in vita me, tante volte. Non ha gettato la spugna, lui non è uno che molla. Lui è uno che si batte, fino all’ultimo secondo, e che da tutto il suo mondo per salvare il tuo. E lo ha fatto con me, anche sapendo che avrebbe perso in partenza.”

Sono due persone, Martin e Jamie, che si sono salvate a vicenda.
Che si sono trovate l’uno negli occhi dell’altro. Nei gesti, nelle parole, ma alla fine a fregarti sono sempre gli occhi di una persona. Sono lo specchio dell’anima. E quando la tua anima è a pezzi, una persona come Martin non può far altro che prenderti e rimettere tutto insieme, con calma, con i sentimenti, con i gesti e le attenzioni. Con i dettagli, che Jamie non ha mai avuto. Con l’amore, che Jamie non ha mai conosciuto oltre a quello di Riley.
Ma voler far sempre star bene gli altri, aiutarli mettendo da parte se stessi, non porta comunque alla propria auto distruzione? Quando capisci che è il momento di mollare o, invece, di continuare a lottare? Quando guardi quella persona negli occhi e vorresti dirgli ciò che provi ma sai, dentro di te, che dirlo sarebbe la fine di tutto, che altro puoi fare, a parte tenerti tutto dentro e morire giorno dopo giorno? Quanto puoi tenere duro?

«Siamo amici, siamo come fratelli. Fai parte di noi e niente potrà mai cambiare questo. Pensa a noi come a una delle piaghe d’Egitto.»
«Questo non è difficile. E poi voi le rappresentereste tutte.»
«Ecco, noi siamo le tue piaghe, le piaghe di Jamie e tu non puoi eliminarci.»
«Lo sai che questa associazione non vi fa onore?»Riley dice.
«Non importa, basta che lui abbia capito cosa voglio dire.»
E purtroppo per me, l’ho capito sul serio.

E quanto posso resistere io, una semplice lettrice, prima di mettermi a piangere? Perché quando hanno fatto la loro apparizione i ragazzi della Four Days Series…ho sorriso tantissimo. E’ stato un modo per non dimenticare, per intrecciare due grandi famiglie che abbiamo amato tantissimo (perché sono sicura di non essere l’unica).
Gli O’Connor si sono dimostrati per ciò che sono davvero: Ian la calma, la ragione. Nick, la spina nel fianco ma anche l’unico capace di spronarti come nessun altro a dare il meglio di te. E Ryan. Ormai avrete capito che, per quanto bambinone, per quanto stupido a volte o troppo impulsivo, è il mio preferito dei fratelli. Ryan è il cuore della famiglia. E lo ha dimostrato davvero, in questo libro. Ha dimostrato tutto l’amore che ha dentro, persino per le persone che non sopporta. E, ormai, io penso di poter definire Evan la roccia. Evan, sin dalla sua prima apparizione, è diventato uno di quei personaggi secondari necessari. Uno di quei personaggi che, se non vedi nominato, inizi a chiederti dove possa averlo mandato l’autore. Evan ha solo 18 anni, ma è così maturo e diretto (forse troppo) che non dimostra affatto la sua età. E ha un cuore enorme, come Martin, come Chris e come Ryan. Come ogni personaggio di questa scrittrice meravigliosa.
Non posso fare a meno di sperare per un libro su Evan, di rivedere ancora i fratelli, il Campione e il Dottore. I genitori O’Connor, che hanno un ruolo più marginale, ma sono unici. Per condividere ancora la felicità di questa famiglia, per respirare con loro l’aria di Dublino e, chissà, per innamorarmi ancora di più di ognuno di loro.

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