Intervista a Sonia Sacrato autrice di La mossa del gatto

Buongiorno smeraldi, ho avuto il piacere di porre alcune domande all’autrice di un giallo pubblicato l’11 aprile da golem Edizioni, La mossa del gatto. Sonia Sacrato è una persona tutta da scoprire, esattamente come Cloe, la protagonista del suo libro.

Trama Dopo la morte della nonna materna, Cloe viene costretta dalla madre ad accompagnarla a Vas, il paese d’origine, per svuotare la vecchia casa prima della messa in vendita. Il ritorno in questo luogo sperduto, custode di brutti ricordi d’infanzia, rende Cloe nervosa e impaziente di andarsene per lasciarsi il passato alle spalle. Quando tutto sembra ormai sistemato, rinviene una vecchia scatola di latta che racchiude una roncola e un fazzoletto apparentemente macchiato di sangue, avvolti in un foglio di giornale del 1956. Incuriosita dall’insolita scoperta, con l’aiuto del vecchio amico Fabrizio maresciallo dei carabinieri in pensione e l’appoggio silente del fidato gatto Pablo, Cloe si lascerà travolgere in una sfuggente indagine sul filo del pettegolezzo paesano dove chi sa, ha buoni motivi per tacere. Sotto la lunga e, apparentemente lontana ombra del disastro di Marcinelle, l’esplosione della miniera belga in cui morirono 262 operai, si intrecciano le storie e i destini degli abitanti del piccolo paese montano.
Tutto pare senza soluzione, ma sarà proprio grazie all’intervento del gatto Pablo che verrà a galla una dura, quanto inimmaginabile, verità.


  • Ciao Sonia e benvenuta sul nostro blog, prima domanda di rito: chi è Sonia nella vita di tutti i giorni?

Ciao a voi! E complimenti per vostro blog. Chi sono? bella domanda… per lo più si tende a rispondere con il “cosa si fa”. Sono una persona normalissima, credo, un po’ sciroccata che passa dall’incantarsi a guardare le nuvole che corrono con il vento o le vetrine della Venchi con la stessa adorazione.

  • Quando hai scoperto la passione per la scrittura?

Direi presto. Mia madre mi ha insegnato a scrivere prima che andassi a scuola perché vedevo mio fratello più grande fare i compiti per casa e volevo imitarlo. Sono passata dal raccontare favole ai peluche a metterle su carta, con tutti i limiti del caso, ma poi è una passione che non si è mai spenta.

  • Che generi ami leggere e quali sono i tuoi libri e i tuoi autori preferiti?

Spazio molto nei generi a seconda del momento che vivo. Dai fumetti alla letteratura. Amo Cesare Pavese e Giorgio Faletti, ma poi Camilleri, Manzini, Tess Gerritsen, Massimo Cassani… e mi diverto tantissimo con Alice Basso.

  • Ma passiamo a noi e al tuo giallo ‘La mossa del gatto’, come ti è venuta l’idea di scrivere questo romanzo?

Da una conversazione telefonica fatta con mia mamma, che tornata al paesello dove è nata, mi telefona per dirmi che il giorno dopo aveva un appuntamento al cimitero. L’indomani l’ho raggiunta, ho conosciuto così “Le Vedove” e mi hanno raccontato alcune storie. Da lì la fantasia ha fatto il resto.

  • Per caratterizzare Cloe hai attinto dalle tue conoscenze? Sono certa che hai letto la mia recensione e sai quanto ho adorato il suo sarcasmo.

Sì, l’ho letta e ti ringrazio nuovamente perché mi è piaciuto molto il tuo entusiasmo! Per caratterizzare Cloe ho attinto al mio caratteraccio e alle mie paturnie. Dico sempre che mi somiglia molto, ma lei è più magra.

  • Hai deciso di creare due piani temporali, 1956 e 2016, è stato difficile gestirli?

In realtà no. La chiusura del capitolo del 1956 ha chiave di lettura o un dettaglio che si proietta nel 2016, e una domanda del 2016 magari trova risposta nel 1956. In realtà mi sono divertita molto.

  • Inaspettatamente hai inserito anche una forte componente ‘erotica’, passami il termine, come ti è venuta l’idea di inserire un triangolo amoroso?

Hanno fatto tutto loro, i protagonisti. Cloe, Fabrizio e Sandro, suo malgrado. Io non ero molto d’accordo ma quando ho provato a dire la mia mi sono trovata in minoranza. Io mi opponevo e loro mi facevano smettere di scrivere…

  • L’oggetto del desiderio di Cloe è un uomo maturo, quando scrivevi di lui avevi in mente qualcuno in particolare? Magari un attore o una tua cotta di quando eri ragazzina?

In realtà no. O meglio, questo vezzo che ha Fabrizio di baciare Cloe sulla fronte o tra i capelli lo faceva una persona a me molto cara, quando ero piccola, e mi è piaciuto molto inserirlo. Ma carattere e gli atteggiamenti sono frutto di fantasia. Per le espressioni e il fisico invece, ebbene sì, mi sono ispirata ad Andy Garcia.

  • Cloe e Fabrizio indagheranno ancora insieme? Progetti futuri?

Ci stiamo lavorando.

  • Adesso sogniamo un pochino (visti i nostri nomi ci è concesso farlo), il tuo libro sta per diventare un film e tu hai carta bianca per scegliere gli attori che faranno parte del cast.

Be’, per Fabrizio io riconfermerei Andy Garcia molto volentieri. Sandro nella mia testa era Glen Blackhall. Elvira la vedrei bene impersonata da Lucia Maglietta, attrice che amo particolarmente. Esagerando, per Cloe mi piacerebbe Kate Winslet. Insomma, quando sogno lo faccio abbastanza in grande!

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.