Il rilegatore di Bridget Collins

Trama Immagina di poter cancellare per sempre un ricordo, una colpa, un segreto. C’è stato un tempo in cui ciò era possibile. Abili rilegatori, nelle loro polverose botteghe, oltre a modellare la pelle e incollare fogli, aiutavano le persone a dimenticare. Seduti con un libro tra le mani, ne ascoltavano le storie e, parola dopo parola, le cucivano tra le pagine, intrappolandole tra i fili dei risguardi. Così, il ricordo spariva per sempre dalla memoria: catturato dalla carta, non lasciava più alcuna traccia di sé. Per anni l’anziana Seredith ha praticato questo affascinante mestiere. Ma ora è il momento di trovare un apprendista, qualcuno cui trasmettere le sue preziose conoscenze. La scelta cade su Emmett. Sarà lui il nuovo rilegatore, un giovane per cui i libri sono sempre stati un oggetto proibito: Emmett li teme, pur ignorando il motivo di tale paura. Eppure, giorno dopo giorno, fa suo il compito di raccogliere segreti, colpe e confessioni. E il laboratorio in cui quel miracolo si compie, ormai, è come casa sua. Crede di conoscerne ogni angolo fino a quando scopre una stanza di cui nessuno gli aveva parlato. Al suo interno un’immensa libreria. Tra quegli scaffali, Emmett trova un libro che reca il suo nome e custodisce un ricordo che gli appartiene. Non c’è alcun dubbio, ma il ragazzo non sa di cosa si tratta. Non può saperlo. Ed è ora di scoprirlo. Perché per capire chi è veramente ha bisogno di conoscere ogni cosa, anche ciò che ha voluto o dovuto dimenticare.

Il rilegatore di Bridget Collins. Edito il 02.05.2019 da Garzanti. Genere: narrativa contemporanea. 429 pagine.

Se poteste scegliere tra perdere i brutti ricordi o conservarli che cosa scegliereste? Mi spiego meglio, ognuno di noi ha un’esperienza traumatica alle spalle, che ci influenza e ci condiziona in maniera più o meno evidente nel nostro presente. Se vi venisse proposto di rimuoverla per sempre dalla vostra testa, senza che vi rimanga più neanche un segno, quale sarebbe la vostra scelta? Quanto sono importanti i nostri ricordi nel nostro presente, nella nostra intera esistenza? Siamo quello che ricordiamo o no? Queste sono solo alcune delle domande che vi ronzeranno nella testa dopo aver finito questa particolarissima lettura.

I protagonisti di questo romanzo vi rimarranno impressi nella testa. Il giovane Emmet, figlio di un contadino, abituato a lavorare nei campi, un tempo dovrà ereditare la terra del padre e occuparsi di tutto. Il suo destino è già sicuro ed Emmet è un ragazzo abituato alla fatica, senza grilli per la testa ne tempo per divertirsi. Emmet non sa cosa siano i libri, non ne ha mai visto uno perché i genitori li hanno sempre tenuti lontani dalla loro casa, fino a quando Emmet si ritrova davanti a una bancarella che vende libri e ne rimane affascinato. Con i suoi pochi risparmi ne compra uno e quando il padre lo troverà a leggere lo picchierà per la prima volta in vita sua. Perché i libri sono il male, sono i ricordi di qualcuno che è stato rilegato. Qualcuno che ha deciso di rinunciare a una parte della propria vita. Emmet non era a conoscenza di quel mondo da cui i genitori l’avevano tenuto ben lontano e quando lo scopre ne rimane sconvolto ma anche affascinato.

Molto bello anche il personaggio di Alta, la ragazzina alle prese con il suo primo amore, alla quale viene inaspettatamente spezzato il cuore. È la ragazza in cui un po’ tutte ci possiamo identificare. E infine Lucian. Il ragazzo del mistero, il damerino dall’aria di sufficienza non abituato a sporcarsi le mani con qualsiasi tipo di occupazione manuale che si troverà a aiutare i suoi nuovi amici Emmet è Alta a portare avanti una terra.

Purtroppo, in questa recensione non posso far molto altro che fermarmi a descrivervi i protagonisti perché raccontarvi qualcosa della trama significherebbe rovinarvi una lettura che è veramente molto bella, inaspettata e avvincente. Non mi aspettavo una trama del genere, non mi aspettavo una narrazione da due punti di vista (caratteristica vincente del romanzo), non mi aspettavo una storia indiscutibilmente originale e coinvolgente.

Non conoscevo il nome di Bridget Collins e scoprire che questo è il suo romanzo d’esordio lascia a bocca aperta forse più del libro stesso. Un romanzo d’esordio perfetto.

 

Non sapevo che la felicità fosse così semplice.

 

5 stelle

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