Il Profumo della Lavanda di Viola Raffei

il profumo della lavandaTrama Provenza. Sophie, una wedding planner dai capelli rossi fiammanti, simbolo del suo carattere passionale che ha fatto del suo lavoro una sorta di missione perché crede ciecamente nel «vissero felici e contenti», purtroppo la vita le riserverà una brutta sorpresa sgretolando tutte le sue convinzioni. Nella sua esistenza entreranno due uomini: Jacques, un fioraio accorto e gentile e Giorgio, un pasticciere dolce e sicuro di sé. Il suo cuore batterà solo per uno dei due, ma la loro storia sembra destinata a essere solo platonica, così deciderà di dare una possibilità all’altro.
Ogni scelta che faranno i personaggi, verrà accompagnata da un significato più profondo di quello che può apparire all’esterno, ma che nasconderà tanto altro.
Se l’amore vince su tutto, riuscirà la nostra Sophie ad avere il suo lieto fine?

Recensione di Veronica: Il Profumo della Lavanda di Viola Raffei uscito a maggio in self publishing

Siete mai stati in Provenza o vi è capitato di sbirciare qualche foto su internet? Non pensate anche voi che sia magica? Ho avuto la fortuna di visitare Valensole un paio di estati fa e ne sono rimasta ammaliata. Al tramonto questi immensi campi di lavanda sembrano ancora più belli grazie alle tinte calde del cielo, e c’è così tanto silenzio interrotto solo dal ronzio delle api, che ti sembra di essere completamente rapito dalla natura. La lavanda col suo colore viola e il suo profumo delicato ti travolge e ti fa pensare che tutto è possibile.
Leggendo il libro di Viola ho anche scoperto una cosa interessantissima “Se un uomo regala la lavanda ad una donna è come se le volesse dire che il ricordo di lei è la sua unica felicità” . Non c’è da stupirsi che sia il fiore preferito dei nostri protagonisti. Due persone che si sono innamorate al primo sguardo ma che sono state separate da ostacoli all’apparenza insormontabili. Quanto può essere grande la forza dell’amore?
Sophie è una bellissima wedding Planner, e come quasi tutte le wedding planner è innamorata dell’amore, del romanticismo e soprattutto del lieto fine.
«Certo che sì, da sempre sogno l’uomo sul cavallo bianco che mi porti via con sé, un uomo capace di farmi fremere con un solo tocco delle sue mani, un uomo talmente bello e carismatico da conquistarmi all’istante. Puoi chiamarmi sognatrice o sciocca, ma ho sempre creduto nel vero amore e se un uomo volesse che fossi solo sua mi sentirei appagata.»
Ma ad un passo dal suo di lieto fine, che il fidanzato la tradisce… con il suo migliore amico. Il mondo le crolla addosso, come ha potuto non accorgesene, come ha fatto a non notare tanti piccoli particolari nonostante i segnali evidenti
Dopo un anno però la ferita sembra in qualche modo essersi ricucita e Sophie si ritrova non solo ad organizzare il matrimonio del suo ex, ma riveste anche la figura di testimone, ed è proprio in questa occasione che incontra Jacques. Lui è un fioraio e si occupa di sistemare i fiori e creare le varie composizioni. Li conosce, li studia, li ama. Jacques è giovane, ha solo 24 anni eppure sembra un uomo d’altri tempi. Educato, cortese, a modo, professionale e sa sempre cosa dire usando un fiore. Per Sophie è un colpo di fulmine bello e buono, ma soprattutto, è stato il primo uomo, dopo il fallimento del suo quasi matrimonio, ad aver totalmente catturato la sua attenzione.
Jacques entra nella sua testa in modo prepotente, eppure lui non sembra per nulla interessato a lei. Sophie, totalmente rapita da lui, studia perciò un piano per averlo come collaboratore fisso.
«Jacques ti hanno detto che ho chiesto esplicitamente di te per i lavori con i fiori? è sempre difficilissimo trovare collaboratori validi e una volta che li scovo cerco sempre di accalappiarli in maniera quasi esclusiva. Ho notato il tuo modo di lavorare sempre così preciso e la tua profonda conoscenza dei fiori e del loro significato, sono certa che ci troveremo bene insieme.»
Tra i due nasce una bellissima amicizia una bellissima e complice amicizia, ma mentre Sophie è sempre più attratta da questo giovane misterioso, Jacques sembra nutrire sentimenti differenti. Durante una conversazione è proprio lui a chiarire di non essere interessato alle donne in questo particolare momento della sua vita, anche perché, rimasto senza genitori, deve concentrarsi su sua sorella affetta da sindrome di down.
Allontanata dal solo uomo che le fa battere il cuore, Sophie si convince che tra lei e il fioraio potrà esserci solo una splendida amicizia e accetta la corte di Giorgio, il pasticciere più rinomato della provenza. Un uomo affascinante e sicuro di sé, quasi arrogante, che sa quello che vuole e come ottenerlo. Nonostante le reticenze iniziali infatti Giorgio non si lascia demoralizzare e alla fine Sophie capitola.
Giorgio è un personaggio particolare, inizialmente siamo portati ad odiarlo, io sinceramente ho sorriso, perché quando ci sono due personaggi troppo dolci e “cuoricciosi “come Jacques e Sophie, ci vuole il terzo incomodo col caratteraccio. Giorgio poi farà delle scelte di un certo peso che non vi nego mi hanno stupito eccome.

Ma la nostra Sophie sarà veramente innamorata o la sua è una scelta dettata dal fatto di non poter avere l’uomo che realmente vuole? E’ sufficiente voler bene ad una persona, rispettarla e stimarla per passare con lei il resto della vita? E come reagirà Jacques quando capirà di aver spinto la sua “amica” tra le braccia di un altro uomo? Perché la vita ti porta a compiere delle scelte difficili, a volte per il bene di un’altra persona è necessario sacrificarti. Ma se l’altra persona rischia di essere infelice comunque, il sacrificio vale la pena di essere compiuto?
il profumo della lavandaViola ci racconta una storia romantica, quasi troppo per i miei gusti, ma ha sviluppato tematiche interessanti.
Il romanzo è raccontato dal punto di vista di Sophie e secondo me in questo caso sarebbe stato davvero interessante ascoltare anche la voce di Jacques, perché lui è un personaggio molto particolare,dolce, forte e fragile allo stesso tempo.Un personaggio che deve compiere scelte importanti per salvare se stesso e le persone che ama, il personaggio secondo me più interessante di tutto il libro a cui però viene dato poco spazio.

Sophie è fondamentalmente una donna allegra e genuina, che crede nell’amore, quello con la A maiuscola e che adora vedere romanticismo da ogni lato. Una donna che pensava di aver perso tutto il giorno che ha scoperto di essere stata tradita e che invece all’improvviso ha realizzato che la vita ti offre sempre una nuova occasione, basta saperla cogliere. Eppure lei è bravissima a consigliare agli altri cosa fare, ma totalmente negata a capire cosa è meglio per lei. E’ così terrorizzata dal non avere il lieto fine che rischia di compiere le scelte sbagliate. Tuttavia non me la sento di giudicarla. Quante volte ci è capitato di intraprendere la strada più facile per non rischiare? Quante volte abbiamo preferito accontentarci per evitare una delusione ancora più grande? Ma c’è un momento particolare nel libro in cui la ammirerete, ne sono certa, dopo tanti momenti in cui ho pensato “Dio, adesso però la picchio” , finalmente è venuta fuori la Sophie forte, che non si arrende, che se la gioca, indipendentemente dal risultato finale

Jacqua nasconde un segreto, che mi ha toccato molto da vicino e mi ha portato totalmente dalla sua parte anche se avrei voluto entrare dentro il libro per spiegargli che tutto è possibile, che il suo non è un’ostacolo, rende solo le cose più complicate a volte ma non impossibili, che non deve scoraggiarsi ma prendere la vita di petto e buttarcisi a capofitto soprattutto se hai accanto la persona giusta.

E’ meglio avere rimorsi che rimpianti, non credete? Io ne sono fermamente convinta, e credo sia così anche per i nostri protagonisti.

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