Il posto del mio cuore di Emily Pigozzi

il posto del mio cuoreTrama Fulvio era la trasparenza, la dolcezza, il chiarore dell’estate. Era il calore di un sole che tramontava piano sulla campagna, la stessa dove eravamo nati e cresciuti.
Era un bicchiere di primavera eterna.
Invece, in me c’erano anche il grigiore dell’inverno e le notti senza fine dell’autunno. Io avevo bisogno di tutte le stagioni. 

Alma Libera Tondelli somiglia al suo nome: uno spirito fatto di vento. Nata in un piccolo paese di campagna, tra leggende contadine e pregiudizi, il suo destino è essere una moglie, magari di un ragazzo dagli occhi buoni che la ama da sempre. Ma in Alma ci sono il fuoco, l’irrequietezza della ribellione e la voglia di scoprire il mondo. Chi può diventare? Cosa arde dentro di lei? Dalle campagne emiliane del dopoguerra alla Roma del Sessantotto, tra passioni sbagliate e palcoscenici di teatri, muovendosi tra personaggi folli e indimenticabili, Alma cercherà se stessa e la sua vera strada, provando a dimenticare il suo difficile passato. Al suo fianco Adriano, sognatore e inquieto, Claudio, geniale e dolcissimo, Amabile e Marcella, ribelli e innamorate. Un amore silenzioso, però, la accompagna, le sue radici sono profonde e vengono da lontano.
Un sentimento più forte di tutto e destinato a non arrendersi.

Recensione a cura di Roberta – Il posto del mio cuore di Emily Pigozzi pubblicato self il 4 ottobre.

Questa è la storia di Alma Libera Tondelli, una ragazza cresciuta nel secondo dopoguerra nella campagna emiliana da una famiglia di umili origini dove il padre padrone esercita un totale controllo della vita e delle sorti dei vari membri.

Mio padre non avrebbe mai permesso che godessi di troppa libertà, a dispetto del nome che mi aveva scelto. Vane speranze, sciocchi sogni.”

Alma sin dalla giovane età è curiosa e assetata di cultura, ha la fortuna di poter continuare a studiare fino a raggiungere la licenza media, anche se subito dopo è costretta ad andare a lavorare in fabbrica, nonostante i suoi sogni la portino a viaggiare, scappare dalla realtà che la circonda e cercare altrove il suo destino.

I figli, la bocca chiusa, i tortellini la domenica e il pranzo di Natale. Io ero nata lì, vero. Ma io non ero quella. Non sapevo come avrei fatto, non avevo idea di come riuscirci. Ma c’era tutto un mondo oltre lo stradone che curvava fuori dal borgo, inghiottito dalla nebbia d’inverno e preda della fata Morgana d’estate. Un mondo creato per essere esplorato, vissuto, percorso. Un mondo che era di tutti, anche mio.

Nella prima giovinezza, il suo cuore è catturato da Fulvio, figlio di uno dei più benestanti fattori del paese in cui è cresciuta. Il bel giovane è di una dolcezza infinita, è solare, sincero, colto e sin da subito dimostra di essere innamorato di Alma, ma ha un unico difetto: è del posto e sicuramente, nonostante gli studi lo conducano in città, ritornerà sempre e comunque al paese per portare avanti la florida attività di famiglia. Questo aspetto non può che far reprimere in Alma i sentimenti di amore acerbo che inizia a provare.

Su di lei infatti pende quasi una predizione:

«Tu farai qualcosa di diverso. Tu non sei come le altre. In te ci sono le luci e le ombre. Sei libera, come dice il tuo nome. Poveretto chi proverà a fermarti!»

Ed è così che Alma ricercherà ovunque un appiglio per scappare dal suo destino già prestabilito dal padre, andando incontro a delusioni e dispiaceri che la porteranno a fuggire dal paese per stabilirsi in città, a Bologna.

Qui si appoggerà a due grandi amiche conosciute in paese, Amabile e Marcella, anche loro scappate dai pregiudizi del borgo contadino per vivere il loro amore sconveniente e anticonformista, che le daranno una casa e la sosterranno con il loro affetto.

Incontrerà Adriano, giovane e ansioso attore/regista e Claudio, tormentato e geniale compositore: due uomini che segneranno indissolubilmente la sua esistenza.

Alma viaggerà, farà esperienze e amplierà la sua cultura, così come sognava da bambina, ma l’irrequietezza che sospinge la propria anima si spegnerà mai?!

La protagonista del romanzo, così come dice il suo nome è un’anima libera, e la sua ricerca spasmodica della libertà e dell’indipendenza è assolutamente sconveniente nell’epoca in cui è nata e cresciuta, senza tener conto del retaggio culturale da cui proviene la sua famiglia.

Casa, lavoro, bambini: questo è il suo destino!

Nessun sogno di avventura è ammesso. Tutto è prestabilito.

Ma Alma è una ribelle e come tale per raggiungere la sua libertà deve necessariamente scontrarsi con la sua famiglia, ma questo la porta a fare molti sbagli, pur di fuggire dalla realtà che la circonda.

Nel suo percorso di crescita viene a contatto con persone che a loro modo segneranno la sua giovane esistenza.

Primo fra tutti è Fulvio, fattore, agronomo e migliore partito del paese. Tutto in lui è perfetto: la sua dolcezza, il suo sorriso, la sua cultura dalle ampie vedute, la sua gentilezza e generosità. Ma il giovane sa che non potrà mai fermare Alma laddove non vuole stare. Sa che non può far morire i suoi sogni e si fa da parte nonostante il suo amore sia profondo e sincero. E’ consapevole che Alma debba misurarsi col mondo, sebbene questo possa comportare gioie e dolori per entrambi, con la speranza che un giorno lei torni da lui.

Ci sono Amabile e Marcella, grandi amiche dalla giovinezza, che si sostituiscono alla vera famiglia di Alma, la accolgono quando arriva in città senza soldi e senza un tetto dove stare, la spronano a migliorarsi e a studiare per poter conseguire un lavoro che vada al di là della catena di montaggio di una fabbrica. In loro compagnia vive gli anni Sessanta della Bologna universitaria dal grande fermento giovanile: frequenta circoli letterari, assiste a concerti e a spettacoli teatrali sperimentali.

E’ in questo scenario che Alma scopre casualmente la sua vocazione: il teatro

Ed è lì che conosce Adriano, giovane, bello e promettente attore e regista, il quale riconosce fin da subito il talento della ragazza. Anche Adriano però ha un’anima tormentata, incapace di trovare la forza per prendere in mano appieno la propria vita, per sentirsi soddisfatto dei traguardi raggiunti o per conseguire appieno i suoi desideri più profondi.

Altro personaggio che segnerà profondamente la vita della protagonista è Claudio, giovane musicista e compositore omosessuale dall’animo fragile, rimasto orfano e solo al mondo. Tra loro nascerà una splendida amicizia e Alma riverserà su di lui tutto l’amore materno che non pensava di poter mai provare.

Il romanzo ripercorre la vita di una giovane donna che ha saputo andare contro gli stereotipi della società per conseguire la propria libertà di azione e di pensiero ed offre anche uno spaccato di un’epoca in cui tutto era in fermento.

L’autrice ha scelto di seguire una narrazione connotata da pochi dialoghi, tuttavia la storia è coinvolgente ed emozionante. I personaggi sono ben descritti e catturano l’attenzione proprio perché la scrittrice è stata in grado di descriverne appieno tutte le sfaccettature nella loro complessità.

Sebbene il genere non rispecchi appieno i miei gusti, lo trovo un ottimo romanzo ben scritto.

4 stelle

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