Il leggendario viaggio di Max Kowalski di Susie Day

Max vorrebbe essere proprio come suo padre: grande, forte e sempre col sorriso stampato in faccia. Invece finisce ogni volta per cacciarsi in qualche guaio.
Quando però il padre sparisce, lasciando ai figli solo una grossa mazzetta di soldi e nemmeno un biglietto, tocca a Max occuparsi della casa e delle tre sorelle più piccole. Le cose non vanno molto bene, e così Max decide di rifugiarsi nel cottage in campagna del suo migliore amico… di nascosto. Lì nessuno potrà trovarli, né ricattarli per i guai del padre, né tantomeno separarli per affidarli ai servizi sociali. Max, grazie a un nuovo vicino di casa, viene a conoscenza di una leggenda secondo la quale, tra le montagne aspre e innevate che circondano il cottage, vive un drago che custodisce un enorme tesoro. Scalare la montagna. Sfidare il drago e prendere il tesoro – è tutto quel che Max deve fare per riportare le cose (e suo padre) al loro posto. Forse.

Una storia che parla di padri e figli, di avventure quotidiane e imprese leggendarie, alla scoperta di cosa significhi crescere e cercare la propria strada.

Il leggendario viaggio di Max Kowalski di Susie Day, libro per ragazzi pubblicato da Mondadori il 9 febbraio.

Ogni tanto penso ‘forse dovrei dedicarmi solo alla lettura di libri per ragazzi’ e questo perché sanno darti tantissimo senza fare troppi giri di parole e il messaggio arriva forte e chiaro. Quindi adesso mi tocca dirvi subito di cosa parla questo libro. Prima di tutto parla di preadolescenti, periodo molto difficile starete pensando, preadolescenti combina guai dal cuore enorme e con una spiccata capacità di rimboccarsi le maniche e sopperire alle mancanze degli adulti. Insomma Max è un protagonista a cui è impossibile non affezionarsi, così peste e così buono al tempo stesso. Lui davvero ci prova con tutto se stesso a non fare casini, ma sembra che Max e casini vadano bene solo in coppia. Max però non è solo nella sua avventura, a cacciarsi nei guai insieme a lui ci sono anche le sue sorelline, tutto per colpa di un papà che dopo la perdita della moglie non ha saputo prendersi carico delle responsabilità genitoriali e ha deviato strada finendo per immischiarsi in affari ben poco chiari.

Max ha una spiccata personalità e questo lo fa finire spesso al cospetto del Preside. Avendo una famiglia da mandare avanti finisce col non fare i compiti e la mancanza di lucidità lo può portare a distruggere i modellini per il corso di arte dei suoi compagni. Non che lo abbia fatto di proposito, lui voleva solo guardarli, poi ne ha toccato uno e si è staccato un pezzetto, i compagni lo hanno attaccato, ne è nata una zuffa e a pagarne le conseguenze è stato il modellino del suo migliore amico. Per fortuna Max viene subito perdonato da Elis e tra loro torna il sereno, cosa che non si può certo dire della sua famiglia. Da quando la madre non c’è più si è fatto tutto molto difficile e per un ragazzino di undici anni badare a tre sorelle è molto complicato. Il tutto peggiora ulteriormente il giorno in cui il padre li lascia perché si è invischiato in un affare losco ed è costretto a fuggire. I guai però non svaniscono nel nulla e trovano sempre il modo per raggiungerti, così Max si vede costretto a prendere una decisione drastica e avventata: partire per il nord del Galles con le sue sorelline e rifugiarsi nel cottage disabitato della nonna di Elis.

Quanto può essere semplice per quattro ragazzini spostarsi senza l’accompagnamento di un adulto? Piuttosto semplice sembrerebbe visto che nonostante alcune difficoltà riscontrate raggiungono l’abitazione e ben presto i vicini di casa arrivano in loro soccorso rendendo la casa accogliente e vivibile. Per fortuna aggiungo io, perché saper accendere il fuoco non è da tutti e grazie agli insegnamenti di Bill e Michael e all’amicizia del loro figlio adottivo Tal la permanenza di Max, Thelma, Louise e Ripley sarà molto più piacevole del previsto.

La cosa che più ho amato è il rapporto di Max con le sue sorelline e le spiccate personalità di tutti i giovani protagonisti. Con loro non c’è un attimo di pace, sono così dinamiche e speciali che meriterebbero altri libri a loro dedicati. Susie Day è stata bravissima a caratterizzare queste piccolette e le interazioni che hanno tra loro e con Max esprimono appieno i rapporti che si creano tra bambini in modo spontaneo.

Max è un sognatore e quando sente da Tal la leggenda di questo drago in cima alla montagna che custodisce un tesoro non può fare a meno di pensare di poter risolvere tutti i loro problemi. Perché tutto ciò che vuole è poter stare insieme alle sue sorelle che lo fanno impazzire ma che ama alla follia e per farlo sa che ha bisogno di denaro per mantenerle e non far scoprire ai servizi sociali che il padre non è lì con loro e si è cacciato in guai seri. Non pensa nemmeno per un attimo che potrebbe finire in un brutto pasticcio lui vuole tenere unito ciò che è rimasto della sua famiglia e vuole regalare un po’ di gioia alle sorelline che fanno di tutto per rendere la loro casa provvisoria accogliente per Natale. L’albero di Natale ‘stecco’ ha fatto traboccare il mio cuore di amore per queste piccoline e il coraggio che mostra Max nell’affrontare il drago è da vero ometto.

Il leggendario viaggio di Max Kowalski è un libro per ragazzi consigliato dagli 11 anni in su che mostrerà ai giovani lettori come affrontare le proprie paure e come sconfiggerle perché ognuno di noi ha il proprio drago con cui fare i conti, non sempre l’impresa è facile, ma la forza per riuscirci è dentro ognuno di voi, di questo potete esserne certi.

4 stelle

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