Il cielo protegga gli innocenti di Micheal Nava

Ci sono casi capaci di deviare una carriera e incontri che cambiano la vita. Henry Rios – giovane avvocato talentuoso e idealista deciso a vivere allo scoperto nella California degli anni Ottanta – ne ha conferma durante il suo primo incontro con Hugh Paris, un affascinante ex tossico arrestato per possesso di droga proprio quando si era ripromesso di restare pulito. Hugh gli racconta una storia improbabile di violenze e lontani omicidi avvenuti nel cuore della sua facoltosa famiglia. Rios è scettico, ma la scintilla dell’attrazione erotica accende tra loro un’avventura ossessiva che si conclude solo quando il corpo senza vita di Hugh viene ritrovato con un ago nel braccio nel campus della grande università privata fondata dal suo trisnonno. Rios si rifiuta di credere a un’overdose accidentale e, deciso a dimostrare il suo omicidio, comincia una crociata che finirà per portare alla luce segreti molto più torbidi dell’identità dell’assassino del suo amante.

Il cielo protegga gli innocenti  di Micheal Nava, primo volume della serie noir “Henry Rios” a tematica male to male pubblicato il 12 novembre dalla Triskell Edizioni

Mi aspettavo grandi cose da questa lettura sapevo che mi sarei trovata di fronte ad romanzo particolare visto che, grazie a questo libro e a tutti quelli che compongono la serie, l’autore ha vinto numerosi premi. E posso assicurarvi che è stato proprio così, perché Micheal Nava mi ha regalato uno spaccato forte e potente di un pezzo d’America degli anni ’80 che fa venire i brividi. Me li ricordo quegli anni, quelli in cui la voce della comunità LGBT iniziava ad alzarsi con più forza, soprattutto in quella San Francisco considerata dal mondo la città degli omosessuali. Gli anni in cui in tanti dichiaravano il loro orientamento sessuale senza più nascondersi dietro facciate di falso perbenismo. Ma quanti di loro credevano davvero di essere liberi di amare chi volevano. Quanti venivano davvero compresi dalle proprie famiglie e aiutati nel loro difficile cammino di accettazione?

Henry Rios è uno di loro, suo padre e il resto della sua famiglia, non hanno mai accettato il suo orientamento sessuale e lui, pur essendo fuggito dal luogo culturalmente arretrato in cui è cresciuto e dalla sua stessa famiglia per costruirsi una vita migliore, non è riuscito mai ad accettarsi completamente.  In un certo senso è come se fosse fuggito anche da se stesso e da quello che avrebbe voluto. Pochi amici, nessun uomo particolare da poter chiamare compagno o, almeno, amante, una vita dedicata ad aiutare gli ultimi, quelli per cui la legge è una sorta di utopia, ma nulla di bello per se stesso. A lui non interessa il potere, né il mero beneficio economico, Henry vuole aiutare coloro che sono stati abbandonati da tutti, legge compresa. Il suo impegno lo porta ad avere una buona reputazione tra i suoi pari e anche tra coloro che rappresenta che sono poi il suo unico obiettivo, ed è proprio quando crede di non aver potuto aiutare nel migliore dei modi un ragazzo che potrebbe finire sulla sedia elettrica che il suo mondo inizia a vacillare. E crolla del tutto quando incontra  Hugh Paris. Davanti a quegli occhi che hanno visto di tutto, a quel viso dall’aria sbattuta ma bellissimo e a quel sorriso da bambino, Henry capisce di volere qualcosa di più dalla vita, che forse è arrivato il momento per regalarsi quell’attimo di meraviglia e di calore che non ha mai conosciuto. Non sa cosa sia l’amore Henry, ne ha avuto un assaggio quando il padre non pensava che fosse diverso solo perché gay, poi non ci ha più pensato, faceva meno male non pensare a quel sentimento che non aveva più. E, invece, con uno sguardo, con un semplice tocco di mano, Hugh smuove in lui tutta una gamma di sensazioni, ognuna di esse nuova e inaspettata. Si riconoscono subito in quella cella per gli interrogatori dove Henry si mette a sua disposizione per fargli avere la libertà e dove Hugh declina dicendogli che se la caverà. Non sto qui a dirvi il resto, in fondo la trama vi dice ben più di quello di cui vi ho parlato io. Io posso solo parlarvi delle sensazioni provate nel leggere questa prima avventura di Henry, posso solo farvi partecipi di quel sottile velo di tristezza che permea l’intero racconto, di quel senso di ineluttabilità che sembra sia una seconda pelle per tutti gli attori della storia, per quel senso di nuovo e spettacolare che avvolge Henry e Hugh quando capiscono che un sentimento nuovo e potente come l’amore li ha toccati per la prima volta nella loro vita. Posso parlarvi di come mi sia sentita male al pensiero di quanto dolore abbia dovuto sopportare Hugh nella sua vita, privilegiata sì, se la si confronta con quella della maggior parte degli uomini, ma tremendamente sola, vuota e senza un futuro. I segreti e i misteri che si annidano in lui daranno il via ad una serie di eventi che, solo grazie alla caparbietà e all’acume di Henry, porteranno allo scoperto tutto il marcio che si nasconde dietro una dinastia tremenda. Ho avuto l’impressione di trovarmi in una puntata di Perry Mason, gli anni erano quelli e anche il modo di investigare di Henry è molto simile perché l’autore è stato un avvocato prima di essere uno scrittore e nella storia ha riversato tutte le sue esperienze, dando vita ad una narrazione realistica sotto ogni aspetto, mettendoci davanti agli occhi una giustizia che si fa manipolare dal potere, dalla ricchezza, che non si ferma nemmeno di fronte al concetto di famiglia, al sentimento d’amore.

Ho sofferto molto per Hugh a cui la vita ha tolto la possibilità di redimersi in un battito di ciglia, ma il mio cuore si è spaccato in mille pezzi per Henry e per quello che gli sfugge tra le mani come acqua che sgorga limpida da una fonte. Per quell’amore che poteva essere tutto. Eppure, il suo coraggio nel pretendere la verità, nel cercare di dare giustizia a tutti mi ha dato la speranza che lottando contro tutto e tutti, anche contro i mulini a vento, forse, ci darà la possibilità di avere un mondo migliore un giorno. Leggo moltissimi libri ogni anno, alcuni sono belli, altri un po’ di meno, poi ci sono quelli come questo che ti rimangono nel cuore anche se non hanno sprizzato felicità da tutti i pori. Ecco, Henry Rios, si è ritagliato un grosso spazio nel mio cuore, spero che le sue prossime battaglie possano portargli più sollievo, meno dolori ma, qualunque sarà il suo destino, io sarò lì con lui, per accompagnarlo e sostenerlo, per sperare insieme a lui che un mondo migliore possa esistere e che dove la legge degli uomini fallisce il Cielo davvero protegga tutti quelli che sono innocenti, da tutto e tutti.

smeraldo

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