Ian di A.S. Kelly

Titolo: Ian (O’Connors Brothers #1)

Autrice: A.S Kelly

Genere: Contemporary Romance/Sport Romance

Trama Un anno fa mi ha pregato di restare.
Un anno dopo sono io a supplicarla di non andare.
La mia ossessione. La mia rovina.
Ho provato a resistere, a tenerla lontana.
Ho provato a salvarmi.
Ma nessuno si salva, neanche un bastardo egoista come il sottoscritto.
Per me è sempre esistito solo lo sport e la mia famiglia, fratelli idioti compresi. Fino a quella sera, quella in cui ho preso la decisione peggiore della mia vita. E ne sto ancora pagando il prezzo.
Lo stiamo pagando entrambi.
Ma ora è arrivato il momento di rimediare, di rischiare tutto, di convincerla a lasciarmi entrare, perché lei non può essere che mia.
Sono Ian O’Connor e sto per accettare questa sfida: riuscire a trattenere l’unica donna che sarò mai in grado di amare.
E anche se conosco la fine di questo pessimo romanzo, non mi tirerò indietro. Stavolta andrò fino in fondo.
Perché io voglio solo lei.
E non ho intenzione di perdere.
Sono un O’Connor e gli O’Connor non perdono mai.

ianRecensione di Sara B – Ian di A.S. Kelly, primo volume della serie O’Connors Brothers.

“La paura è una gabbia in cui ti lasci imprigionare e una volta all’interno, non sei più in grado di liberarti delle catene che tu stesso hai stretto attorno al tuo corpo e al tuo cuore. Ho preso la decisione peggiore della mia vita mentre ero avvolto dalla finta sicurezza nella mia gabbia di paura. E ne sto ancora pagando il prezzo.
Ma ora è arrivato il momento di prendere un’altra decisione che porterà a un fottuto disastro, ma che non posso evitare. Anche se potrebbe costarmi caro. Potrebbe costarmi tutto. Anche se vorrà dire perdere. Perdere lei.”

Lettura da recuperare numero 9272289101.
Il tempo è sempre poco e i libri si accumulano uno dopo l’altro troppo in fretta per il tempo che ho a disposizione per leggerli. E alla fine rimangono lì, nascosti nel Kindle, in attesa di essere notati.
Ma non è il caso di questo libro.
Appena ho letto la serie Four Days, ho cercato informazioni sulla scrittrice. Lo ammetto, se un libro mi piace sono un pochino maniacale e devo scoprire tutto della serie e dell’autrice. Ecco come ho scoperto Ian, primo romanzo della nuova serie di A.S Kelly.
Una serie su tre fratelli, sportivi. Chi poteva farsela scappare? Di certo non io. Però sì, ho aspettato l’avvicinarsi dell’uscita di Jamie per decidermi a leggere i primi tre.
Così eccomi qui, a scrivere una recensione per un libro che non è stato facile leggere.

Io leggo dark romance. Come può un libro del genere essere difficile da leggere?

“Perché la solitudine è qualcosa che non puoi toccare o vedere, ma che senti addosso. La senti nella testa, nel corpo, nelle vene. La senti nel tuo cuore. Dorme con te, mangia con te, viene a lavoro con te. Vive di te.”

Un tema ricorrente, se non la base stessa del libro, è la solitudine. Quella sensazione con cui conviviamo ogni giorno. Qualcosa che fa parte di noi, che tutti conosciamo. Un libro pieno di solitudine, dolore, sofferenza. Un libro che ho impegnato due settimane a finire. Vuoi per mancanza di tempo, vuoi per il periodo pieno. Mi sono sentita sopraffatta dalla tristezza fino al 70% del libro e avevo spesso bisogno di staccare, di una pausa.
Questo non significa che non sia un bel libro, ma che per una come me è dura leggere libri così pieni di solitudine.

Ian è un uomo altruista, gentile ma che non riesce ad accettare l’amore che gli altri provano per lui. E’ convinto di essere nulla, di non poter dare nulla.
E si ritrova ad allontanare l’unica donna che fa per lui, l’unica che lo capisce, che lo comprende, che lo completa. La allontana nella speranza di salvarla, non sapendo che così la distruggerà e basta, oltre a far a pezzi se stesso.

Riley è una ragazza chiusa, introversa, timida. Una donna a cui la vita ha tolto molto, ma che pensava di aver trovato la felicità nello sguardo di un ragazzo. Nel suo sguardo. Finché lui non le ha fatto a pezzi il cuore.
E ora ne pagano entrambi le conseguenze, vivendo una vita a metà, sopravvivendo in un mondo che non riesce a renderli davvero felici. Ma già una volta hanno provato, e il risultato è stato disastroso.
Che senso ha riprovarci quando sai già che finirai ancora con il cuore spezzato?

“Potrei dirle che la sua vicinanza mi logora e che mi sta portando lentamente alla pazzia, perché so che non posso averla, ma preferisco morire lentamente dei suoi sospiri piuttosto che privarmi per sempre dei suoi battiti.”

Ammetto che fino al 70% del libro il rapporto tra Riley e Ian è stato tutto un tira e molla di sentimenti e discorsi evitati. Ad un certo punto volevo sbattere la testa contro al muro, perché continuavano a non parlarsi seriamente, a non chiarire, a evitare di mettere in campo ciò che davvero conta: i sentimenti.
I sentimenti sono un’arma potente, ma a doppio taglio. Un’arma che, nelle mani della persona giusta, è capace di renderti la persona più felice del mondo ma, nelle mani della persona sbagliata, è in grado di ucciderti.

“Non si può combattere contro quello che senti e che sai di non poter assecondare, perché il vuoto che lascia nel tuo cuore è talmente profondo da non riuscire a essere colmato. L’assenza è più forte della più rassicurante delle presenze e si preferisce sempre sentire la mancanza di ciò che non si può avere, piuttosto che gettarsi nel vuoto e provare a essere quello che non sei.”

Ad ogni modo, nel rapporto tra queste due persone l’amore si sente, si percepisce in ogni parola, così come il dolore. Lo senti sulla pelle, nelle ossa, lo senti scorrere nelle vene.
E, come se non bastasse, la situazione familiare di Ian è qualcosa che tocca il cuore. L’amore tra i genitori è ciò che le persone sognano: puro, semplice, solido e duraturo. E’ ciò che ha salvato Ian da bambino, il suo esempio per ciò che vuole davvero, ma non pensa di meritare.
Questo libro è la storia di Ian e Riley. Ma è anche la storia del percorso di Ian verso l’accettazione dei suoi sentimenti e quello di Riley per uscire dalla solitudine che le corrode l’anima, per imparare a pensare a se stessa dopo anni di sacrifici.

“Perché le persone che il destino ti mette davanti vanno amate, devi prendere tutto quello che c’è di buono in loro e custodirlo, come un tesoro prezioso che hai cercato per tutta la vita. E devi amare soprattutto i loro difetti, le loro paure e le loro insicurezze, perché sono le cose che le rendono vere, vulnerabili e uniche. Non puoi rinnegarle, gettarle via o prendertela con loro perché sei un irrimediabile testa di cazzo.”

Se ripenso adesso alla storia di Ian e Riley, a mente lucida, posso dire che questo libro è stato anche un po’ il mio percorso. C’è una citazione che mi ha colpito così tanto che, mentre la leggevo, ho pensato “sta parlando di me”. Vi capita mai? C’è una frase, un semplice attimo, mentre leggi un libro, in cui ti immedesimi completamente. In cui trovi quella parola, quella frase capace di trasmetterti qualcosa dentro, di risvegliare una piccola parte di te che non sapevi fosse addormentata, o che riesce a completarti.

«E’ difficile fidarsi di qualcuno, di quello che si prova, lasciarsi andare. E’ dura da capire e ancora di più da accettare. E’ fottutamente difficile lanciarsi nel vuoto. E tu puoi dire ciò che vuoi, raccontare a me e a te stessa le migliori bugie, ma Riley, il tuo cuore non è capace di mentire. Il tuo cuore indossa la maglia numero 11 e sta già facendo il tifo per lui.»

A.S Kelly è capace di farti amare i suoi personaggi, così malinconici e spesso con una vita complicata. Riley non è il genere di protagonista che amo. Solitamente le “lagnone” le evito come la peste, perché mi piacciono le protagoniste grintose, forti, dure. Però, anche se in modo differente, Riley è tutto questo.
Ian avrei voluto vederlo, forse, con più “spina dorsale”. Probabilmente in qualche situazione avrebbe anche potuto prendere Riley e scuoterla per farla rinsavire e avrebbe avuto tutto il mio sostegno.
Lo stile di questa scrittrice si riconosce tra mille: i suoi personaggi sono davvero molto riflessivi e chi legge si ritrova spesso a leggere tantissimi pensieri e, in questo caso, “complessi mentali” dei protagonisti. Ma, a dir la verità, chi non passa la maggior parte del tempo in silenzio a pensare? Quindi, seppur in alcuni momenti ho trovato questo lato troppo, ammetto sinceramente che è molto più reale di libri scritti con dialoghi infiniti tra personaggi senza pensieri. Ogni scelta ha una conseguenza, come ci ha insegnato Ian. E ogni azione ha una conseguenza, come ci ha insegnato Riley. Che questo ci piaccia oppure no, non dipende da noi. Noi possiamo solo scegliere, sperare per il meglio. E io scelgo questa scrittrice per l’ennesima volta perché, in un modo o nell’altro, riesce sempre a farmi emozionare con le sue storie così particolari.

“Un anno fa mi ha pregato di restare. Un anno dopo sono io a supplicarla di non andare.”

Ryan sarà un altro libro bello tosto da leggere. Abbiamo capito qualcosa di lui in questo primo libro, sia sul suo rapporto con le donne che con Nick. Qualcosa in passato ha legato questi due fratelli più del legame di sangue, portandoli a non parlarsi per anni. E la mia curiosità è davvero tanta, quindi non mi resta che cercare subito il secondo capitolo di questa serie nel Kindle e farmi travolgere, ancora, dall’Irlanda e dalla scrittura di questa bravissima autrice, oltre che dai suoi personaggi.

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