Hard Cash Valley di Brian Panowich

Trama Il passato del detective Dane Kirby è popolato di fantasmi: ha perso moglie e figlia in un incidente che non riesce a perdonarsi, e a distanza di anni fatica a rimettersi in sesto. Quando l’Fbi inizia a indagare sulla morte di Arnie Blackwell, un criminale con il vizio del gioco brutalmente assassinato in Florida, Dane viene chiamato ad affiancare l’agente Roselita Velasquez, che non sembra gradire l’intrusione del nuovo collega. Eppure Dane è l’uomo chiave per il caso: tutti gli indizi portano a un grande combattimento di galli organizzato a Hard Cash Valley, in Georgia del Nord, e solo lui, con l’aiuto degli amici di sempre, sa aggirare le tacite norme che regolano i territori di Bull Mountain. Quando al delitto si aggiunge la scomparsa di William, il fratellino di Arnie, affetto dalla sindrome di Asperger, Dane e Roselita iniziano un’impietosa caccia all’uomo, tra agenti corrotti e killer senza scrupoli. Dopo “Bull Mountain” e “Come leoni”, Brian Panowich torna con un romanzo costruito come un’incalzante corsa contro il tempo; e ci consegna un nuovo protagonista, disposto ad affrontare i suoi demoni in nome dell’amore e di una giustizia non dettata dalle leggi, ma da un più potente ideale di umanità e fiducia.

Hard Cash ValleyAll’ombra di Bull Mountain di Brian Panowich, terzo capitolo della serie thriller Bull Mountain, pubblicato da NN Editore il 25 febbraio scorso.

Che ne dite se facciamo insieme un rapido check prima della partenza? Occhiali da sole e crema abbronzante? Ci sono. Bagaglio leggero con immancabili scarpe robuste, camicia di flanella e cappello? Ci sono. Cartina geografica, giubbotto anti proiettile e tanto ma tanto sangue freddo? Ci sono… ne siete proprio sicuri? Ok, se lo dite voi partiamo, avete così l’equipaggiamento adatto per intraprendere un nuovo viaggio nella profonda provincia americana grazie alla maestria di Brian Panowich.

Se non conoscete questo autore sappiate che Hard Cash Valley è il terzo libro della saga di Bull Mountain, edita da NN Editore, che dovete assolutamente recuperare.

Nei primi due libri vengono raccontate le vicende della famiglia Burroughs. La storia di tre generazioni di banditi violenti e rabbiosi dediti alla produzione di droga e la scelta coraggiosa di Clayton Burroughs che diventando sceriffo della contea preferisce la giustizia all’illegalità.

Il tutto si svolge nella foresta profonda, impervia ed inospitale di Bull Mountain, il luogo perfetto per nascondere e nascondersi. Ma con questo terzo libro Panowich abbandona i Burroughs per spostarsi a valle dove, all’ombra di Bull Mountain, ambienta proprio Hard Cash Valley. E mentre aleggiano i fantasmi di alcuni dei personaggi precedenti, questo è un cast completamente nuovo ed oserei dire ancora meglio dei precedenti.

Al centro del romanzo c’è Dane Kirby del Georgia Bureau of Investigation, un uomo complesso dall’animo spezzato al quale anni prima è toccata un’indicibile tragedia che gli ha cambiato totalmente la vita e dalla quale non si è mai ripreso. L’ultima cosa di cui ha bisogno al momento è essere invischiato in un’indagine complessa e scoraggiante, eppure fin da subito viene coinvolto nell’arresto per omicidio di uno degli amici d’infanzia. Sostenendone l’innocenza fino a prova contraria, Kirby promette di aiutarlo, ma prima di poter prendere qualsiasi iniziativa viene prestato all’FBI per indagare su un omicidio particolarmente brutale. In uno squallido motel della Florida c’è un corpo arso e dilaniato: chi meglio di un ex investigatore esperto in incendi dolosi può scovare la pista giusta per scoprire la verità?

Arnie Blackwell, la vittima dell’omicidio, potrebbe essere una brava persona ma non lo è. Decide ben presto di stare dalla parte sbagliata, anche se le proprie scelte discutibili non gli portano mai nessun reale vantaggio. Abituato all’ospitalità del carcere di Atlanta, non si pente nemmeno davanti ad una grande responsabilità che gli piomba tra capo e collo. Dalla sua prospettiva infatti questa è la fortuna che bussa finalmente alla sua porta, l’imperativo è sfruttare lo sfruttabile!

L’FBI accoglie Dane nel motel dove Arnie alloggiava e fin da subito, perplesso sul motivo per cui è stato inchiodato a questo nuovo caso, il detective mette bene in chiaro di non poter apportare nulla di valore alle indagini. Ma il supervisore in carica si rifiuta di dargli il benservito e anzi lo mette in coppia con Roselita Velasquez, una collega caustica e dura, molto diversa dal solito partner.

È un inizio difficile per loro, tra una Velasquez risentita, ed alquanto, e Kirby impegnato su più fronti per capire come ammorbidire l’atteggiamento nei confronti sia della collega sia delle tante persone che incontrano nel corso delle indagini.

Si scopre presto che l’omicidio di Arnie Blackwell è solo l’inizio di una lunga e sordida scia di attività criminale legata anche al territorio di Kirby: un luogo ai piedi di Bull Mountain noto alla polizia per gli affari illeciti. Blackwell infatti era recentemente entrato in possesso di un’enorme quantità di denaro -non trovata sulla scena del crimine- che molti personaggi estremamente poco raccomandabili stanno cercando. All’appello però manca anche William, il fratello di Arnie affetto dalla sindrome di Asperger, che sembra scomparso nel nulla.

Starà ancora aspettando Arnie in una zona sconosciuta oppure è stato catturato dalle stesse persone che sono sulle tracce del denaro sporco?

In un intreccio denso di eventi, i personaggi si muovono come pezzi degli scacchi in una partita all’ultimo sangue. E mentre Kirby dovrà fare i conti con molteplici situazioni che lo vedranno coinvolto, anche nella sfera privata, la duplice caccia porterà tutti all’origine del male, in un posto oscuro e pericoloso.

Brian Panowich dà il meglio di sé con questa storia dal sapore country noir che potrà ricordarvi Lansdale, Winslow o McCarthy. Tuttavia questa generalizzazione, se pur molto lusinghiera, non fa di Hard Cash Valleyl’ennesima riproposizione del western moderno. Al contrario! Alla trama già di per sé interessante si aggiunge una narrazione cruda, diretta e muscolare, intrisa di sangue e risvolti psicologici, con un lessico di alto livello e allo stesso tempo commisurato alle capacità espressive dei singoli protagonisti. Insomma una bomba!

Lo sfondo della vicenda è ancora una volta l’America di provincia, fatta di lande desolate e montagne impervie, piccoli agglomerati urbani e luoghi poco raggiungibili, motel e diner degni dei migliori film thriller. Quell’America problematica ma sempre affascinante, immensa, totalizzante, diversa per ogni Stato eppure sempre uguale a se stessa, ripetitiva e impossibile da racchiudere in un unico sguardo. Lo stesso spazio come metro di misura che in Europa pensiamo di avere in comune con l’America, e che invece le distingue come due mondi assolutamente diversi. Sicuramente la più imponente manifestazione di autenticità americana, idolatrata o esecrata a seconda delle controverse e multiformi vicende umane.

Panowich è un autore estremamente dotato, l’esempio perfetto dello scrittore che riesce a catturare il lettore portandolo nel proprio mondo. Dando vita a una realtà narrativa fatta di continui rimbalzi fra i piani temporali e di personaggi talmente tridimensionali da risultare quasi sfuggenti, ci regala un’opera visiva coerente e per certi versi ipnotica.

Sia chiaro, questo è un libro oscuro e crudo, la suspense non manca, e neanche la violenza ed i colpi di scena, eppure proprio per questo cattura fin dal paragrafo iniziale. Ma c’è qualcosa in più che colpisce: la profondità psicologica con cui vengono tratteggiati i personaggi, specialmente Dane Kirby. Panowich ci lascia entrare direttamente nel suo dolore più profondo, finendo per farci assistere ai suoi deliri strazianti che dalla luce pienissima lo trasportano nel buio più pastoso. Un filo conduttore di inquietudine che dà l’idea di una storia che scorre fluida e melmosa, come qualcosa che difficilmente non resterà attaccato addosso al lettore.

Dane Kirby è semplicemente un uomo a cui la vita ha sbriciolato il cuore facendogli perdere tutto. Totalmente disconnesso tra ciò che prova davvero e la realtà che lo sovrasta. Impossibilitato ad andare avanti perché incapace di trovare pace per se stesso. E nonostante tutto fedele ai propri principi, una persona onesta ed un buon amico che si ha l’impressione di poter chiamare nel momento del bisogno. Ma anche un uomo che non dubita che “tutta la crudeltà e la violenza del mondo non hanno alcuna possibilità di fronte all’umile potenza di una luce lasciata accesa sulla veranda per dare a un uomo il bentornato a casa”. E sì, è quasi impossibile non volergli bene.

Oltre a lui, ci troviamo di fronte a una serie di personaggi altrettanto complessi e borderline per i quali il bene e il male si confondono in zone grigie. Figure in cui la morale non è sempre facilmente definibile e proprio per questo altamente interessanti. Infine la cosa disarmante, eppure perfettamente verosimile, è il tentativo di raccontare come sia realmente la vita dei detective americani, molto diversi da quelli patinati ed efficientissimi che contribuiscono a tenere in piedi la Grande Bugia Americana.

NN Editore si riconferma una certezza assoluta con Brian Panowich e il suo Hard Cash Valley, un libro che gli amanti di suspense e thriller non possono certo perdere. Personalmente l’ho amato fino all’ultima pagina che mi ha strappato anche qualche lacrima. Super consigliato e perfetto in tutto a partire dalla traduzione passando alla grafica evocativa dalla quale ammicca, coerentemente, una natura oscura e terribilmente incombente. Una storia che citando Panowich stesso “parla di amore e perdita, e di come questi due elementi vadano spesso a braccetto”.

 

 

 

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.