Gods & Monsters di Saffron A. Kent

Lui era un artista. Lei era la sua musa.
Per tutti in città, Abel Adams era la progenie del diavolo, un ragazzo che non sarebbe mai dovuto nascere. Un mostro.
Per la dodicenne Evie Hart, era soltanto un ragazzo con capelli dorati, magliette morbide e una macchina fotografica. Un ragazzo che amava scattarle fotografie e portarle di nascosto cioccolatini, prima di cena. Un ragazzo che la faceva sentire speciale.
Nonostante gli avvertimenti della sua famiglia, Evie lo ha amato in segreto per sei anni. Si sono incontrati in aule vuote e si sono baciati nei ripostigli bui della chiesa.
Finché non hanno più potuto farlo.
Finché è giunto il momento di scegliere tra l’amore e la famiglia, ed Evie ha scelto Abel, perché il loro amore valeva quel rischio.
Il loro amore era leggendario.
Le leggende, però, raccontano di scelte, ma anche di errori. E per Abel ed Evie, l’artista e la musa, questi errori arriveranno sotto forma di luci, videocamere e sesso.

Gods & Monsters di Saffron A. Kent, romanzo new adult pubblicato il 20 febbraio da Hope Edizioni

Un impulso fortissimo e costante mi ha accompagnato durante la lettura di questo libro, lanciare il kindle dall’altra parte della stanza. Mi ha trattenuto solo la certezza che poi avrei dovuto riparare il danno, ma vi assicuro che se lo avessi letto d’estate, in riva al mare, non ci avrei pensato nemmeno mezza volta. Perché? Ebbene, Gods & Monsters, non è un libro facile ma, soprattutto, si fonda su un tabù ingigantito, oltre misura, dalla mentalità ristretta e stupidamente bigotta di un paesino rurale americano, che mi ha disturbato più di quanto non lo abbia fatto la storia in sé e mi ha confermato, una volta di più quanto siano antiquati e arretrati alcune zone del mondo nonostante professino di essere tutt’altro.

Quindici anni prima, due cugini di primo grado, si sono innamorati e fuggiti via da quel posto che li additava come mostri, creando una propria famiglia e vivendo il loro sogno d’amore. Purtroppo la vita non è stata clemente e troppo presto li ha strappati all’amore del figlio che, rimasto solo, viene dato in affidamento ad uno zio rimasto in quell’inferno sulla terra da dove i genitori erano scappati anni addietro. Arrivato nella cittadini, Abel verrà additato, fin da subito, come il figlio di due mostri e mostro a sua volta. L’odio viscerale e incomprensibile che la gente ha nutrito contro i suoi genitori ricade come una colpa sulle sue spalle di ragazzino, senza nessuna eccezione. Anzi, un’eccezione c’è, si chiama Evangeline, è la principessina del paese, ha dodici anni, è amata da tutti, e illumina, fin dal loro primo sguardo, tutto il suo mondo. Solo il sentimento che nutre per lei gli permetterà di superare tutto il disprezzo e le cattiverie di cui sarà vittima per i sei anni consecutivi. La stessa Evie, o Pixie, come l’ha soprannominata Abel, dovrà nascondersi agli occhi di tutti, in special modo da quelli di sua madre, una donna piena di pregiudizi e odio, per poter essere sua amica. Mai uno sguardo in pubblico, mai un saluto, nemmeno nella scuola che frequentano entrambi. Gli unici momenti di pace li vivono nella casetta sull’albero di Evie. Lì, l’amicizia nata anni addietro tra un mostro e una Dea si trasforma in un sentimento che travalica qualsiasi concetto d’amore. Ma nessuno vedrebbe di buon occhio questo sentimento e loro continuano a nasconderlo a tutti, con la speranza, che raggiunti i diciotto anni di Evie, potranno finalmente coronare il loro sogno. Qualche settimana prima dell’evento tanto atteso vengono scoperti ed Evie sarà costretta, dalla sua stessa famiglia, a subire lo stesso ostracismo e lo stesso odio che la gente nutre da sempre per Abel. A quel punto, non rimane altro che provare a fuggire e cercare la felicità altrove. Ma la troveranno? O la rabbia che provano li farà allontanare?

Come accennavo all’inizio, immergermi in questa storia non è stato facile, il dolore, la rabbia e l’amore soffocante che entrambi i personaggi provano l’uno per l’altro, è qualcosa che non ti fa respirare, mentre leggevo avevo la sensazione di avere un filo legato intorno ai polmoni che mi faceva fare tutto a rallentatore. La rabbia di Abel ed Evie per quello che hanno subito è talmente forte, talmente sentita, che li condurrà su una strada ancora più difficile di quella che avevano vissuto fino a quel momento e, se da un lato, l’ho trovata eccessiva, dall’altro non mi sento di condannarli del tutto. Sono due ragazzini che non hanno mai potuto far vedere al resto del mondo quanto era bello e puro il loro amore. Hanno dovuto negarlo anche e, soprattutto, con le famiglie, le persone che più  avrebbero dovuto sostenerli. In fondo loro non hanno fatto nulla di male, eppure, l’ipocrisia e il finto perbenismo nascosto dietro la religione, li hanno condannati fin dal primo giorno. Non vi nascondo che alcune situazioni e, soprattutto, il linguaggio usato dall’autrice mi hanno parecchio disturbata ma se non avessi avuto la costanza di andare avanti, pagina dopo pagina, non sarei riuscita a capire fino in fondo la storia di Evie e Abel, una storia che più di tutte le altre è fatta di accettazione e rinascita, di perdono e amore. Sicuramente un amore un po’ malato per quanto è totalizzante ma con una base pura, quasi ancestrale direi. Abel e Evie sono due anime che si sono riconosciute, si sono amate, si sono supportate e, anche se c’è stato un momento in cui si sono perse, hanno avuto comunque la forza di ritrovarsi e di ritrovare la purezza di quell’amore nato in un campo di grano dove esistevano solo loro due, nessun odio e nessuna rabbia.

Non è un libro da leggere a cuor sereno e se lo inizierete avete l’obbligo di arrivare fino alla fine, la rabbia di Abel ed Evie vi ridurrà l’anima a brandelli ma poi risorgerete come la fenice, come fanno loro costruendo un nuovo inizio da cui partire per essere di nuovo felici. Per coloro che amano gli amori contrastati e pieni di angst questa è sicuramente una lettura imperdibile. Avrei voluto dare un punteggio più alto perché la storia merita, ma alcuni dialoghi tra i protagonisti mi hanno troppo infastidito. Terrò, comunque, d’occhio l’autrice per la profondità che infonde nei suoi protagonisti.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.