Gipsy di Andreas Cavaccini

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La mattina del 2 dicembre 1992, nell’ufficio Borsa di Milano, Andrea sta per mettersi al lavoro, quando riceve la telefonata di zio Gennaro.

Una strana telefonata: lo zio chiede al nipote di acquistare Il Manifesto, senza spiegargli il perché.

Quando Andrea scopre che sulla prima pagina del quotidiano vi è la foto raffigurante il padre, ne rimane sconvolto.

Il padre era morto sette anni prima.

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Recensione di Veronica – Gipsy romanzo di esordio di Andreas Cavaccini, un romanzo di narrativa, autobiografico, edito Lupieditore pubblicato ad aprile 2018.

E’ il 2 dicembre del 1992, e un giovane Andrea poco più che vent’enne si sta dirigendo come ogni mattina al lavoro alla Borsa di Milano, quando suo zio Gennaro lo chiama per chiedergli di acquistare il Manifesto. In prima pagina sono raffigurati un uomo e una donna sorridenti. Un uomo con la barba identico a suo padre, un padre che però era morto sette anni prima.
Inizia così un viaggio sia reale che introspettivo di Andrea alla ricerca di risposte. Era suo padre l’uomo ritratto in fotografia? Era davvero morto? Un viaggio della durata di 23 anni che porta Andrea a rivivere e spesso scoprire, le moltissime sfumature di suo padre, della sua vita, dei sui pensieri. Andrea si muoverà da Milano per raggiungere Novettano, Napoli, Weissen, Roma, Parigi e cercherà di comunicare con le persone che hanno conosciuto suo padre Cristiano, riaprirà ferite, cercherà di leggere oltre le frasi e i silenzi ambigui che riceverà come risposta. Aleggia costantemente un’aurea di segretezza volta forse a proteggere Andrea e l’immagine che tutti volevano lasciare di suo padre. Sua nonna, gli zii, l’amico ed ex datore di lavoro Cesare, addirittura un sensitivo, il prete del paese, ognuno di loro, in una maniera o nell’altra, aggiungerà un tassello per ricostruire quella che era la vita di questo padre difficile, che fuggiva da tutto e da tutti alla ricerca del proprio posto.

Verrà il giorno che avrò una casa di pietra tutta mia con un po’ di terra attorno e tutte le mie cose sistemate dentro?
Verrà, dio mio, questo giorno. Ho tante case, piuttosto tanti posti con mie cose dentro dove potrei vivere a tempo determinato. Vivere nel senso di stare, passare un giorno, due o più non nel senso di…
Ho bisogno di un posto mio, definitivo. Fatto a mia misura che sia un punto stabile di riferimento per me.

Andrea dovrà affrontare una sconvolgente verità. Un padre prigioniero della droga, ricercato dall’Interpool, un padre forse morto nella solitudine, all’interno di un camper blu parcheggiato sotto la Tour Eiffel di Parigi, Gipsy, la sua ultima casa, diventata poi il rifugio di un clochard. Ma chi ha riconosciuto il suo corpo? Irene dice “forse tua zia” la zia dice “forse mio marito James” … Irene, la bellissima tedesca da sempre nei suoi sogni. Irene che era stata la donna di suo padre e anche un po’ la sua. Ed è proprio in questo viaggio a ritroso che il legame con Irene stessa rinasce senza mai solidificarsi ma che porterà ad Andrea un regalo enorme. Un’unione poco sana forse anche un po’ malata, ma credo significativa nel modo di Andrea di rimanere legato a questo padre, che lo aveva cercato un’ultima volta prima di morire ma invano, perché a quella telefonata Andrea non aveva voluto rispondere.

E questa ricerca costante di Andrea è proprio così, costellata dai sensi di colpa, dai ricordi amorevoli, dalle sfumature forse non colte in tenera età. Andrea ha sempre vissuto la lontananza del padre come abbandono, una figura fondamentale che è venuta a mancare troppo presto nel percorso di crescita di un figlio. Ed è il legame che Andrea cerca, una figura maschile che rispecchi quella di un padre perso in una fredda mattina lontano da casa. Ed ecco che Cesare Gallina, può rispecchiare quella parte mancante della sua vita. Un amico, un consigliere, un compagno di bevute, un padre amorevole.
Non glielo dissi mai esplicitamente, ma quella sera accettai di essere suo amico e suo figlio

Cosa cerca davvero Andrea? Delle risposte o una figura paterna? Crede davvero che suo padre possa essere vivo o si è creato inconsciamente un alibi per far pace con se stesso, con l’uomo che ha perso e con il suo passato?

“Non credo che ci salveremo” disse il padre al figlio.
“Ma se provassimo a volere il Nulla?” disse il figlio al padre.

Il romanzo è costruito su più piani temporali e spaziali, con un ritmo incalzante che spinge alla continua lettura. Ci immergiamo totalmente, curiosi e un po’ impiccioni forse, in quella che è stata la vita di Cristiano e nella vita di Andrea, a volte in punta di piedi, a volte con più avidità perché ad un certo punto, anche noi diventiamo quasi ossessionati di sapere di più di quest’uomo perso e di questo ragazzo che cerca attraverso il suo passato di costruire un presente. Il libro lo si divora in un giorno, con profondità, coinvolti nel ritmo degli eventi e nella moltitudine di personaggi, non indagati psicologicamente ma rilevanti, persone che nel bene e nel male sono il risultato dell’Andrea di oggi.
A volte vi ritroverete a giudicare, a volte a farvi delle domande molte rimarranno senza risposta, perché quello raccontato nelle pagine di Gipsy è il viaggio di Andrea, è la sua storia e noi spettatori esterni possiamo solo condividere in maniera empatica questo pezzetto di vita del protagonista.

Un romanzo introspettivo, di ricerca, di legami familiare, di crescita, di verità e bugie, una storia vera, condita di licenza poetica che vi catturerà.

“Rassegnati. Mi dispiace, ma io la vedo così. Non vorrai mica ricominciare con questa storia?” .
Mi domando Cesare sorridendo. “Però sai che ti dico? Io ci scriverei un romanzo”

4 stelle

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