Flow di Kennedy Ryan

Tra 8 anni Marlon James sarà una delle migliori stelle nascenti nell’industria musicale.

Bristol Gray sarà la sua manager, tosta e pratica. Ma quando si incontrano per la prima volta, lei è una studentessa universitaria che sta cercando di trovare la sua strada, e lui è un artista determinato a farsi strada nel mondo.

Venendo da mondi completamente diversi, tutto ciò che dovrebbe separarli li fa solamente avvicinare di più.

È un inizio bellissimo, ma come finirà la storia?

flow

Recensione della Queen – Arriva finalmente in Italia Flow prequel di Grip, della bravissima Kennedy Ryan edito Hope Edizioni.

Nella vita di tutti i giorni ci possono essere incontri davvero speciali, in cui le persone “si riconoscono” l’una con l’altra e scelgono di camminare insieme sia nei momenti più belli che in quelli più difficili.

Ed è proprio il caso di Grip & Bristol due anime destinate fin dall’inizio ad incrociare il loro cammino sulla strada della vita. Bristol è una giovane ragazza che decide di passare le sue vacanze di primavera a Los Angeles, per tentare di riallacciare i rapporti ormai logori, con il fratello gemello Rhyson. Sono ormai cinque anni che non lo vede, da quando lui stesso si è emancipato e si è trasferito dallo zio a LA abbandonando anche lei. Rhyson è un musicista di un talento mondiale, e proprio per il peso che la sua carriera comportava, ha abusato di droghe in passato, incolpando i suoi genitori, nonché manager, per non averlo protetto dal patinato quanto aggressivo mondo musicale.

“Eppure eccomi qui, contro i desideri e i consigli di mia madre, dall’altra parte del Paese, a rischiare parti del mio cuore con familiari a cui probabilmente non importa nulla di me”.

Bristol non vuole diventare fredda e calcolatrice come i suoi genitori e arriva a Los Angeles con la speranza di ritrovare un legame con il suo gemello. Ma ad attenderla all’aeroporto trova un bel esemplare di “maschio abbronzato” dall’altezza dominante e i pettorali di un Dio, che sorridendole si presenta come Grip il migliore amico di Rhy. Grip è un rapper emergente, che scrive testi di una bellezza disarmante, e si sta facendo strada nel mondo musicale, dedicando il maggior tempo possibile alla musica, barcamenandosi tra vari lavoretti per potersi mantenere.

Tra i due c’è attrazione istantanea, una alchimia palpabile nell’aria. Ma lei è inaccessibile perché sorella del suo migliore amico, e Bristol dal canto suo si fermerà soltanto una settimana e non può lasciarsi andare a questo sentimento.

Veniamo da due mondi talmente lontani che dovrebbe esserci un oceano immenso a separarci, pieno di tutte le differenze tra noi e di tutte le ragioni per cui non dovremmo mai incontrarci sulla terraferma. Invece tra i nostri corpi c’è solo questo spicchio di spazio carico di tensione che sembra restringersi a ogni secondo che passa. Ciò che dovrebbe essere sconosciuto sembra familiare.

Tutto il racconto si svolge nell’arco di sette giorni, e i sentimenti sono vissuti al massimo della tensione. Grip e Bristol provengono da due realtà diverse, lei nata ricca e vissuta nell’agio fin da bambina, e lui un ragazzone di colore che per arrivare a fine mese ha bisogno di svolgere più lavori insieme. I temi trattati nel romanzo sono forti, c’è il razzismo, la differenza di classe, la musica di strada e l’amore improvviso. Sono due ragazzi con infanzie diverse, che si trovano per caso a condividere dei momenti di pura poesia insieme. Bristol all’apparenza forte, nasconde dietro la sua corazza una grande insicurezza, e vuole farsi accettare da suo fratello che l’ha abbandonata molti anni prima. In Grip troverà un buon ascoltatore, un amico con cui sfogarsi e con cui condividere le sue paure. Ma ben presto capiranno che tra loro c’è ben più di una semplice amicizia e cosa accadrà realmente in questa settimana? Il romanzo è scritto in maniera impeccabile, l’autrice è bravissima nel descrivere i personaggi e i loro sentimenti. È un prequel quindi non è molto lungo, ma serve a farci capire e a conoscere i protagonisti di GRIP il romanzo completo, che ci proietterà 8 anni dopo quando i ragazzi sono ormai affermati ognuno nel loro campo lavorativo/artistico. Il titolo di questo prequel è nato da un discorso tra i due ragazzi, dove Grip tenta di spiegare a bristol cos’è il Flow nella musica rap, che letteralmente si traduce come “un flusso di parole a cadenza ritmata”. Vi lascio con questo breve scorcio del dialogo e vi aspetto per GRIP. Un abbraccio la Vostra Queen Morena!

«Il flow di un rapper è come…». Si morde il carnoso labbro inferiore, tirandolo tra i denti, come se quest’azione potesse sciogliere le sue riflessioni. «È come la corrente ritmica della canzone. Pensalo come la relazione tra la musica e le frasi di un rapper o il linguaggio ritmico, per così dire. Scegli quante frasi mettere in una battuta: se vuoi un senso di urgenza, allora infili un sacco di frasi; se invece vuoi dare una sensazione rilassata, allora lasci spazio, esiti. Così chi ascolta non prevede la tua entrata». «Okay, questo ha un senso». «E le scelte che fa un rapper, quanto vadano bene insieme la corrente di quella musica e le sue frasi, il linguaggio ritmico, quello è il flow. Musicisti come Nas, Biggie, Pac, sono nella sublime categoria in cui il loro flow è così pazzesco, così complesso, ma sembra anche facile. Ecco quando un flow è eccezionale. Quando sembra facile». «Adesso ho capito»

5 stelle

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.