E ogni corsa è l’ultima di Leila Awad

E ogni corsa è l’ultima

Trama

“Lui è mio” è quello che Daisy Potter pensa guardando Niccolò De Santis, con orgoglio, gioia e un pizzico di paura. Su Niccolò ha costruito i propri progetti per il futuro, i sogni, le speranze. Non come fidanzato o come amante, ma come pilota di punta della scuderia di Formula 1, la Potter Racing, di cui sta prendendo le redini.
Quello che Daisy non ha considerato, però, è che Niccolò non è solo il vip che nel tempo libero si improvvisa dj e si accompagna a modelle sui red carpet.
Quando una convivenza obbligata li costringe a mettersi a nudo, in una Roma da scoprire attraverso le parole di un diario antico secoli, ogni distanza comincia ad affievolirsi e quel “è mio” assume tratti diversi. Troveranno il coraggio di affrontare i rispettivi sentimenti o si nasconderanno dietro muri di maschere e paure?

E ogni corsa è l’ultima di Leila Awad, Contemporary Romance, self pubblicato il 10 giugno.

 

Daisy Potter è un’abile ingegnere che, a soli trentuno anni, è a capo della scuderia di F1 di famiglia. La sua vita ruota esclusivamente intorno ai motori e alla frenetica girandola dei circuiti che la tiene in costante tensione da marzo a novembre.

Il suo unico obiettivo è portare a casa dopo tanti anni sia il titolo piloti, sia il titolo costruttori, ma per fare ciò è consapevole che dovrà affidarsi solo ed esclusivamente ad un pilota, il migliore del circus: Niccolò De Santis. Il bellissimo italiano però ha la fama di essere una primadonna, di amare la bella vita e di accompagnarsi a modelle e attrici sempre diverse.

De Santis è raggiante. È luminoso. Non riesco a togliergli gli occhi da dosso. Lo detesto e lo venero. Detesto l’uomo, venero il pilota.

Coinvolto in una rissa in un bar a Natale, la scuderia Potter decide di allontanare dai riflettori Niccolò e di mandarlo per un breve periodo a Roma, sua città d’origine, sotto il controllo di Daisy. Perché proprio lei? Perché è stata Daisy a volerlo con tutte le sue forza alla Potter, Niccolò è la sua scommessa e non ha intenzione di rimpiangerla, quindi dovrà fare tutto il possibile per mettere in riga De Santis e preservare l’immagine pubblica del pilota a favore degli sponsor.

«Niccolò, questo è un rapporto a doppio senso: tu sei mio e questo significa che ti posso appendere per le orecchie quando fai cazzate, ma anche che ti tutelo.»

Complice il ritrovamento del vecchio diario di Margherita Mattei, un’antenata della famiglia Potter, i due protagonisti visiteranno Roma e si avvicineranno l’uno all’altra.

Ma cosa realmente porterà a galla questa convivenza forzata, sta a voi scoprirlo.

 

Daisy ama i numeri, perché ha un’indole razionale, è una donna in carriera, pragmatica e fredda. Le piace rimanere dietro le quinte, non ama apparire ed è per questo che lascia a suo zio Fred, amministratore delegato dell’azienda, tutte le luci della ribalta, sebbene il merito del successo degli ultimi anni della scuderia sia tutto suo.

Niccolò è un campione, un animale da palcoscenico, uno che nelle feste si diletta a fare il dj, e, con buona pace di Daisy, è pura sensualità.

Che cosa hanno in comune? Apparentemente nulla o forse tutto…

Che tipo di rapporto avremo è ancora un mistero, ma di sicuro abbiamo una cosa in comune. Una cosa che, adesso, ci unisce ancora di più, perché non sono solo le corse, ma è anche la stessa macchina: io la costruisco, lui la guida. E questo significherà sempre qualcosa. Finché resterà alla Potter, almeno.

Per Niccolò non è facile rapportarsi a Daisy, perché è diversa da tutte le altre ragazze da cui è sempre attorniato. Il pilota vuole conoscere la donna che si nasconde dietro all’irreprensibile ingegnere, anche se lei non gli lascia spazio per avvicinarsi, per capirla.

«Non ti ho ancora inquadrata, Daisy Potter. Fai yoga, sembri la maestrina dalla penna rossa e al tempo stesso comprendi perfettamente le macchine e corri all’impazzata sulla moto.» «Il mondo è pieno di sfumature. Per ora l’unica cosa che devi sapere di me è che sarò il tuo incubo peggiore.»

Daisy è sempre controllata e posata, ha fin da piccola programmato ogni singolo dettaglio della sua vita, è stata la pietra a cui si sono appoggiati il fratello ed il padre dopo la prematura morte della madre.

Niccolò è la prima persona che riesce a sconvolgere il suo ordine interiore, solo lui è in grado di generare in lei delle reazioni spropositate: riesce a farla infuriare come nessuno e a farla sciogliere semplicemente con uno sguardo.

Anche per Daisy, De Santis è difficile da capire: sotto i riflettori è un personaggio costruito a tavolino, mentre in privato è una delle persone più sincere che lei abbia mai conosciuto.

 

Traumi del passato vissuti dai due protagonisti s’intrecceranno alla storia dell’antenata di Daisy.

Cadranno le maschere e finalmente Daisy e Niccolò ritroveranno loro stessi, ma quando la loro vita rientrerà nei ranghi della realtà delle corse, riusciranno a non perdersi nuovamente?

 

Premetto che io seguo pedissequamente il mondo del motorsport, sia motoGP, sia F1, ed essendo originaria di Monza questa mia passione può essere comprensibile.

Ammetto che amo Roma per il fatto che in ogni angolo si intreccino stili architettonici diversi e ci si possa imbattere senza rendersene conto in opere scultoree o pittoriche che mozzano il fiato.

Quindi si può dire che l’autrice abbia centrato molte mie passioni.

Detto questo, ho adorato il romanzo di Leila Awad per lo stile di scrittura che arriva immediato al lettore, per l’originalità della trama ed il fatto che ha creato un romanzo nel romanzo, intrecciando la storia dei protagonisti a quella narrata nell’antico diario ritrovato.

Ho estremamente apprezzato la descrizione delle location, inframmezzate da nozioni di storia dell’arte: si potrebbe quasi prendere il romanzo come spunto per un breve tour di Roma.

Non avevo mai letto nessun romanzo dell’autrice e non ho termini di paragone, ma con questo libro mi ha piacevolmente colpita.

Non so che altro dirvi per convincervi a leggere questo splendido romanzo…

5 stelle

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