Come una favola di Danielle Steel

Camille ha avuto un’infanzia perfetta, circondata dall’amore e da ettari di vigneti nella bellissima Napa Valley, a nord di San Francisco, in California. Lì, tra dolci colline verdi e coltivazioni a perdita d’occhio, i suoi genitori, con dedizione e impegno, hanno dato vita a una rinomata azienda vinicola e una meravigliosa tenuta, ispirata all’antica proprietà di famiglia a Bordeaux. Ma quando, dopo la laurea, Camille torna a casa per aiutare a gestire Chàteau Joy, come ha sempre sognato, la favola s’interrompe bruscamente. La madre viene a mancare e, solo sei mesi più tardi, il padre si lascia ammaliare da una misteriosa e affascinante contessa francese. La donna sembra incarnare l’essenza della raffinatezza parigina, nascondendo però qualche ombra. Camille, ancora in lutto, è scioccata dal fatto che suo padre non riesca a vedere oltre gli sguardi seducenti, i vestiti firmati e le maniere eleganti, e che sia già pronto a rifarsi una vita. Così, mentre il suo mondo crolla, Camille dovrà fare ricorso a tutta la sua forza per riuscire a salvare la memoria e l’eredità della sua famiglia. Fortunatamente per lei, però, potrà contare su una gentile quanto inaspettata alleata, e su un amico d’infanzia riapparso nella sua vita proprio come un principe delle fiabe. “Come in una favola” ci ricorda come a volte, anche nella vita reale, e non solo nelle favole, il bene vinca sul male.

Recensione di Esmeralda – Come una favola di Danielle Steel, romanzo pubblicato da Sperling & Kupfer l’8 ottobre.

Mea culpa, non avevo mai letto nulla della Steel, nonostante i suoi 650 milioni di dischi venduti ahahahah Lorella questo non potevo non scriverlo. Scherzi a parte, ovviamente la Steel non è una cantante, ma un’autrice che ha venduto un numero pazzesco di copie e che io conoscevo solo per la fama che la accompagna ovunque. Letta la trama ho pensato fosse giunto il momento anche per me di fare la sua scoperta e…non sono rimasta particolarmente colpita. Ok potete insultarmi se volete, ma mentre proseguivo la lettura sentivo la mancanza di qualcosa che fatico quasi a spiegare. Forse è il pathos quasi completamente assente a influenzare il mio giudizio. Ho trovato aspetti positivi, ma non sono sufficienti per scatenare in me la voglia di recuperare le sue precedenti pubblicazioni. E questo per una lettrice accanita come me è piuttosto grave!

Ma andiamo con ordine e partiamo dal titolo, Come una favola, in originale Fairytale che significa fiaba altro non è che la trasposizione riveduta e corretta della Cenerentola che tutti noi conosciamo. La nostra moderna Cenerentola è Camille, una ragazza con una vita perfetta fino al momento in cui l’amata madre Joy muore, portata via troppo presto da un tumore. Per il padre la scomparsa dell’amata moglie inizialmente sembra un duro colpo e solo la vicinanza e l’aiuto di Camille lo aiutano a sopravvivere, ma non ci mette molto a decidere che nella sua vita ci sia posto per una nuova donna. Peccato che questa donna sia un’arrivista che sfrutta la sua avvenenza per irretire uomini ricchi che possano donare a lei e ai suoi due sgradevoli figli una vita lussuosa senza il minimo sforzo. Nonostante gli avvertimenti del migliore amico, con cui la donna ha sfoderato tutte le sue armi in precedenza senza riscuotere alcun successo, il padre di Camille si fa prendere all’amo e nel giro di pochi mesi la chiede in moglie. Per Camille è uno shock che si sia ripreso così alla svelta e ancora di più che per farlo abbia scelto una donna così distante dalla madre, che la tratta come se fosse solo un peso in quella casa, relegandola ben presto in un angolo.

Come nella favola di Cenerentola, che il libro ricalca passo per passo giocando solo sui personaggi, ci sarà un principe azzurro che conoscerete fin da subito ma che si paleserà solo verso la fine del romanzo e ci sarà una stupenda fata madrina: la fata nonnina. Già perché a rivestire questo ruolo che nella fiaba è magico ci penserà la madre della megera nonché nonna dei farabutti. Da lei purtroppo i tre impostori non hanno preso nulla, la nonnina sarà per Camille un’alleata con cui sfogarsi ogni giorno e con cui passare delle piacevoli serate a cena visto che nel castello la sua presenza non è più gradita dopo il matrimonio e ancora meno successivamente.

Camille avrà alcuni alleati nella sua lotta ma gli eventi si trascineranno senza che lei prenda davvero in mano la situazione per farla volgere a proprio favore. Questa cosa non l’ho apprezzata, se devi scrivere la favola di Cenerentola ai giorni nostri pretendo, come minimo, che la protagonista sfoderi gli artigli e mostri che ci si può salvare da sole. Camille invece è molle e passiva per la maggior parte del tempo, reagisce raramente alle provocazioni e quando lo fa il suo atteggiamento è troppo accomodante per farne una tipa tosta. Questo è uno dei motivi per cui la mia valutazione non può essere alta, nonostante sia innegabile che la Steel scriva in modo fluido e il suo libro scorra via veloce. Purtroppo ho però la certezza che non ricorderò a lungo questa rivisitazione della fiaba, perché l’originale resta di gran lunga più interessante.

Consiglio Come una favola a chi le fiabe le ama alla follia e vuole leggerne la versione moderna (senza però che la Cenerentola lo sia) e a chi adora questa autrice già da tempo, alle altre dico di passare oltre perché non si perdono nulla di che.

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