Cenere di Paola Velo

Trama Phobos ricorda bene il giorno in cui l’uomo che amava è morto, bruciato vivo davanti ai suoi occhi. Settecento anni non sono riusciti a sbiadire il ricordo, né il dolore, a causa del quale è diventato uno stregone immortale. Affine alla magia nera e a tutto ciò che essa comporta, Phobos prospera nel caos, fino al giorno in cui un gruppo di soldati, votati a sterminare ogni creatura magica, si mette sulle sue tracce. Non sarebbero una vera minaccia per lui, eccetto che per due piccole, quasi insignificanti condizioni: quei fanatici sembrano immuni alla sua magia; l’assassino inviato per portare a termine l’opera assomiglia in modo straordinario all’amante che Phobos ha perduto tanti secoli prima.
Aidan ha giurato di sterminare ogni stregone, fino a quando non sarà certo che quello che ha ucciso il suo ragazzo non sia morto insieme a tutta la sua specie abbietta. E sa fare il suo lavoro come se lo facesse da secoli, non da pochi anni. Ma il suo attuale bersaglio, uno stregone oscuro, si comporta in modo assurdo, cercandolo e avvicinandosi a lui invece che scappare e nascondersi.
In una strana danza tra preda e cacciatore, in cui i ruoli si scambiano e si mischiano, Aidan e Phobos si ritroveranno uniti dal caos e da un fuoco che rinasce costantemente dalle proprie ceneri.

Recensione a cura di Dalia – Cenere di Paola Velo, pubblicato il 10 dicembre 2018 dalla Quixote Edizioni.

Il mio amore viscerale per la lettura è iniziato con i romanzi storici e precisamente con un bellissimo medioevale che rileggo almeno una volta l’anno. Da qualche anno però, avevo abbandonato quest’ambientazione per lasciarmi trascinare dai contemporanei o dai fantasy, tralasciando quella che era la mia passione principale. Quando ho letto la sinossi di questo libro ho pensato che era arrivato il momento di ritornare al mio primo amore e non ho fatto male. La lettura di questo romanzo mi ha completamente affascinato.

La storia che ci racconta Paola Velo ha inizio nel periodo buio del Medioevo, un’epoca in cui il mondo era costituito da dame e cavalieri, re e popolani, cristiani ed eretici. Dove tutto ciò che non veniva accettato dalla Chiesa era considerato come un peccato mortale.

È in questo contesto che incontriamo i due protagonisti: Aidan, un cavaliere al soldo del re che nella sua vita ha conosciuto ben poco oltre alle guerre e alle battaglie. Con una spada tra le mani è stato invincibile, ma ora, fiaccato dagli stenti di una vita simile, a soli quarant’anni, non essendo più adatto ai campi di battaglia ritorna dal suo re nella speranza che gli venga accordato un posto accanto a lui. E poi c’è Phobos, il figlio trascurato e maltrattato del mugnaio del borgo, bellissimo quanto giovanissimo. L’incontro fra i due è folgorante per entrambi, lo rivelano le parole stesse di Aidan quando ne ricorda la scena:

“…Dio, quello è stato il giorno più bello della mia vita. Anche solo vederti sembrava un premio di Dio, ma poter parlare con te…Ero del tutto ammaliato da quel sedicenne figlio del mugnaio così curioso…”

Ma anche in quelle di Phobos quando rievoca la bellezza del loro amore anno dopo anno e secolo dopo secolo;

“…Non ti guardavo di nascosto perché desideravo imparare a combattere, Aidan. Tu sei l’unica cosa buona nella mia vita…”

L’attrazione fra i due è fortissima, ma per Aidan il ragazzo è ancora troppo giovane e dopo un bacio profondo e dolce, l’uomo decide di allontanarlo da se perché non può e non vuole mettere a rischio l’anima così pura di quel giovane, con pensieri e atti che la Chiesa condannerebbe senza alcun appello.

Eppure, si sa, contro l’amore si può ben poco e quando quel sentimento avviluppa le nostre anime e i nostri cuori, non c’è ragione che tenga, né buoni propositi da mettere in atto. Per tre lunghi anni i due si amano al riparo da occhi e orecchie indiscrete, trovando alcove di fortuna ovunque e approfittando di ogni singolo attimo che la vita concede loro. Ma proprio quando Aidan, decide finalmente di abbandonare la vita condotta fino a quel momento, per fuggire via e costruirne un’altra più bella accanto al ragazzo che ama, il destino ci mette lo zampino. Qualcuno li denuncia e la coppia viene scoperta in un momento di grande intimità. Per permettere all’amato di fuggire e salvarsi la vita, il cavaliere affronta i suoi aguzzini e viene condannato al rogo.

Vedere l’amato bruciare su una pira smuove nel giovane Phobos un potente potere magico che userà contro tutti quelli che hanno condannato il suo uomo e che non hanno fatto nulla per salvarlo.

Da quel momento in poi trascorrono ben sette secoli. Aidan è morto e Phobos non si è più ripreso. Per il giovane non esiste più nulla per cui valga la pena vivere, odia gli esseri umani in modo viscerale e non ha permesso più a nessuno di avvicinarlo in nessun senso, né fisico, né emotivo. Un giorno, però, nel viso di un uomo che scoprirà appartenere a un Ordine che vuole sterminare tutti gli stregoni sulla faccia della terra, rivede il suo amato cavaliere e da quel momento in poi tutto cambia: tutto ciò in cui ha creduto per settecento anni viene rimesso in discussione e ogni sua certezza crolla miseramente sotto il peso di un amore mai dimenticato.

Non posso e non voglio dirvi nient’altro della storia, vi rovinerei l’effetto sorpresa e tutte le emozioni che scaturiscono dalla lettura di ogni singolo momento tra i due. Quello che posso dirvi è che entrambi hanno vissuto le loro intere vite con la convinzione di non aver fatto abbastanza l’uno per l’altro. Aidan, che all’epoca della loro conoscenza era il più maturo dei due, sente di aver fallito nel proteggere la parte più bella della sua esistenza, mentre Phobos è convinto di essere stato un debole per non essere riuscito a salvare l’uomo che amava più della sua stessa vita. La gioia di essersi ritrovati e la paura di perdersi di nuovo, a causa della “condizione” di uno dei due, sarà fonte di grandi dolori, forse anche più forti di quelli vissuti nel passato. Perché in questa vita, che il destino ha deciso di regalare loro, dovranno imparare a conoscersi di nuovo, uno dei due dovrà impegnarsi anche di più e, nel contempo, affrontare nuove sfide e nuove minacce che potrebbero dividerli di nuovo. Ci sono stati dei momenti durante la lettura che mi hanno profondamente commosso, altri in cui avrei voluto essere accanto a loro e aiutarli in tutti i modi possibili. L’autrice ha saputo imprigionarmi nelle pagine del suo libro rendendomi parte viva della sua storia. Lo stile scorrevole usato è piacevole e, allo stesso tempo, incalzante tanto che non vedo l’ora che dia notizie di un secondo lavoro per sapere a quali altri personaggi interessanti darà vita la sua penna.

smeraldo

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