Blog Tour -Vero e mio e segreto e doloroso di Sarah Crossan

Trama Arrivati a un certo punto della vita, ogni amore è un amour fou. E questa è la storia di un amour fou e dello sconvolgimento da esso portato nella testa e nell’esistenza di Ana, che finisce per mettere in secondo piano marito, figli, lavoro, tutto, davanti al fascino terribile e lancinante di un sentimento straordinario che ha quel sapore pazzesco che la vita quotidiana, gli amori quotidiani non hanno o non hanno più. La relazione tra Ana e Connor dura da tre anni. Nelle stanze d’albergo e nei caffè, nei testi cancellati rapidamente dai cellulari e nei fine settimana clandestini e sempre troppo brevi, hanno costruito un mondo in cui non ci sono altro che loro due. Ma poi accade l’inimmaginabile: Ana riceve una telefonata che le comunica che Connor è morto in un incidente in bicicletta e di colpo si ritrova completamente persa, sola, intrappolata nel suo segreto. Come possiamo perdere qualcuno che il mondo non ha mai saputo fosse nostro? Come ci addoloriamo per qualcosa che nessun altro potrà mai scoprire?

Vero e mio e segreto e doloroso di Sarah Crossan, romanzo di narrativa pubblicato da Mondadori oggi 7 settembre.

Blog Tour – “Relazioni e tradimenti”

Ana Kelly è un avvocato di successo presso uno studio legale britannico che si occupa abitualmente di trust e testamenti familiari. Ma oltre ad essere uno squalo della finanza, fatturando bene e passando ore in ufficio, Ana è anche moglie e mamma.

Paul ne è il marito tanto onesto quanto premuroso, un uomo dalle qualità ineccepibili che conosce dai tempi dell’università e che non si è lasciata sfuggire. Certo all’inizio lo sbilanciamento dei ruoli non è sembrato strano ma la frustrazione di lui -che si ritrova schiacciato nel ruolo di padre a tempo pieno- piano piano ha preso il sopravvento.

Ana infatti ha perso la sua strada, non si sente più innamorata del marito ma non riesce a lasciarlo e non si ritrova nel ruolo di madre (anche se ama i propri figli e piuttosto non sembra sempre essere “innamorata” dell’idea di essere un genitore).

In questo clima familiare davvero pesante, Ana inizia un’ardente relazione con un cliente altrettanto infelicemente sposato. Connor è infatti un architetto che ha tre figli preadolescenti con la moglie Rebecca, con la quale intreccia da anni un’altra storia totalmente sbilanciata.

Anche se il testo non è mai esattamente a favore o contro questo genere di situazione, né presenta la relazione come una cosa positiva o negativa, lascia alcuni brevi scorci sulla vita e sul background di Ana che possono spiegare, ma non perdonare, le sue azioni. Anche perché la storia è raccontata dal suo punto di vista e anche in questi passaggi il lettore ha la possibilità di conoscere unicamente la sua verità.

Il vero dramma di Ana però inizia quando Connor muore in un incidente stradale. Perdere la valvola di sfogo, il perno sul quale faceva ruotare la sua nuova doppia esistenza, la getta nello sconcerto più totale. Impossibile risalire la china, impossibile avere un’altra occasione d’amore né tantomeno sistemare quella già esistente con Paul. E quindi Ana si getta a capofitto in un’amicizia improbabile, frutto di questa situazione che ha dell’incredibile. Lei è infatti l’esecutore testamentario di Connor e per questo si trova in stretto contatto con la vedova Rebecca.

A questo punto ho pensato che finalmente la storia iniziasse davvero a sembrare originale! Ana si inserisce in modo credibile nella vita di Rebecca perché sente un bisogno viscerale di riconnettersi con la vita “senza di lei” che conduceva l’amante. Sembra avere delle evidenti difficoltà nel lasciare andare il passato ed anzi, cerca insistentemente di perseguire i suoi scopi. Ed invece proprio per questo non mi è affatto piaciuta. Non è il personaggio principale più simpatico e va bene così, ha problemi nel suo matrimonio (e chi non li ha?) ma non capisco la volontà di abbandonare la propria famiglia per curare i figli dell’amante inseguendo un sogno irrealizzabile.

Al di là del mio parere personale, Sarah Crossan fa un lavoro certosino nel presentare una donna imperfetta ma non malvagia, che si sente bloccata in questo terribile segmento della sua vita.

Ma cosa scatta nella mente quando si ricerca il tradimento?

Esistono delle teorie per cui l’amante è di solito una donna vulnerabile, che non si sente pienamente soddisfatta del suo lavoro e/o delle sue relazioni interpersonali e, quindi, trova in quel triangolo amoroso un’ancora di salvezza per la propria crisi esistenziale.

Proprio ciò che è successo ad Ana.

L’uomo invece sceglie consapevolmente di avere un’amante, tendenzialmente perchè con la propria compagna non si sente felice. L’uomo infatti mette sempre la sua felicità al primo posto e questo è costruttivo e giusto nell’immaginario individuale della persona in sé, che punta prima di tutto a stare bene con sé stessa e poi con il partner.

E questo è esattamente il profilo psicologico di Connor (che se avessi potuto l’avrei lanciato io stessa sotto la macchina in corsa!).

Per questo è stato difficile sentirsi male per Ana, le sue scelte non sono dettate da un amore puro ma morboso e dovuto soprattutto ad un bisogno intrinseco da colmare. Ma anche a causa della relazione in cui ha scelto di immergersi e dell’egoismo con il quale ignora la sua famiglia. Certamente però ho anche provato un senso di pietà per il fatto che si fosse concessa di basare la sua felicità su un uomo che sapeva essere sposato e che chiaramente non voleva porre fine al suo matrimonio.

A che scopo quindi essere amanti se ciò significa essere consci che non si è una coppia, ma un trio? Sapere di essere “il terzo incomodo“? Aver pazienza ed aspettare il proprio turno, perché si “viene sempre dopo“? Sapere che potenzialmente questo amore non avrà futuro?

E mai dire mai, ok! A volte succede che si diventa amanti per amore, quello vero, reale, passionale, con sentimenti forti e travolgenti, con l’emozione di vivere un amore clandestino, tra incontri di nascosto e con la paura di essere scoperti nel tradimento. Posso capirlo, quanti film abbiamo visto dove l’essere amanti viene visto con romanticismo, passione, amore con la A maiuscola, storie dove la coppia di amanti sembra essere nel giusto e cerca di coronare un sogno, vivere il grande amore?

Ma, c’è sempre un ma.
Quando c’è un/a amante, significa che dall’altra parte non c’è un lui o una lei, ma c’è una coppia, e quando il legame tra due amanti diventa forte, in realtà va a ledere la libertà e la vita di colui o colei che interpreta la parte dell’amante, quella che potremmo chiamare la parte più debole del trio.

In definitiva Ana colmava un bisogno attraverso Connor a scapito di Paul, pur sapendo di ferire e di essere ferita di rimando. Non ci sono vincitori né vinti in questa guerra, solo feriti sul campo di battaglia.

Ognuno di noi merita di vivere una relazione di coppia sincera e alla luce del sole, con caratteristiche intrinseche di vulnerabilità perchè la relazione nella coppia si evolve attraverso le crisi. Grazie a queste talvolta si sopravvive e si diventa migliori, talvolta la relazione finisce e arriva un nuovo tempo per entrambi. Accettare questo rischio, con la paura che ne deriva, permette di vivere realmente la relazione di coppia, per essere sinceri prima con sé stessi e poi con le persone che amiamo.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.