Blog Tour – Una Cenerentola a Manhattan di Felicia Kingsley – Identikit della Cenerentola

“Un paio di scarpe possono cambiarti la vita” è una frase che non ha mai convinto Riley, e i colpi di fulmine per lei sono sempre stati e rimangono un fenomeno atmosferico. Orfana da quando aveva dieci anni, a ventisette ha tutt’altro a cui pensare: una matrigna succhia-soldi che le inventa tutte per ostacolarla; due sorellastre aspiranti web star, sempre impegnate a tiranneggiarla; tre lavori che deve fare per riuscire a vivere nella Grande Mela; e, per non farsi mancare nulla, il romanzo a cui sta lavorando da due anni e che sogna di poter pubblicare. Ma a New York le occasioni sono dietro l’angolo e un galà in maschera a Central Park potrebbe rappresentare il trampolino perfetto per realizzare il suo sogno. Quello che Riley non ha considerato è che a una festa del genere si possono fare anche incontri inaspettati… E proprio per colpa di uno speciale paio di scarpe si ritrova, proprio lei, da un giorno all’altro, a diventare la protagonista della favola più romantica di sempre nella città dove tutto può succedere.

Blog Tour – Una Cenerentola a Manhattan di Felicia Kingsley – Identikit della Cenerentola

Beh, tutte voi conoscete la storia di Cenerentola no? La fiaba dei fratelli Grimm la cui prima pubblicazione risale al 1634 (ne sono sinceramente sconvolta, giuro non lo sapevo), interpretata da Walt Disney nel 1950 e diventata poi oggetto di numerose trasposizioni cinematografiche di cui la più recente nel 2015 con protagonisti l’adorabile Lily James e l’affascinante Richard Madden.
Perché ve ne parlo? Perché è proprio a questa favola che si ispira l’autrice Felicia Kingsley, rivisitandola in chiave moderna, insomma una Cenerentola ai giorni d’oggi.
Ovviamente, per avere il titolo di Cinderella devi rispettare parecchi e rigidi canoni di tristezza e disagio, una vita di insuccessi e sacrifici da vivere, per raggiungere il tanto agognato lieto fine. Che tu sia nata nel 1600 o negli anni 2000, vale sempre la regola “i sogni diventano realtà” …dopo atroci sofferenze… chiaramente.
E diciamo che per la nostra Riley, principessa moderna, la vita non è mai stata una passeggiata, così dopo aver spulciato ogni voce della mia immaginaria lista di #MaiUnaGioiaCenerentola, dichiaro che Riley si aggiudica il premio Cinderella 2018 a mani basse.
Ma cosa distingue la Cenerentola di Manhattan da quella classica? Scopriamolo insieme nel mio identikit!
La Cenerentola che si rispetti, è una ragazza rimasta orfana in tenera età per poi finire in custodia tra le terribili grinfie della matrigna di turno con il carico da novanta delle sorellastre, belle o brutte non ha molta importanza, perché sono cattive, gelose, spietate. Eppure le tre arpie hanno tutti i privilegi, così, se la Cenerentola dei fratelli Grimm veniva chiusa in soffitta trattata come una sguattera con un solo abito disponibile, la Cenerentola moderna ci va di proposito in soffitta per fuggire ad una simili famiglia. E’ una donna a cui viene richiesta ogni sorta di commissione, e ogni conquista per lei è una sudato traguardo. Inoltre deve fare tre lavori per mantenersi, non veste alla moda, ama il casual, le maglie oversize, le camicie da uomo e accetta di portare i tacchi … se proprio necessario, ma nulla di più! E’ intelligente, ironica, è sexy e non sa di esserlo, porta gli occhiali per distogliere l’attenzione degli sguardi di uomini interessati solo al suo fisico, ma come la classica Cenerentola non può contrastare il volere della matrigna.

«Atwood, Donna Karan, Marc Jacobs, Dolce e Gabbana. E se me lo consentissi, potrei darti un sacco di abiti che si abbinerebbero a meraviglia. Tipo questo», disse sventagliando un abitino in seta color pastello a stampa floreale. «Non ci provare, Romeo. Riuscirai a vedermi con un paio di tacchi addosso, ma non di più». «La femminilità che è in te chiede vendetta, lo sento da qui», la rimproverò. «La vendetta dovrà attendere, fattene una ragione», disse lei uscendo dal guardaroba. «Invece la mia vendetta l’avrò. Quelle scarpe sono dei trentasette che calzano molto, molto stretti. Ogni vescica ti parlerà di me!». Riley, ormai lontana, nel corridoio, si limitò ad alzare il braccio con il dito medio ben in vista.

Per fortuna Cenerentola ha una fata madrina, una persona che si prende cura di lei, che la ama come se fosse una madre. La fata Madina di Cenerentola, interviene in tempo ad asciugare le sue lacrime dopo che quelle arpie delle sorelle e della matrigna le rovinano il vestito per il ballo, l’occasione d’oro per uscire di casa e conoscere il principe Azzurro che le avrebbe finalmente regalato il suo lieto fine. Così con uno strepitoso “Bididi Dodidi Bu” la trasforma nella meravigliosa principessa la cui immagine è bene presente nella nostra testa!
Per Riley purtroppo non sarà così semplice, la sua fata madrina è Romeo, stylist di “Stylosophy” la rivista che una volta era di sua madre e che oggi appartiene a Mathilda, la perfida matrigna. Romeo deve lottare ogni giorno per convincere Riley a seguire la moda e valorizzare sé stessa, e quale miglior occasione se non quella di un gala a cui la nostra protagonista deve partecipare di nascosto dalla matrigna? E Romeo non sarà solo in questa impresa, accanto a lui la meravigliosa Deva Paulson, diciamo una seconda mamma per Riley. E così, anche senza nessuna bacchetta, il miracolo si compie! E attenzione, la Cenerentola moderna … ha le extension!

«Vogliamo darci una mossa?», li interruppe Deva battendo le mani. «Il gala è già iniziato da un pezzo. Basta chiacchiere!». «Niente panico, gente. Queste mani», disse sventolandole i palmi in aria, «sono le mani di Dio!». «Sempre modesto…», ridacchiò Riley. «Mueve el culo!», le urlò facendole cenno di seguirlo tra gli scaffali. «IR-RI-CO-NO-SCI-BI-LE!», ripeté lei tallonandolo mentre procedeva a passo spedito. «Quando avrò finito con te, non ti riconoscerà neanche la scientifica». Poi, bloccandosi all’improvviso, si voltò verso di lei con fare aggressivo. «Ti faccio rosa!». «Se mi fai rosa, ti faccio nero!».

E come va al ballo la Cenerentola dei giorni nostri? Cinderella trovò una zucca e la fata madrina la trasforò in una meravigliosa carrozza, ma se Riley fosse arrivata al gala in carrozza, la sua sanità mentale sarebbe stata messa in discussione e va bene a Manhattan sono tutti un po’ strani, ma sarebbe stato eccessivo. E quindi? Una limousine? Una moto? Un taxi? Ma assolutamente no! Riley è una di noi! Una donna da mezzi pubblici con tanto di abbonamento, lei al ballo ci va e ci torna in metro!

E a proposito del Gala, abbiamo un momento di cruda realtà. La Cenerentola moderna, ha finalmente capito, che se vuole andare da qualche parte e non farsi riconoscere, DEVE indossare una dannata maschera, perché diciamocelo, non è che se ti vesti bene, ti trucchi e ti raccogli i capelli allora nessuno sa più chi sei! E Quindi, approfittando del dress code imposto che richiede agli invitati di indossare una maschera almeno fino a mezzanotte, la nostra Riley va a passo sicuro verso il suo destino! Attenzione, la Cenerentola moderna non cerca marito, non ha tempo per l’amore al momento, il gala ha un obiettivo fondamentale per lei e dalla riuscita dell’impresa dipende il suo futuro.

«Come ti chiami?», le chiese lui di punto in bianco. «Cosa?». Riley fu colta di sorpresa, non aveva considerato che alla fine di quella serata lui avrebbe voluto conoscere la sua identità. Se lo avesse fatto, tutto sarebbe diventato… reale. Lei però non era Riley, non quella sera. Lei non era nessuno.

E la famosa scarpetta?? C’è ! C’è eccome! Altrimenti che Cenerentola sarebbe? Solo che la delicata scarpetta di Cristallo, che si infrange proprio quando cenerentola la sta provando per dare prova del fatto di essere colei che il principe stava cercando, ai giorni d’oggi è una meravigliosa Louboutin da trecentomila dollari. E non so se sapete che, aldilà di quanto narrato nel romanzo, la scarpa è stata realmente realizzata tanto da Louboutin quanto da Jimmi Choo e numerosi altri stilisti

La posò sul tavolo del beauty, sollevando con gesto teatrale il coperchio su cui campeggiava la scritta in corsivo bianco “Louboutin”. «Dopo un viaggio di seimila chilometri, direttamente da Parigi, The Dream è qui!». Le scarpe gioiello, pezzo unico, di cui parlava Mathilda. Quelle da trecentomila dollari. «Vorrei non portare un quarantacinque per indossarle», piagnucolò Romeo rigirandosele tra le mani, poi spostò lo sguardo su Riley. «Provatele». «Io non…», esitò. «Ho detto PROVATELE!». Erano davvero belle. Nonostante la sufficienza con cui Riley trattava il delirio da scarpamania che affliggeva la maggior parte delle donne, con queste davanti nemmeno lei poteva negare l’evidente capolavoro di calzoleria che aveva in mano. Erano la definizione di “bellezza”. La seta color ghiaccio che le rivestiva era liscia e impalpabile, e sulle punte brillava una pioggia fitta di diamanti e zaffiri che andava via via diradandosi verso il cinturino che le tratteneva dietro il tallone nudo. La luccicante suola rossa sembrava dire: “Guardateci!”. «Magnifiche», approvò Deva.

Allora cosa ne dite? Riley ha oppure no le carte in regola per essere la nostra Cenerentola moderna?
Come dite? volte sapere del principe? Ma lui non è un principe … lui è un magnifico pirata!

«Una principessa e un pirata, che mangiano hot dog e patatine fritte a Central Park», constatò Riley. «È una favola piuttosto strana. Non credo che nessuno l’abbia mai scritta».

E invece sì, è stata scritta e a voi non resta che leggerla e ricordate … Una scarpa può cambiare la vita eccome!

Happy Dreams Come True a tutte voi!

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2 Risposte

  1. Felicia Kingsley ha detto:

    Grazie mille, ragazze!
    Un abbraccio!

  2. Elisabetta Zerbo ha detto:

    Partecipo, prima tappa meravigliosa amo cenerentola ho visto il film qualche anno fa circa.
    Complimenti al blog alle foto e alla scrittrice 🙂

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