Blog Tour – Tutti i miei domani di Jessica Guarnaccia – Ambientazione

Buongiorno smeraldi e benvenuti alla tappa del Blog Tour – Tutti i miei domani di Jessica Guarnaccia dedicata all’ambientazione del romanzo. Prima di entrare nel vivo, vi presento cover e trama del romanzo uscito in ebook il 7 febbraio e in uscita cartaceo il 21 febbraio.

tutti i miei domaniTrama Per la prima volta nella sua vita, Rachel ha preso una decisione importante: scoprire la storia della propria famiglia. Su questo tema il suo integerrimo padre, il pluridecorato generale Blake, le ha sempre mentito, finché una lettera inattesa non ha aperto uno spiraglio su un passato che per troppo tempo le è stato nascosto. C’è un solo uomo ad avere le risposte che Rachel cerca, e un solo luogo in cui trovarle: un nonno di cui ignorava perfino l’esistenza e che vive a Woods Hole. Così Rachel lascia Boston alla volta di quel minuscolo villaggio sulla costa del Massachusetts. E se all’inizio del viaggio tutto sembra remarle contro, gli abitanti di Woods Hole si dimostrano ben presto accoglienti e calorosi. Tutti eccetto Aaron Caine, uno speaker radiofonico fastidiosamente attraente, a cui proprio non piace quella principessa viziata arrivata dalla città. Donne simili portano solo guai, lui lo sa bene. Eppure proprio Rachel potrebbe essere l’unica capace di salvare la sua trasmissione… e il suo cuore ferito.
Tra battibecchi esilaranti, complicità e buona musica, l’attrazione tra Rachel e Aaron finisce per emergere. E, inevitabili, arrivano i veri e tanto temuti guai…

Tutti i miei domani è ambientato nel villaggio che ha conquistato il mio cuore e che ho scoperto per puro caso, ma anche a Boston e in alcuni luoghi secondari. Ecco il viaggio di Rachel:

“Sto ridendo tanto da rischiare una paresi facciale ed è proprio quello che vuole Will: il suo unico scopo sembra farmi dimenticare di tutti i problemi mentre il pullman corre veloce verso Woods Hole. Se potessi, farei durare il viaggio per sempre. Mi parla del piccolo villaggio in cui è cresciuto, dove si conoscono tutti e non esiste la privacy: certo, lui la fa sembrare una cosa piacevole in stile famiglia allargata, ma a me pare una comunità di impiccioni in piena regola. Non dovrebbero esserci problemi con acqua calda ed elettricità (ma preferisco aspettare di verificare personalmente), il cibo è ottimo, la vista sul mare assolutamente spettacolare. Il wi-fi è presente nei migliori locali (ammesso che ce ne siano). Al mio arrivo troverò persone accoglienti che faranno qualunque cosa per farmi sentire a casa. Tutto molto rassicurante, insomma. E proprio per questo poco credibile. Ma apprezzo il tentativo e tengo per me i miei dubbi.”

Il villaggio di Woods Hole è una parte della città di Falmouth, che si trova nell’angolo sud-ovest di Cape Cod, vicino a Martha’s Vineyard. Poco conosciuto e per lo più attraversato per raggiungere altre attrazioni, Woods Hole racchiude grandi tesori, alcuni decisamente inaspettati…

“Quando alzo finalmente gli occhi, mi rendo conto di essermi allontanata parecchio dalla casa e che è davvero buio. Mi muovo alla cieca, sono senza occhiali oltretutto. Armeggio con il cellulare per accendere l’applicazione torcia, ma ci riesco un momento troppo tardi: c’è il vuoto sotto ai miei piedi. In un attimo finisco sott’acqua. Una casa sul molo. Davvero originale. Perché nessuno ha pensato di avvisarmi? Ho l’impressione di aver appena toccato il fondo, e non dico metaforicamente.”

“Salire sul faro di Nobska è stata una bella impresa, senza considerare l’aspetto illegale della cosa, ma ne è assolutamente valsa la pena. Abbiamo ammirato un autentico spettacolo della natura. Le onde che si infrangevano sulla sabbia, con il loro sciabordio ritmico e rilassante, non potevano competere con nessuna piscina in cui avessi nuotato prima. L’acqua era sicuramente troppo fredda per tentarmi, ma vederla da quell’altezza mi ha dato un senso di pace mai provato. Anche Aaron ne è sembrato rapito, così tanto da non fare alcun commento stupido. Del resto non eravamo andati fin lì per parlare. In realtà non so perché fossimo finiti proprio lì, non sono nemmeno sicura che quel viaggio avesse uno scopo. So solo che non c’era nessun altro posto in cui avrei preferito essere e nessun’altra persona con cui avrei voluto condividere quel momento”

“Per essere un luogo turistico, l’atmosfera è tranquilla e molto silenziosa. Si intravedono delle casette dietro ai negozi e ai ristoranti affacciati sul porto, che sembrano uscire direttamente da una cartolina, ma in modo diverso da Woods Hole. Vineyard Haven ricorda un acquarello in cui i colori sfumano dolcemente, mentre Woods Hole è calda e vibrante, come un quadro dipinto a olio. Sono entrambe bellissime, ma in modi diversi.”

“Mentre camminiamo, Caine mi mostra le meraviglie del posto, raccontandomi piccoli aneddoti.

«Quella è la Black Dog Tavern. Conosci la leggenda?»

«No.» L’insegna ha un grosso cane nero disegnato sopra. È un locale piuttosto grande che non ha niente di pittoresco, se non lo scenario che lo circonda. Sembra rustico, eppure è a suo modo invitante.

«C’era un vecchio capitano, di cui non ricordo più il nome, con un magnifico cane nero, di cui non ricordo più il nome. Comunque sembra che il capitano costruì la taverna dopo aver mangiato una ciambella piuttosto deludente. E la chiamò la taverna del cane nero. Non si esclude che avesse dimenticato anche lui il nome del cane.»

«Sei pessimo nel raccontare storie» rido.

«Nessuno è perfetto…» dice alzando le spalle.”

Ed eccoci a Boston nel presente e nel passato.

“Il cielo è sereno, ma è una giornata ventosa e inizia a fare freddo. Il vialetto è completamente invaso dalle foglie, però gli alberi non sono ancora del tutto spogli. Siamo in pieno autunno. Non è la mia stagione preferita, ma adoro i suoi colori in questo momento. Mi chiedo se anche a Woods Hole le strade si siano colorate d’arancione e di giallo. Sarebbe un bellissimo spettacolo…”

«Il conservatorio di Boston ha valutato con attenzione la sua candidatura. Come ogni anno, il numero di posti a disposizione è limitato al fine di offrile la miglior…» Non sono riuscita ad ascoltare oltre. Mi sono alzata e gli ho strappato il foglio di mano. AMMESSA. «Sono dentro.» L’ho riletto almeno dieci volte prima di convincermene. «Ce l’ho fatta» ho detto con più entusiasmo. Will mi ha guardato pieno di orgoglio e per un attimo ho dimenticato tutto il resto. Gli sono andata incontro e ho lasciato che mi stringesse a sé. «Ho capito subito che eri speciale, la commissione non poteva non notarlo.» Potrei negarlo con tutta me stessa, ma le sue parole mi hanno scaldato il cuore più di quanto sarebbe stato auspicabile. È stato difficile convincerlo a lasciarmi andare via. Io stessa non volevo saperne di staccarmi da lui, ma il tempo non è mai dalla nostra parte. «Suonerai per me?» ha chiesto prima che uscissi dalla stanza. «Stasera?» Avevo l’impressione che le mie dita non si sarebbero più rifiutate di produrre ogni melodia che avessi voluto. «Sempre» ha risposto, sorprendendomi ancora una volta.

tutti i miei domani

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