Blog Tour – Tu sei parte di me – Evita Greco

Buongiorno lettrici eccoci alla quarta puntata del Blog Tour dedicato a Tu sei parte di me edito Garzanti pubblicato il 15 novembre. Un romanzo che racchiude la voce di 7 autrici fantastiche che vi presenteremo durante questo evento.

Oggi vi parlo di Evita Greco
evita greco

Con l’arrivo di questo nuovo romanzo ho navigato un po’ in internet alla ricerca di qualche informazione in più di queste autrici e mi sono imbattuta in un’intervista rilasciata da Evita di cui riporto un breve tratto.
“Da lettrice cosa cerchi nelle storie che leggi?”
“Cerco quello che spero trovino i miei lettori nel mio libro. Un momento di silenzio dopo aver finito di leggere. Un momento dopo il quale ci si sente cambiati, anche solo di pochissimo. Con uno sguardo nuovo e possibilmente più attento – nei confronti del mondo. E soprattutto nei confronti delle “piccole” cose
.
Il suo romanzo di Esordio “Il rumore delle cose che iniziano” ha avuto un successo straordinario e mi viene da dire che forse allora il suo obiettivo l’ha raggiunto. Forse dopo la lettura di questo romanzo ci siamo fermati e abbiamo ascoltato il rumore che fanno le pagine dopo aver chiuso il libro, dopo essere stati trascinati nel vortice della storia.

Il rumore delle cose che iniziano Un libro intenso, carico di sentimenti, dolce e commovente. Un libro dalle emozioni forti e contrastanti. Un esordio letterario senza precedenti. Un romanzo che ti invita alla lettura già dal titolo, curioso e profondo: non concentriamoci sul rumore assordante che fanno le cose che finiscono, quelle perdiamo o lasciamo andare, restiamo ad ascoltare il rumore delle cose che iniziano. Ada un donna fragile che vuole essere amata e ha paure di essere abbandonata e Teresa, una nonna saggia e amorevole, che si prende cura di Ada dopo che sua madre ha deciso di abbandonarla e le cui parole sono un inno alla vita, all’ottimismo, un modo per allontanare le ombre dalla vita della sua amata nipotina ed insegnarle a lasciare che le cose accadano senza farsi paralizzare dalla paura.
Da allora, Ada aveva sempre avuto pazienza e, per distinguere le cose che finiscono da quelle che iniziano , aveva imparato a stare attenta. Aveva capito che le cose, quando finiscono, lo fanno in silenzio. Mentre quelle che iniziano fanno un rumore bellissimo.!
Un storia d’amore a 360 gradi, di riscoperta di se e crescita che si sviluppa per la maggior parte nel microcosmo dell’ospedale dove verrà ricoverata nonna Teresa, dopo che si ammala e dove Ada conoscerà l’infermiera Giulia e un uomo, Matteo, di cui si innamora ma verso il quale dovrà aprire gli occhi.

La luce che resta Di questo romanzo ho sentito parlare benissimo, ma purtroppo è una di quelle letture che non ho ancora avuto l’onore di fare e che spero di recuperare a breve. Dice Evita Greco in un’intervista rilasciata al blog Diario di un Sogno :“Molto più che nel primo romanzo, in cui c’era un personaggio che mi assomigliava e a cui ero davvero vicina, qui mi sento vicina a tutti. Ognuno in questa storia, attraversa la sua “notte” ci fa i conti, e si trova a maneggiare quel che resta di questo viaggio attraverso il buoi. Ognuno ha la sua luce che resta, così come nella vita. Certe volte il “buio” è solo una fase utile e non necessariamente dolorosa, dopo la quale ci ritroviamo cambiati e cresciuti. […]

evita greco

Ecco la citazione che vorrei evidenziare qui in occasione di quest’evento:
Le devi guardare le cose, le devi guardare anche quando hai paura che cambino. Altrimenti arriverà il giorno in cui non le riconoscerai più, e allora non saranno più tue. Ci saranno dei momenti in cui ti sembrerà che niente abbia senso. Sarai arrabbiata, sarai triste, …. Ma io ti prego di avere fiducia. Le cose brutte passano, piccina mia. Trovano un senso. Trovano un posto. Tu sei fatta delle cose belle, Ada. Non delle cose brutte.
Non credere a quelli che ti dicono che il vero amore fa soffrire. Non ci credere mai. Il vero amore ti libera. Ti libera da tutto, dal dolore e dalla tua parte peggiore. Ti ci fa far pace. Ricorda però che per il vero amore serve impegno, non devi mai perdere l’attenzione. Sarà difficile, lo so. Fa’ sempre come con l’ulivo: continua a guardare.”

Ed ora veniamo al racconto che Evita ha scritto per “Tu sei parte di me”

Tu sei parte di meSiamo noi la nostra casa
Cara è una mamma innamorata di sua figlia Vita. Una mamma presente, protettiva, attenta. Sono sempre state loro due e nessun altro, perché l’uomo con cui Cara aveva avuto Vita aveva messo subito le cose in chiaro, non voleva figli. Ma lei non avrebbe rinunciato ad essere la mamma di quella meravigliosa creatura, nonostante le mille difficoltà di crescere una figlia da sola. Loro due e il loro micro mondo fatto di piccole cose e anche tante difficoltà. Non sempre Cara si è sentita all’altezza di quel ruolo che doveva valere per due, le sembrava così difficile stare dietro a tutto ma di certo non avrebbe mollato e sarebbe andata avanti a testa alta. Poi un giorno in treno incontra Carlo, un tipo senza dubbio particolare con il quale decide di formare una nuova famiglia, ed è così che Cara rimane nuovamente incinta e per Carlo nasce l’esigenza di avere una nuova casa. Un posto nuovo, che fosse loro, di tutti e quattro. Un posto speciale dove costruire ricordi insieme.
“Come facciamo a portare la nostra vecchia casa qui, mamma?”
Ed eccola lì la domanda che anche a lei è sempre frullata in testa ma non aveva mai avuto il coraggio di pronunciare ad alta voce. Come avrebbero potuto portare tutto quello che hanno vissuto tra le loro piccole quattro mura, nella nuova casa? Clara è una mamma che si preoccupa, sente di dover proteggere sua figlia da tutti quei cambiamenti che potrebbero in qualche modo traumatizzarla. Un nuovo bambino e una casa nuova, ed è per quello che vuole fare tutto “a rallentatore”, sotto lo sguardo paziente di Carlo che cerca di assecondare i suoi tempi.
Vita era diventata il centro del suo mondo, nel momento in cui l’amore le aveva voltato le spalle, quell’angioletto l’aveva risarcita di ogni dispiacere, dandole una seconda possibilità, il suo riscatto, perché “l’amore, va molto al di là di quel che credi di poterti permettere” e non poteva deluderla o non pensare prima di ogni altra cosa alle sue esigenze,
A volte crediamo di non poter superare un cambiamento e rischiamo di rimanere legati alle cose materiali, ai singoli oggetti, ai dettagli. Io per esempio sono un’accumulatrice di cose da cui non mi voglio mai separare per paura di dimenticare; oggetti, fogli, vestiti, diari…ogni volta che mi sposto porto con me qualunque cosa perché rappresentano un passato che in qualche modo mi ha fatto diventare la persona che sono oggi e credo che non sempre la mente da sola sia in grado di tornare così indietro. D’altra parte la lezione più bella sarà la stessa Vita ad insegnarla a Cara e anche un po’ a me con una frase che racchiude il senso di tutto il racconto e di come è giusto vivere alcune cose: “Siamo noi la nostra casa, mamma”
Un racconto bellissimo, con uno stile profondo e a tratti poetico sull’importanza dei legami, della famiglia e dei nuovi inizi. Perché a volte rischiamo di rimanere intrappolati in un passato che non ci permette di vivere in pieno un presente in grado di regalarci tantissime nuove emozioni. Lasciare andare qualcosa non vuol dire dimenticare o rinnegare, ma crescere e permetterci di vivere nuove esperienze con le persone che amiamo.

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Una risposta

  1. il mondo di sopra ha detto:

    Ho provato le tue stesse sensazioni ed è vero quando dici che si ha paura del cambiamento; è come se avessimo paura di avanzare al di là del nostro pezzettino di terra. Bellissime le interviste e le parole di Evita, sembra una persona molto dolce.

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