Blog Tour – Sperando che il mondo mi chiami di Mariafrancesca Venturo – perché ho deciso di diventare una prof…esperienze di una debuttante

Buongiorno smeraldi e benvenuti alla quinta tappa del Blog Tour dedicato a Sperando che il mondo mi chiami di Mariafrancesca Venturo. Il titolo è perché ho deciso di diventare una prof…esperienze di una debuttante e proseguendo capirete il perché.

Trama Carolina Altieri ogni mattina si sveglia all’alba per andare al lavoro. Indossa abiti impeccabili, esce di casa, sale su un autobus e accende il cellulare sperando che una scuola la chiami. Carolina fa il mestiere più bello del mondo, ma è ancora, e non sa per quanto, una maestra supplente, costretta a vivere alla giornata senza poter mai coniugare i verbi al futuro, né per sé né per i suoi allievi. Attraverso ore che scorrono in un continuo presente, scandito solo dalle visite a una tenerissima nonna e dall’amore travolgente e imperfetto per Erasmo, Carolina racconta il rocambolesco mondo della scuola, popolato da pendolari speranzosi e segretarie svogliate, e la sua passione per i bambini, che tra sorrisi impetuosi, inaspettate verità e abbracci improvvisi riescono sempre a sorprenderla e a insegnarle qualcosa.
E sarà proprio questa passione a costringerla a imprimere una svolta alla sua vita eternamente sospesa e a cambiarle il destino.
Sperando che il mondo mi chiami è un romanzo poetico ed emozionante sul sapere affrontare le mille sfide inattese che la vita ci offre.


Appena letta la trama ho deciso di organizzare un evento per questa uscita targata Longanesi in libreria dal 17 gennaio. Perché? vi starete domandando, cosa ti ha attratta così tanto da voler dedicare un blog tour a questo libro? Semplice, sono una professoressa precaria, iscritta in terza fascia da appena due anni, che non ha molte certezze nella vita. Dalle parole della protagonista, Carolina Altieri:

Il mio tempo è fatto di ore, giorni, settimane che ricominciano sempre daccapo in una danza di passi studiati e consumati dagli anni. La mia vita non prevede scadenze, non c’è posto per programmi, appuntamenti, rate, agende; è una commedia buffa dove tutto accade all’improvviso.

Il mio è un mondo instabile, fatto di fatica. Zoppica, non ingrana la marcia delle abitudini e non ha una direzione precisa, soprattutto perché a guidarmi è la fortuna. Posto per una famiglia mia ancora non ne ho, nemmeno nei pensieri, nemmeno a immaginarlo.

Aspetto il mio contratto a tempo indeterminato, attendo in caduta libera che il lavoro combaci con la vita che vorrei, che dovrei avere, amare, possedere, così come è successo per i miei genitori, i miei nonni e le mie nonne.

E io sono molto simile a lei per tanti aspetti. Diploma di geometra, laurea specialistica con lode in Architettura sostenibile delle grandi opere, abilitazione alla firma di progetti e…nessun futuro certo. Perché in Italia il lavoro scarseggia, molti quando sentono la parola Architetto si spaventano pensando di spendere cifre esorbitanti per una progettazione e così si affidano ai geometri, nell’immaginario collettivo molto meno cari degli estrosi e più qualificati Architetti. Sembra impossibile da credere ma le qualifiche, spesso, portano la gente a fuggire a gambe levate, come se il sapere fosse un demerito invece di un plus. Ma cosa mi ha portato a provare un’altra strada? Volevo mettermi in gioco, volevo un maggiore contatto umano, volevo ampliare le mie conoscenze e vedere se ero in grado di trovare una via a me più congeniale. L’architettura mi ha portato grandi soddisfazioni durante gli anni di studio, le notti passate a progettare edifici grandiosi, le lezioni tenute da docenti preparati e stimolanti, tutte cose che porterò per sempre nel cuore, ma una volta approdata nel mondo del lavoro sono stati solo dolori. Esperienze fallimentari, rapporti lavorativi che non decollavano, paghe ridicole. Così, quando nel 2017 riaprono le graduatorie di terza fascia per insegnare, mi dico “Perché no? Tentar non nuoce. Magari non arriva nemmeno una chiamata nei prossimi tre anni ma, in caso contrario, posso provare a vedere se questa è la strada che voglio percorrere per il resto della mia vita”.

Fino ad oggi sono stata fortunata, lo scorso anno ho avuto un’esperienza sul sostegno con due ragazzini di seconda media e quest’anno ho sette classi a cui insegno, o almeno ci provo, arte e immagine. Già, almeno ci provo, perché la ricetta giusta non esiste e ogni giorno è una vera sfida. Con ogni classe bisogna cercare il modo di farsi accettare, con ogni alunno bisogna trovare il modo di farsi ascoltare. Insegnare è un mestiere bello ma molto complesso.

Perché insegnare è il mestiere più bello del mondo. Dicono le maestre. Perché insegnare è come imparare per sempre. Dico io.

Sì, li guardo bene quegli occhi freschi e pungenti, per cercare di capire da che parte cominciare, ci scavo dentro, come a cercare un tesoro sepolto, e quello che trovo ogni volta è sempre la stessa domanda che rimbalza fuori: sarò all’altezza?

Molti credono che il lavoro finisca quando la campanella dell’ultima ora suona, ma molto spesso non è così, soprattutto se si ha un carattere come il mio. Mi affeziono facilmente, quando vedo un’espressione che non mi convince non sono in grado di farmi gli affari miei e dirigere il mio sguardo altrove, così indago, scavo, cerco di entrare in empatia con i miei alunni e di aiutarli, per quanto mi è possibile, anche nella loro vita di adolescenti. Sono certa che molti docenti ritengano il mio approccio sbagliato, ma davvero non posso cambiare il mio essere, il distacco non fa per me.

Questa cosa l’ho ritrovata anche nel libro della Venturo, la protagonista mi assomiglia molto sotto questo punto di vista. Carolina si affeziona, soffre e gioisce con i suoi alunni, cerca di aiutare quelli che vede in difficoltà e non li giudica per ciò che apprendono quando lei spiega, ma per quello che sono come persone. Vede il loro mondo interiore e si fa guidare dalle sensazioni per star loro accanto e portarli a uscire dal guscio che si sono creati attorno per proteggersi.

Chi erano quei bambini? Non mi ricordo, eppure li ho amati. Tutti.

Carolina è meno fortunata di me, lei difficilmente riesce a fare un anno intero nella stessa scuola, con le stesse classi, gli stessi alunni. La sua vita è un incontro continuo, una ricerca continua. Non fa in tempo a entrare in sintonia con i bimbi che ha di fronte che il suo contratto arriva a scadenza. Come si può pensare di vivere così per sempre? Non essendo altro che una meteora nella vita dei più piccoli.

Cara quinta A, mi spiace salutarvi, con voi ho trascorso forse le tre settimane più faticose, infernali e sudate della mia carriera e per questo vi ringrazio. Non siamo riusciti a completare la lista di lavori che la vostra maestra ci ha lasciato, sappiate però che è stato bello scoprire insieme che costruire una frase è meglio che smontarla con l’analisi, ascoltare è meglio che dettare, progettare è meglio che copiare, raccontare è meglio che ripetere. Buon lavoro e buon viaggio.

La vita è fatta di scelte, è un continuo viaggio fuori e dentro se stessi e ogni persona incontrata, ogni bambino che ti ha dato un po’ del suo affetto ti ha arricchito nel profondo. Carolina sa bene che deve dare una svolta alla sua vita, che non può pensare di continuare così per sempre. Non riuscire a scorgere un futuro è avvilente, frustrante, ma le occasioni arrivano quando meno te lo aspetti e con costanza, amore e impegno cambiare la tua vita è sempre possibile.

Mi raccomando, se non lo avete ancora fatto, recuperate le precedenti tappe e continuate a seguire il Blog Tour. Sperando che il mondo mi chiami di Mariafrancesca Venturo è un libro che porta a riflettere, uno spaccato del mondo che noi giovani affrontiamo in questo periodo in cui trovare un’occupazione definitiva risulta parecchio difficile.

sperando che il mondo mi chiami

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2 Risposte

  1. Morena ha detto:

    Io conosco la vera te e ti adoro per come sei.. Fragile sincera dolce ma con una forte personalità che solo le persone che ami possono vedere.. ❤️❤️❤️

  2. Veronica ha detto:

    Questa tappa è bellissima, molto personale e schietta.
    Complimenti davvero ❤️

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