Blog Tour – Sette giorni perfetti di Rosie Walsh – L’amore in tutte le sue fasi

Buongiorno smeraldi, oggi sono qui a parlarvi di un libro bellissimo che ho letto durante le vacanze natalizie, Sette giorni perfetti di Rosie Walsh pubblicato da Longanesi il 7 gennaio. Chiudo il Blog Tour organizzato da Marianna di A spasso coi libri con la tappa L’amore in tutte le sue fasi. Per prepararmi al meglio, oltre ad aver letto il libro, sono andata a spulciare sul web nutrendomi di ricerche scientifiche. Vediamo cosa ne è venuto fuori.

Trama Si incontrano per caso in un caldo pomeriggio di giugno alla fermata dell’autobus e fin dal primo momento Sarah e Eddie si piacciono da morire. A quasi quarant’anni e con un divorzio alle spalle, Sarah non si è mai sentita così viva. E le sembra che Eddie la aspettasse da sempre. Così, dopo una settimana perfetta passata insieme, quando Eddie parte per un viaggio fissato molto prima di conoscerla e promette di chiamarla dall’aeroporto, Sarah non ha motivo di dubitare. Ma quella telefonata non arriva. E non arriva nemmeno il giorno dopo, né gli altri a seguire. Incredula, gli occhi fissi sullo schermo del cellulare che non suona, Sarah si chiede se lui l’abbia semplicemente scaricata o se invece gli sia successo qualcosa di grave. Dopo giorni di silenzio, mentre tutti gli amici le consigliano di dimenticarlo, Sarah si convince sempre più che ci sia qualcosa dietro l’improvvisa sparizione. Tuttavia le settimane passano e Sarah non sa più darsi spiegazioni. Fino al giorno in cui inaspettatamente scopre di aver avuto sempre ragione. C’è un motivo se Eddie non l’ha più chiamata. Un segreto doloroso che li avvicina e insieme li allontana. L’unica cosa che non si sono detti in quei sette giorni trascorsi insieme…


Sarah ed Eddie hanno sicuramente avuto un colpo di fulmine, questo è chiaro e lampante fin dall’inizio, ma da un colpo di fulmine può nascere un rapporto duraturo o l’infatuazione è solamente una fase passeggera che svanisce quando ci si conosce per quel che si è?

«Forse siamo capaci di innamorarci solo senza sapere bene di chi ci siamo innamorati.» Alain De Botton, Esercizi d’amore

Questa è la frase che apre il libro e che riassume gran parte della storia. Sarah ed Eddie passano insieme Sette giorni perfetti senza porsi troppe domande sul passato, a loro bastano la chimica pazzesca che provano fin dal primo istante, le farfalle che svolazzano allegramente nello stomaco, la sensazione di conoscersi da sempre pur essendosi appena incontrati, la gioia che sprizzano da tutti i pori, la voglia di far conoscere questa perfezione al mondo intero, il cuore che batte impazzito appena si sfiorano, il respiro che si mozza in gola ogni volta che i loro sguardi si incontrano. Sembra tutto talmente perfetto da apparire quasi irrealistico.

Eppure sono tante le persone che credono fermamente nel colpo di fulmine, addirittura un uomo su quattro afferma con assoluta certezza di essere in grado di riconoscere la donna della sua vita al primo sguardo (bisogna poi vedere se questo pensiero è ricambiato, sappiamo bene che gli uomini sono in grado di farsi dei film assurdi). In questo caso però Sarah ed Eddie sono certi di ciò che provano e le parole contano.

Giorno uno: il giorno in cui ci incontrammo

Ti ringrazio, Dio, o universo, o destino, pensai. Per questa pecora, quest’uomo, questa siepe di campagna inglese.

Giorno due: il mattino dopo

L’universo che conoscevo si era fermato, e non avevo alcun desiderio di farlo ripartire.

Giorno sette: quando lo sapevamo tutti e due

«Ho appena fatto dei pensieri molto sdolcinati», dissi. «Anch’io. È come se da una settimana avessimo una colonna sonora tutta di violini.» 

Mi baciò e per un momento il resto del mondo rimase in silenzio, come se qualcuno avesse premuto un interruttore. 

«Sì, insomma, dobbiamo… non so. Fare qualcosa. Decidere qualcosa. Non posso lasciar perdere. Non posso pensare che tu sei dall’altra parte del mondo. Dobbiamo fare in modo che funzioni.»

Poi Eddie mi baciò di nuovo e tutto svanì. La tristezza del passato, l’incertezza del futuro. Era questo che mi aspettava. Questo.

Giorno otto: il giorno in cui andai via

«Questa è stata la settimana più bella della mia vita», disse Eddie il giorno in cui andai via da casa sua. Era una cosa di lui che adoravo. Sembrava che dicesse sempre quello che pensava, senza reticenze.

«Sarah, penso di essermi innamorato di te. È troppo?» Io espirai. «No. È perfetto.» Ci sorridemmo. Avevamo passato un punto di non ritorno. Dopo un attimo che mi sembrò lunghissimo, gli mandai un bacio e uscii nel mattino assolato.

Se tu mi dicessi di restare, se mi dicessi che potremmo iniziare una vita insieme qui, io resterei. Anche se ti conosco solo da qualche giorno, anche se avevo giurato di non tornare mai più. Resterei, per te.

Come ben comprenderete qui non siamo davanti a una semplice infatuazione passeggera, questo sembra Amore con la A maiuscola e lascia presagire che il lieto fine sia dietro l’angolo…ovviamente non sarà così, ma non posso rovinarvi la lettura.

L’amore è eterno finché dura diceva Henri François Joseph de Régnier e come possiamo dargli torto? Credo fermamente nell’amore, anche perché altrimenti chi me lo farebbe fare di sposarmi a luglio (ve l’avevo detto?) ma sono anche una persona coi piedi ben piantati per terra e so che per far durare un rapporto ci vuole una dose massiccia di impegno da parte di entrambi. Impegno che Sarah ed Eddie forse non saranno in grado di mettere, o forse sì, chissà! Comunque, tornando a noi, nei fatidici Sette giorni perfetti assistiamo alla prima fase, quella dell’attrazione che ti impedisce di ragionare lucidamente e in cui il partner sembra avere solo pregi. Questa è la fase in cui la passione è alle stelle, merito di sostanze che il nostro corpo produce, le ‘anfetamine naturali’, rendendoci preda del puro istinto. Sicuramente Sarh ed Eddie, seppur in soli Sette giorni perfetti entrano nella fase dell’innamoramento, Sarh ci fa presente che passano tutto il tempo insieme senza aver bisogno di fare granché e si raccontano come non avevano mai fatto con nessuno (ma sarà davvero così?). La terza fase è quella dell’amore quella in cui il partner diventa un rifugio sicuro, una certezza, ma anche la fase in cui si ricomincia a vedersi come individui, senza dover far tutto per forza insieme. Molti rapporti faticano in questa fase, alcuni arrivano addirittura alla rottura perché la passione diminuisce e non si riesce a trovare motivi validi per stare insieme credendo che l’amore sia finito. L’amore è una ricerca costante, stare insieme non può essere sempre semplice e lineare, storie così esistono solo nelle favole. La vita è fatta di alti e bassi e anche l’amore segue questo andamento. Ci vuole pazienza, costanza e voglia di farcela insieme. Bisogna essere la spalla dell’altro, aiutarlo nelle difficoltà e stargli accanto nella gioia. Perché se ci si ama davvero insieme si può superare qualsiasi ostacolo e uscire dai momenti bui più forti e uniti di prima.

Spero di non avervi tediate e di avervi fatto venir voglia di leggere questo bellissimo libro che insegna che l’amore è questione di seconde possibilità concesse. Vi aspetto domani con la recensione di Sette giorni perfetti. Mi raccomando, se non lo avete ancora fatto, recuperate le tappe precedenti.

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