Blog Tour – Parigi non dimentica di Ellen Feldman – Parigi e l’America

Buon 2 giugno smeraldi ed eccoci alla seconda tappa del Blog Tour dedicato a Parigi non dimentica di Ellen Feldman, romanzo di narrativa storica pubblicato da Sperling & Kupfer il 18 maggio. Una lettura avvincente e appassionante che mi ha dato modo di conoscere aspetti che non avevo mai preso in considerazione della seconda guerra mondiale, in particolare dell’occupazione di Parigi da parte del Nazisti. Ho letto parecchi libri ambientati nella capitale francese, quasi tutti con protagonisti ebrei o partigiani, ma qui siamo di fronte a qualcosa di diverso, qualcosa che difficilmente viene accettato e che getta un’ombra su alcune donne che non hanno visto altra via d’uscita. Charlotte è tutta da scoprire, riserverà molte sorprese al lettore, difficile mettersi nei suoi panni, impossibile per noi sapere come avremmo reagito trovandoci nei suoi panni. Un personaggio molto interessante perché non riveste il ruolo dell’eroina, cosa che di solito avviene nei romanzi di questo genere. Non posso svelarvi altro, per scoprire di più su di lei vi rimando alla tappa di ieri curata da Bookspedia,  a me tocca parlarvi dell’ambientazione: Parigi e l’America.


Parigi, 1944. Charlotte Foret è una giovane vedova che ha perso il marito in guerra e lavora in una libreria nella città occupata dai nazisti, lottando per tenere al sicuro la piccola Vivi, di soli diciotto mesi, mentre il mondo che la circonda viene dilaniato. Un giorno entra in negozio Julian Bauer, soldato e medico tedesco, e inizia a curiosare in silenzio tra i libri. Le visite di Julian diventano ben presto un’abitudine, prima fastidiosa e poi quasi rassicurante. Quando Vivi si ammala gravemente e Parigi diventa sempre più pericolosa, Charlotte, disperata, accetta l’aiuto di questo improbabile salvatore e la sua esistenza cambia per sempre.

New York, 1954. Charlotte è ora un’editor presso un’importante casa editrice di Manhattan. Non racconta nulla della sua vita precedente ai colleghi ma, mentre cerca di cancellare il passato, questo riaffiora con prepotenza. Per più di un decennio, infatti, ha cercato di anestetizzare i dolorosi ricordi del suo rapporto con Julian e dell’inganno perpetrato in un momento disperato. Tuttavia, ora, le incalzanti domande di Vivi sul padre e la religione ebraica, da un lato, e le misteriose lettere che cominciano ad arrivare da Bogotá, dall’altro, rischiano di far crollare il castello di omissioni e bugie costruito negli anni.

Charlotte non è una vittima, è una sopravvissuta. Ma la verità su quanto è successo non potrà mai condividerla con nessuno, inclusa sua figlia. Riuscirà a lasciarsi Parigi alle spalle e sopravvivere al prossimo capitolo della sua vita?


Molte delle vicende di Parigi non dimentica si svolgono all’interno della libreria in rue de Toullier gestita da Charlotte, la Librairie la Bruyère. Le librerie continuarono a esistere, ma molti testi vennero proibiti e ne fu vietata la vendita (circa 12.500). Tra questi, le opere di alcuni dei maggiori pensatori, scrittori ed intellettuali del tempo: Karl Marx, Bertolt Brecht, Thomas Mann, Joseph Roth, Theodor W. Adorno, Walter Benjamin, Herbert Marcuse, Ludwig Wittgenstein, Hannah Arendt, Edith Stein, Max Weber, Erich Fromm, l’architetto Walter Gropius, i pittori Paul Klee, Wassili Kandinsky e Piet Mondrian, gli scienziati Albert Einstein e Sigmund Freud, i registi Fritz Lang e Franz Murnau.

Il campo di internamento e transito di Drancy, dal nome del sobborgo nord-orientale di Parigi nel quale era situato, fu stabilito nell’agosto del 1941 dalle autorità collaborazioniste francesi come campo di internamento per gli ebrei stranieri in Francia, sotto il controllo generale della Polizia di sicurezza tedesca; in seguito, dal giugno 1942 divenne il principale campo di transito per le deportazioni di ebrei dalla Francia. Dal 1 luglio del 1943 i tedeschi presero in mano direttamente la gestione del campo fino alla sua liberazione nell’agosto 1944. La quasi totalità degli ebrei deportati dalla Francia passarono per il campo di transito di Drancy.

Il carcere de La Santé (nome per esteso Maison d’arrêt de la Santé) è una prigione gestita dal Ministero della giustizia che si trova nella parte orientale del quartiere di Montparnasse nel 14 arrondissement di Parigi.

La Santé Prison è una delle più famose prigioni francesi e, insieme al carcere di Fleury-Mérogis (il più grande carcere d’Europa) e al carcere di Fresnes, una delle tre principali prigioni della regione parigina.

I giardini del Lussemburgo (in francese jardin du Luxembourg, familiarmente soprannominato Luco) sono i giardini alla francese pubblici del Palazzo del Lussemburgo, a Parigi. Durante l’occupazione nazista agli ebrei era proibito sedersi sulle panchine.

 

 

Con l’espressione collaborazionismo in Francia si intende descrivere tutte le attività di supporto e cooperazione che la Repubblica di Vichy mise in atto tra il 1940 e il 1944 nei confronti del Terzo Reich, che in quel lasso di tempo occupava il territorio transalpino. Collaborazionisti furono definiti sia i sostenitori del governo di Vichy nel sud sia anche quelli del governo tedesco d’occupazione diretta nel nord (compresa Parigi) e sulla costa atlantica.

Collabo horizontale così venivano chiamate le donne francesi che familiarizzavano con il nemico, queste donne dopo la liberazione di Parigi subirono sgradevoli punizioni. Alcune donne belghe, accusate di aver avuto rapporti sessuali con i militari tedeschi, furono rasate, incatramate, e costrette a fare il saluto nazista. I vantaggi di dormire con gli uomini delle SS consistevano in razioni alimentari extra, o avere cibo di qualità, l’accesso a beni di lusso proibiti, come profumi e calze, e l’assenza di alcune restrizioni. Il rovescio della medaglia, visto dai loro connazionali, che poi le uccisero o le ostracizzarono e umiliarono, era la complicità con il nemico, e forse anche la conoscenza dell’inferno dei campi di concentramento.

New York negli anni Cinquanta, siamo di fronte al sogno americano, tutti possono permettersi di pensare in grande, senza porsi limiti. Charlotte deve ancora fare i conti con quello che è successo a Parigi e solo grazie alle domande curiose di sua figlia potrà finalmente darsi pace e mettere un punto a tutto ciò che ha dovuto fare per portarle in salvo e dare a Vivi un futuro. La vita di Charlotte a New York si svolge quasi esclusivamente nel suo appartamento e nell’ufficio in cui lavora. Il suo è il lavoro che chiunque ami i libri sogna, in una casa editrice alla ricerca di nuovi talenti e libri da immettere sul mercato americano senza il timore di precorrere i tempi.

A New York approdarono molti intellettuali e artisti europei fuggiti dall’orrore del nazismo, se c’è una città in cui poter rinascere è proprio questa, ma a Charlotte ci vorrà qualche tempo per concedersi la possibilità di essere una donna nuova, libera dalle redini che la tengono imbrigliata nel suo passato.

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