Blog Tour – La ragazza che amava Audrey Hepburn di Rebecca Serle – 5 + 1 motivi per leggere il romanzo

Sabrina non ha ancora vent’anni quando, per gioco, si ritrova a stilare la lista dei cinque invitati alla sua cena ideale: il fidanzato, la sua migliore amica, un carismatico professore, l’estraneo che non riesce a chiamare papà e… Audrey Hepburn. La sua attrice preferita; l’icona a cui deve il nome e alla cui grazia e talento si ispira. Le stesse cinque persone che, dieci anni dopo, a sorpresa si presentano alla festa per i suoi trent’anni. Mentre gli antipasti vengono serviti, il vino versato e la conversazione attorno al tavolo prende quota, a poco a poco diventa chiaro che c’è una ragione precisa se ognuno di loro si trova lì. Una ragione terribilmente reale che Sabrina non sa accettare. Solo riavvolgendo il filo dei ricordi e di una grande storia d’amore rimasta senza finale, potrà trovare il senso di quello che è stato e da comparsa diventare finalmente protagonista della sua vita. “La ragazza che amava Audrey Hepburn” è un romanzo sull’amore, la perdita e tutto quel che c’è nel mezzo. Un inno alle storie a più voci che ci portiamo dentro e a quelle, bellissime, che restano ancora da scrivere.

5 MOTIVI PER LEGGERE IL ROMANZO

Sono stata attirata fin da subito da questo romanzo, prima dal titolo , poi dalla cover. In realtà devo purtroppo ammettere che ne l’uno né l’altro sono del tutto attinenti alla storia narrata, tuttavia, “La ragazza che amava Audrey Hepburn” è un libro che mi ha catturato fin dalle sue prime pagine, in modo prepotente e coinvolgente tanto da meritare un posto tra libri più belli di questo mese, e sono qui proprio ad elencarvi i 5 motivi per cui non dovreste perdervelo, se le parole “leggetelo e basta” non dovessero bastare.
Il titolo originale dell’opera è “The Dinner list” ecco, questo era senza ombra di dubbio, il titolo perfetto per il romanzo di Rebecca Serle in uscita con DeA PLANETA il 29 gennaio , perché la storia si sviluppa proprio da quest’idea di base: una cena per festeggiare i 30 anni e una lista di 5 persone che vorresti invitare.
La ragazza che amava Audrey Hepburn“La cena immaginaria era una specie di resa dei conti tra parti di sé con cui bisognava scendere a patti”
Sabrina aveva stilato una prima lista a 19 anni che nel corso degli anni ha subito alcune modifiche e oggi, alla cena per festeggiare il suo trentesimo compleanno, si ritrova a tavola con la sua migliore amica Jessica con cui ha condiviso moltissime esperienze ai tempi dell’università ma che ha visto via via allontanarsi inglobata dai ritmi della vita, il lavoro, la famiglia, un figlio piccolo. Il professor Conrad, suo mentore all’università, uomo saggio e preparato, suo padre Robert che ha lasciato lei e sua madre quando Sabrina era ancora molto piccola per poi rifarsi una famiglia con cui essere felice, il suo ex ragazzo con cui ha avuto una storia travagliata durata dieci anni e Audrey Hepburn, il suo idolo per eccellenza e attrice amata anche dagli altri invitati alla cena.
Audrey rappresenta un periodo in cui era tutto più bello. Quando i miei genitori stavamo insieme; quando Tobias e io eravamo felici e innamorati.
Ho trovato questa idea molto carina, diversa dal solito e anche molto sentita. Sabby ha l’occasione durante una serata per rivivere alcuni momenti della sua vita e chiarire tutte quelle cose che non ha voluto o potuto affrontare a tempo debito.
E’ facile vedere l’inizio delle cose, difficile è indicarne con precisione la fine.
Anche io vorrei avere un’occasione simile. Ho stilato la mia lista più e più volte durante la lettura del romanzo ma devo ammettere che è più complicato di quello che sembra scegliere 5 persone “speciali” da riunire intorno ad un tavolo e ancora oggi cambio i nomi in continuazione. Sono certa che giungerò ad una conclusione prima o poi.

E voi, chi vorreste a cena?
La ragazza che amava Audrey HepburnC’è questa parte del romanzo che mi è piaciuta molto:paragonare due persone all’interno della relazione a dei giardinieri o a dei fiori, un’idea all’apparenza strana che Jessica ha esposto a Sabrina e che Sabby poi ha condiviso con Tobias.
“Jessica ha questa teoria, per cui le persone di una coppia possono essere fiori o giardinieri. Due fiori non dovrebbero stare insieme: hanno bisogno di qualcuno che li sostenga, che li aiuti a crescere.”
«Ci sono fiori e ci sono giardinieri. I fiori sbocciano; i giardinieri se ne prendono cura. Di due fiori non si prende cura nessuno. Così muoiono.»
A Tobias questa teoria non era piaciuta per nulla, l’aveva trovata bislacca e non accurata, invece io come Sabby credo che sia pertinente. Penso anche io che in una relazione ognuno abbia un ruolo preciso, però come Tobias mi piace pensare che il ruolo non sia definito, ma che sia intercambiabile, che bisogna sapersi prendere cura a vicenda e che nessuno deve essere d’ostacolo alla crescita dell’altro.
La ragazza che amava Audrey HepburnJessica ha più volte accusato Tobias e Sabby di essere nocivi l’uno per l’altro, perché la loro relazione impediva ad entrambi di crescere. Era come se anche dieci anni dopo il loro primo incontro, vivessero la vita come quando si erano conosciuti a 19 anni. Così mentre lei iniziava a lavorare, si sposava e metteva al mondo un figlio, Tobias e Sabrina non parlavano nemmeno di matrimonio. Tobias poi aveva rinunciato a molto per stare con lei ma il suo vivere nell’incertezza lavorativa frenava di fatto la crescita della loro coppia dal punto di vista familiare.
Ripercorrere il vissuto di Sabrina da quando era ragazzina fino ai suoi 30 anni e ascoltare i rimproveri di Jessica, mi ha fatto davvero ripensare a come effettivamente la vita ad un certo punto cambia e se non svolta da sola allora spetta a te farle voltare pagina. Non ci sono più le serate pazze e le alzate quando il sole è ormai sorto da tempo, non ci sono più i genitori a correggere i tuoi sbagli. Ad un certo punto occorre rimboccarsi le maniche e lavorare e l’amore deve essere un appoggio in questa evoluzione e non un ostacolo.
«Non si decidevano a crescere. A volte avevo l’impressione che la loro relazione li tenesse perennemente fermi all’età che avevano quando si sono conosciuti, ma voi non siete andati da nessuna parte» ribatte Jessica. «Perché deve sempre esserci una meta?»
«Non sto dicendo che dovevi sposarti. Sto soltanto dicendo che dovevi continuare a evolverti e non l’hai fatto.»
La ragazza che amava Audrey HepburnQuesto libro è arrivato nel momento giusto, e pensare che dalla trama e dal titolo mi aspettavo una cosa totalmente diversa, però avevo proprio voglia di una lettura che mi coinvolgesse a 360 gradi e mi rapisse totalmente, e non appena l’ho terminata ho scritto alle persone con cui condivido la mia passione, suggerendo loro di comprare questo libro il prima possibile, perché voglio parlarne, voglio dire la mia. Voglio sapere cosa avrebbero fatto loro se fossero state nei panni di Sabby, se come me si arrabbieranno ad un certo punto e se anche loro si sentiranno coinvolte in questa storia, perché l’autrice è stata davvero in grado di rendere i suoi personaggi reali in modo disarmante, e io ricordo di aver provato emozioni simili, quando ho letto “Il giorno che aspettiamo” di Jill Santopolo, trovo lo stile delle due autrici molto simile. Sì, lo ammetto, qualche lacrima me l’ha strappata anche questo libro ma perché vi affezionerete tantissimo ai suoi personaggi e al loro bisogno di “sistemare” ogni cosa.

La ragazza che amava Audrey HepburnQuesto è un gioco che mi ha insegnato Tobias e che ho trovato meraviglioso.
«Cinque cosa?»
«Cinque parole» ribadì.
«Che descrivano la tua vita in questo momento.»

Non è bellissimo? No perché a me ha fatto venire gli occhi a cuore!
Tobias e Sabby lo facevano spessissimo. Quando a volte troppe parole sembravano eccessive , quando i sentimenti e le emozioni prendevano il sopravvento.
Anche durante la cena Tobias ha chiesto a Sabrina le cinque parole che descrivessero quel momento, e sono state “Frustrazione, Tristezza, Tempo, Ricordi “ e la quinta sarà lui ad aggiungerla … “Amore”
Credo davvero mi terrò buono questo giochino per qualche occasione perché mi ha davvero affascinato.

Posso aggiungere un 6 motivo?
TOBIAS. Mi è entrato nel cuore, con tutte le sue imperfezioni, le sue insicurezze, la sua solitudine, il suo bisogno di uscire da una routine, da una sorta di normalità e quel desiderio profondo di vedere Sabby felice e di cercare di fare tutto per lei, l’unica donna che lui abbia amato.
Tobias è senza dubbio un buon motivo per non perdervi questo romanzo.
«Volevo stare con te, ma volevo molte cose. Volevo molte cose anche per te, che tu ci creda o no.»

Beh … io non so se sono riuscita a stuzzicarvi un pochino, se ho catturato il vostro interesse, se sono stata in grado di trasmettervi almeno in parte quanto questo libro mi sia piaciuto e quante emozioni mi ha trasmesso, perché l’amore è fatto di tante cose e tante sfaccettature, di momenti belli e di quelli brutti, di ricordi piacevoli e anche dolorosi e Rebecca Serle ci propone tutto in un modo meraviglioso

C’è una cosa che cambierei nel romanzo, non perché sia sbagliata o non faccia filare la storia, è solo una questione di cuore, però, non posso svelarvela per non incappare in rovinosi spoiler, quindi leggetelo in fretta perché voglio sapere se siete d’accordo con me!

Buona lettura

La ragazza che amava Audrey Hepburn

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