Blog Tour – La memoria dei corpi di Marina Di Guardo – La memoria dei corpi e le bugie: profili pratici e psicologici

Nessuno è immune alle bugie. Quando ho scelto la tappa per il Blog Tour promozionale di Marina Di Guardo, legato al libro La memoria dei corpi, pubblicato da Mondadori lo scorso 15 gennaio, ho subito trovato una immediata affinità con questo argomento. Non perché io sia una bugiarda patentata o forse sì, ma cosa importa? È scientificamente provato che tutti mentono, non necessariamente con menzogne gravi, ma anche quelle che consideriamo bugie bianche, di poco valore, spesso attribuite ai bambini, alle anime pure ed innocenti, bene, anche quelle sono bugie. Ma prima di addentrarci in questo affascinante argomento, tracciando i profili fisici e psicologici dei bugiardi, ponendo attenzione a quelli che possono essere segni rivelatori del fatto che ci troviamo alla presenza di uno di essi, vi lascio trama e copertina de La memoria dei corpi della nostra cara Marina Di Guardo.

Trama Giorgio Saveri non ha nemmeno quarant’anni ma sulle spalle ha accumulato abbastanza delusioni da ritirarsi a vivere nella magione di famiglia, una lussuosa e antica villa sulle colline piacentine ricca di opere d’arte. Unico contatto con il mondo è Agnese, la domestica che l’ha cresciuto al posto della vera madre, una donna algida morta molti anni prima in un incidente stradale, e del padre dispotico, che fino al giorno del suo suicidio non ha mai perso occasione di denigrarlo pubblicamente. Tutto cambia la notte in cui Giorgio si imbatte nella fascinosa Giulia, che ha il dono di capirlo come mai nessun’altra persona prima ma che di sé racconta poco, e che lo imbriglia in una relazione ambigua e ad alto tasso erotico. Quando però Agnese scompare nel nulla, Giorgio non ci sta, e inizia a indagare. Presto, il cerchio intorno alle bugie di Giulia si stringe, ma lei non è l’unica a nascondere segreti…


Ogni giorno siamo bombardati da bugie, frottole e bufale, a cominciare da quelle che chiamiamo “fake news”, notizie false, nate e divulgate in rete per creare scompiglio, clamore, provocazione. Per combattere e immunizzarsi da questo flusso di menzogne, alcuni studiosi pensano che sia utile allenarsi nella nobile arte della bugia, diventare cioè, a nostra volta, abili mentitori.

Di esempi illustri dal quale attingere materiale, ne troviamo a centinaia nelle varie arti.

Sei più sincera quando dici una bugia, cantava Claudio Baglioni qualche anno fa, e cosa dire di Fabri Fibra che ha intitolato Bugiardo il suo ultimo album musicale? A dimostrazione che il tema attira molto la curiosità popolare, e in letteratura gli esempi da cui attingere sono davvero tanti.

Mark Twain sosteneva che mentiamo ogni giorno, a ogni ora, da svegli e nel sonno. Mentre a causa di una bugia di Iago, Otello, accecato dalla gelosia, uccise la sua amata Desdemona. E cosa dire di Ulisse, considerato la personificazione della furbizia e il più grande dei bugiardi? Nel poema omerico ne viene celebrata l’astuzia, ma Dante nella sua Divina Commedia non è dello stesso parere, tanto da collocare Ulisse all’Inferno. Il valoroso eroe mitologico si trova nell’ottava bolgia dell’ottavo cerchio fra i consiglieri fraudolenti. Dante lo accusa di alto tradimento verso il prossimo. Ulisse ha sfidato il volere divino dispensando suggerimenti falsi, e per aver ordito l’inganno del cavallo di Troia è condannato ad essere avvolto da fiamme eterne. Ma il bugiardo che ricordiamo con più affetto, forse perché propinatoci fin dalla più tenera età, è Pinocchio. Il burattino di legno, nato dalla penna di Collodi e forgiato dalle abili mani di mastro Geppetto, è il prototipo del bambino bugiardo. Alzi la mano chi da piccolo è stato redarguito con un “Se dici le bugie ti si accorceranno le gambe e si allungherà il naso come quello di Pinocchio”.

Vi chiederete se anche ne La memoria dei corpi ci sono bugiardi. Potrei anche rivelarvelo, ma dubito che mi perdonereste un simile affronto. Per scoprirlo dovrete leggere il libro, posso però tracciarvi dei profili fisici e psicologici che vi permettano di identificare un bugiardo.

Quali sono i segni rivelatori in un bugiardo? Possiamo scovarli basandoci solo ed esclusivamente sul linguaggio del corpo. Proviamoci, dunque.

Partiamo dagli occhi, specchio dell’anima: un bugiardo ha serie difficoltà a mantenere lo sguardo fisso, spesso rifugge dal contatto visivo diretto, focalizzandosi su un particolare lontano dagli occhi del suo interlocutore.

Un bugiardo parla molto lentamente, ha bisogno di tempo per elaborare la sua menzogna, arricchirla di particolari e renderla credibile. Provate a chiedergli di ripetervi la storiella che vi ha propinato, noterete che inciamperà sulla sua stessa menzogna, irrigidendo il corpo e tentando di cambiare argomento.

Una ipersudorazione delle mani è un altro segno rivelatore; i bugiardi tendono a incrociare le braccia che è notoriamente un segnale di chiusura verso il prossimo, o a infilare le mani in tasca.

Ne La memoria dei corpi Giulia, la nostra protagonista, si strofina ripetutamente gli occhi, un gesto quasi infantile, mentre Giorgio ha scelto una vita isolata chiudendosi nella prigione dorata della sua villa. Bastano questi due elementi per sostenere che Giulia e Giorgio sono due bugiardi? Per rispondere alla domanda basterà leggere il libro. Io continuo ad accompagnarvi lungo il percorso che abbiamo tracciato finora.

Gli studiosi dividono i bugiardi in due categorie: bugiardi patologici e compulsivi

Il bugiardo patologico è un manipolatore, privo di empatia, mente soprattutto per ottenere qualcosa, incurante delle conseguenze. Pensa di essere più intelligente di tutti gli altri ed è convinto che non potrà mai essere scoperto.

La bugia patologica è spontanea, non pianificata e derivante da un impulso impossibile da controllare. Chi mente tende ad essere un narcisista, impulsivo, spesso aggressivo e manipolatore nonché privo di rimorso.

Il bugiardo compulsivo, invece, non agisce per uno scopo specifico, tende a mentire per abitudine, non vuole ottenere qualcosa in cambio, per lui la bugia equivale alla verità.

Chi mente lo fa per infarcire una realtà spesso scomoda, la menzogna è una comfort zone, un luogo più bello rispetto alla realtà vissuta dal bugiardo.

Secondo voi, i nostri protagonisti del libro di Marina Di Guardo sono bugiardi patologici o compulsivi? Vi rispondo in maniera criptica: leggete il libro e lo scoprirete.

La memoria dei corpi

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