Blog Tour – il silenzio dei miei passi di Claudio Pelizzeni – Recensione e approfondimento di una tappa del viaggio.

Trama «Sono un pellegrino sul Cammino di Santiago di Compostela. Ho scelto di percorrerlo facendo voto di silenzio: pertanto tu parlami, ma io potrò comunicare con te solo scrivendo.»

Con questo biglietto, scritto in cinque lingue, Claudio Pelizzeni ha percorso, a piedi, gli oltre duemila chilometri che separano Bobbio, nell’Appennino piacentino, da Santiago di Compostela.

Tantissime sono le persone che, ogni anno, intraprendono «il Cammino», il viaggio per eccellenza: c’è chi lo fa come pellegrinaggio della fede e chi lo affronta in chiave laica, come tappa simbolica di un percorso personale o, più semplicemente, come esperienza immancabile nel curriculum di un viaggiatore che si rispetti.

Per Claudio, che dopo aver attraversato il mondo senza aerei è diventato uno dei più famosi travel blogger italiani, il Cammino di Santiago ha rappresentato un ritorno alla purezza del viaggio: «gli incontri, le persone, la vita, quella vera. Camminare lento, secondo le stagioni e il ritmo del sole». È stato un disconnettersi dal mondo virtuale che, ormai, segna le sue – e le nostre – giornate, per tornare ad ascoltare se stesso, il suo corpo e i suoi pensieri. In silenzio, per aprirsi totalmente agli altri: pronto ad accogliere le storie di chi avrebbe incontrato lungo la strada.

Se è vero che il viaggio è metafora della vita, nel Cammino la vita ritrova la sua essenza: affrontare la solitudine ma anche condividere col prossimo; accettare la sofferenza del corpo ma anche emozionarti per le cose più semplici; metterti in dubbio e credere in te stesso, cadere e rialzarti mille volte, pur di raggiungere quella meta, quel sogno che ti guida come un faro. «Perché la forza non è nei tuoi passi, ma dentro di te.»

Il silenzio dei miei passi di Claudio Pelizzeni, narrativa di viaggio, edito Sperling & Kumpfer, pubblicato il 14 maggio.

Claudio aveva una vita come tanti altri, un giovane impiegato di banca, con un posto fisso a tempo indeterminato, tante certezze ma, al contempo, un malessere psicologico che non lo rendeva felice. Complice l’ennesima visione del film “Into the Wild”, si arma di coraggio, rassegna le sue dimissioni e inizia a vivere. Dopo aver trascorso tre anni in giro per il mondo, il sogno immagino di chiunque di noi, ha deciso di intraprendere un nuovo viaggio, più profondo e introspettivo: Il Cammino di Santiago, il viaggio per eccellenza. Non si tratta solo di partire e arrivare, è un percorso, oltre che fisico, anche personale e spirituale, che ti permette di confrontarti sia con persone che non conosci ma che condividono il tuo stesso obiettivo, sia con il tuo “io interiore”.
Claudio, però, è uno che ama le sfide, in particolare quelle con se stesso, è una persona che si mette in gioco e va sempre alla ricerca di qualcosa di profondo che, ogni volta, lo aiuti ad essere una persona diversa, e se possibile migliore: lui non parte come fanno molti da Saint-Jean-Pied-de-Port, sotto le montagne dei Pirenei francesi – circa 750 km di strada per raggiungere Santiago – ma dalla sua terra, l’Italia, e precisamente da Bobbio. Il che significa che in tre mesi circa, ha percorso quasi 2000 km. E questo già di per sé potrebbe sembrare una grandissima impresa, considerando anche che Claudio si approcciava per la prima volta al cammino. Ma quello che stupisce ancor di più, e rende il suo viaggio degno di nota, è però il fatto che percorre il suo itinerario IN SILENZIO.

Voto difficile il suo. In un mondo, oggi, abituato al caos e al rumore continuo, decidere di concentrarsi sulle parole degli altri senza usare le proprie e darsi così tempo di sentire davvero quello che l’altro vuole comunicarci e allo stesso tempo ascoltare in maniera profonda i propri pensieri, è un’impresa titanica ed è senza dubbio la cosa che ho stimato di più. Credo che, a volte, semplicemente, il silenzio ci spaventi ed è per questo che lo si rifugge con tutte le forze. Ci fa paura ascoltare i nostri pensieri, stare a sentire quello che il nostro io più profondo vuole dirci e allora accendiamo la musica, facciamo parlare gli altri e noi chiacchieriamo a nostra volta, in continuazione. Sentiamo, certo, ma quanto ascoltiamo davvero? Claudio non proferisce parola per tre mesi, porta con sé un biglietto, nel quale specifica, in più lingue, di essere un Pellegrino partito dall’Italia e in cammino verso Santiago con il voto del silenzio.  Gli altri possono comunicare con lui, lui però potrà rispondere a gesti, o scrivendo. Questo di fatto, crea attesa, curiosità e interesse e allunga i tempi della comunicazione, rendendo più profondi i termini dello scambio.
A volte, semplicemente, dobbiamo renderci conto che il silenzio può essere molto più rumoroso del caos.



Claudio ha davvero alzato l’asticella, compie un’impresa che, sono certa, l’ha riempito di orgoglio e soddisfazione. Tra le pagine di quello che considero essere il suo diario di viaggio, c’è la testimonianza nuda e cruda di come questo percorso, che la maggior parte di noi vede come “una cosa da fare prima o poi nella vita”,sia davvero un viaggio a 360° che, riesce ad andare oltre la bellezza di posti che ricorderemo per il resto della nostra vita. Ogni tappa che raggiungi è una sfida continua, è il superamento dei propri limiti, regala tempo con sé stessi , apre la mente, insegna ad arrangiarsi, sprona a saper apprezzare l’essenziale e amare le piccole cose, diffonde l’entusiasmo della condivisione, anche se silenziosa, e ricorda quanto può far piacere ricevere un saluto con un sorriso.

Anche io sono tra le persone che ha detto: “una volta mi piacerebbe percorrere il Cammino di Santiago” e sono certa che prima o poi mi lancerò in questa sfida, ma ad essere onesta, dopo aver letto le pagine del libro di Claudio, ho capito che per intraprendere questo viaggio, occorre essere realmente pronti, fisicamente e mentalmente. Claudio non ha fatto certo una passeggiata tra i boschi, ha percorso quasi 2000 km con uno zaino in spalla, ha curato vesciche, ha patito dolori articolari, ha avuto caldo, e poi freddo, e poi ha camminato sotto la pioggia, è stato rifiutato da alcuni albergatori, è stato giudicato. Ha pensato più volte di non farcela, di mollare tutto e tornare indietro. C’è sempre un momento nel quale vuoi gettare la spugna e metti in dubbio ogni tua scelta, ma lui è stato tenace e orgoglioso, non si è arreso mai, nonostante ha avuto mille alibi per farlo.

E io, posseggo la sua stessa forza di volontà? No, assolutamente no. Non oggi, per lo meno e sono contenta di aver letto questo libro, perché mi ha fatto scoprire quanto c’è in quei kilometri di strada, quanto da scoprire, quanto da soffrire, quante emozioni da vivere e quanti vasi di pandora aprire. E’ vero, a volte si tratta di limiti che ci creiamo nella nostra testa, ma che nella realtà non esistono. Paura? Mancanza di coraggio? Un insieme di tante cose, ma sono convinta che, se decidi di fare quest’esperienza, così personale e profonda, devi volerlo davvero, altrimenti decidere di fare dietrofront non sarà così difficile e viverla come un fallimento diventa controproducente.

Un racconto bellissimo, in cui l’autore si mostra ai suoi lettore con tutto il suo coraggio e le sue debolezze, con la determinazione e la fatica, pagine e pagine piene di spunti di riflessione, consigli, ricordi. L’ho letto piano, quasi come a voler tenere il ritmo di Claudio, e approfittare del libro per prendermi anche io il mio tempo, le mie pause, in silenzio. Non mi sono affrettata, non ho mai letto con la musica di sottofondo e mai nei ritagli di tempo, e quando, è arrivato a Santiago avevo il sorriso sulle labbra, ho vissuto la stessa emozione, come se fossi arrivata al traguardo anche io, in qualche modo, insieme a lui.

4 stelle

E a proposito del lungo viaggio di Claudio, in questo Blog Tour vogliamo farvi conoscere qualcuna delle tappe da lui percorse, e chissà, magari farvi venire la voglia di andare a visitare questi luoghi bellissimi.

La prima tappa ha visto protagonista Marta di Voglio essere sommersa dai libri che ci ha parlato della splendida Bobbio.
Subito dopo è stato il turno di Regin la radiosa che ci ha portato alla scoperta di Carcassone.
Eleonora di Vivere tra le righe ha scelto Genova.
Io invece vi porto a Burgos, nella quale Claudio arriva dopo aver percorso circa 40 km senza fermarsi, dal Villafranca Montes. (ma ci pensate? 40 km senza sosta!!)

Burgos, capitale provinciale della comunità autonoma di Castiglia e León, in Spagna, è caratterizzata da un’architettura medievale perfettamente conservata. Il monumento più celebre della città è la cattedrale gotica francese di Santa Maria.

Burgos è effettivamente molto affascinante, specialmente il centro storico, dominato dalla sua cattedrale gotica.

La cattedrale di Burgos in Spagna, è uno dei migliori e più riusciti edifici gotici spagnoli che, unisce alla maestosità dello stile gotico anche eleganza ed armonia, amalgamando anche gli altri stili artistici che sono succeduti alla costruzione del 1221 e che si è conclusa nel 1765.

La cattedrale di Burgos è dichiarata patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, per la complessità e la numerosità delle opere che la compongono.

Altri siti degni di nota :

PLAZA RAY SAN FERNANDO con l’ARCO DI SANTA MARIA
La visita della città non può che incominciare dal suo centro storico, ovvero della bella Plaza Rey San Ferdinando a cui si accede superando l’arco di Santa Maria, subito dopo aver attraversato l’omonimo ponte. E’ la piazza dove si trova la costruzione principale della città, ovvero la Cattedrale, simbolo di Burgos

L’ABBAZIA DI SANTA MARIA LA REAL DE LAS HUELGAS
L’abbazia di Santa María la Real de Las Huelgas è un monastero cistercense fondato alla fine del XII secolo. Inserito nell’elenco dei beni di interesse culturale della Spagna, ospita un museo dedicato ai tessuti medievali, numerose tombe reali e conserva un manoscritto musicale unico risalente al XIV secolo. Scegli un tour guidato per scoprire molte curiosità su questa abbazia e immergerti nella tranquillità di questo luogo di pace fuori dal tempo.

Il centro storico di Burgos è un labirinto di stradine acciottolate interrotte, di tanto in tanto, da qualche piazza, ai cui lati sorgono piccoli negozi e tantissimi ristoranti e bar, dove gustare le famose tapas. Il centro molto curato e l’atteggiamento rilassato degli spagnoli faranno sì che la tua visita si trasformi in un momento di vero relax. Sempre all’interno del centro storico, potrai visitare alcune attrazioni imperdibili di Burgos come la Casa del Cordón, il Paseo del Espolón e la Chiesa di San Nicolás.

Burgos è famosa anche per l’ottima cucina e gli eccellenti vini, da gustare immersi nell’atmosfera accogliente e familiare dei ristoranti del centro storico. Grazie alla presenza di una numerosa popolazione studentesca, la città offre inoltre una vivace vita notturna.

Continuate a seguire il nostro tour, recuperate le altre tappe non perdete l’ultima, il 24 maggio con intervista all’autore.
Buona lettura!

 

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