Blog Tour – Il sentiero degli alberi di limone di Nadia Marks – I passi della donna

Il sentiero degli alberi di limone

Ci sono tanti modi per dire “amore”

Anna non aveva mai pensato che il matrimonio con Max potesse naufragare, fino al giorno in cui ha scoperto che lui l’ha tradita. Troppo sconvolta per affrontarlo, decide di seguire il padre, recentemente rimasto vedovo, in un viaggio nella piccola isola dell’Egeo dove è nato. Una volta arrivata sull’isola, la cordialità dei familiari e la bellezza del mare la travolgono, facendole riassaporare il fascino delle proprie origini. Ma la Grecia ha delle sorprese in serbo per lei: una scoperta casuale all’interno di un vecchio baule rivelerà ad Anna segreti di famiglia che sono rimasti nascosti per oltre sessant’anni. Un fiume di eventi, accaduti durante la seconda guerra mondiale, si riversa all’improvviso sulla sua vita. Anna assiste allo sconvolgimento che quelle verità, a lungo sepolte, provocano sulla sua esistenza. Capirà in breve tempo che il solo modo per scendere a patti con il presente è fare i conti con il proprio passato…

Un viaggio in una piccola isola greca per ripercorrere la storia di famiglia e scoprire tutte le sfumature dell’amore 

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Care lettrici se avete letto la mia recensione del romanzo Il sentiero degli alberi di limone dell’autrice Nadia Marks, comprenderete la scelta della mia tappa, tra le tante proposte quella che ho sentito maggiormente vicina è stata: I passi della donna.

Non è un mistero che io ami la storia, e di conseguenza i romanzi storici. Ognuno di loro a fine lettura mi lascia qualcosa, oltre a una maggiore conoscenza del passato.

Quello che leggerete in questo mio approfondimento è un quadro generale della situazione in cui la donna si è ritrovata durante la Seconda Guerra Mondiale.

Passiamo ora alla mia tappa di questo meraviglioso blog tour.

Nella storia, il ruolo della donna è sempre stato uno solo: prendersi cura della famiglia, del marito e della casa. Anche per le più giovani, la società richiedeva di assumere il ruolo a loro predestinato, sposarsi e procreare e, di conseguenza, sottomettersi all’uomo in tutto e per tutto. Perché direte? Semplicemente non le erano riconosciuti gli stessi diritti e doveri degli uomini.

Negli anni quaranta, a causa del secondo conflitto mondiale, la figura femminile venne spinta a svolgere anche altre mansioni oltre a quelle di madre e moglie per sopperire alle mancanze evidenti di quel periodo.

Con il richiamo degli uomini alle armi, le donne, da semplici casalinghe e mamme erano diventate vere e proprie lavoratrici e capi famiglia, toccava a loro occuparsi di procurare il cibo e beni di prima necessità in quanto, con l’inizio della guerra, iniziavano a scarseggiare. Spesso erano costrette a ricorrere al mercato nero.

Anche per loro fu un periodo difficile, fatto di angoscia, fame, violenza, cambiamenti e decisioni radicali.

Si occupavano della casa, dei figli e al contempo lavoravano per permettere il sostentamento della propria famiglia. Con la mancanza di figure maschili nei campi, spettava a loro la lavorazione della terra e questo le sottoponeva a un maggiore sforzo fisico.

Tra le tante altre occupazioni possibili c’era quella in fabbrica, soprattutto tessile e dell’abbigliamento, chimiche e minerarie, dove si lavorava in condizioni disumane, senza alcuna tutela, con un salario inferiore a quello di un uomo e spesso vittime di soprusi e sfruttamento da parte dei datori di lavoro che approfittavano della loro situazione precaria. Oltre che nelle fabbriche trovavano occupazione anche come infermiere, levatrici, addirittura soldatesse e le più istruite come maestre (in questo troverete un fattore in comune con il romanzo). Ma era davvero dura avere la possibilità di dedicarsi all’insegnamento, non era permesso alle donne continuare gli studi, poiché era un diritto prettamente maschile. Le più fortunate riuscivano, a discapito di tutto, a proseguire la scuola e al suo termine insegnare nelle scuole di paese, continuando così a elargire istruzione ai bambini anche meno fortunati.

La quotidianità della donna si riduceva nell’amministrare la casa, lavorare e ricercare cibo per sé e per i propri figli. Molte, spinte dalla disperazione, si svilivano fisicamente vendendo il proprio corpo in cambio di qualche scatoletta di cibo o dietro pagamento, entrando così in una spirale da cui non riuscivano più a uscire. Coloro che si trovavano in territori sotto continuo bombardamento, e che cercavano di sfuggire a questo, si trovavano ulteriormente in difficoltà, sempre con il rischio di essere uccise, ferite o, in altri casi, di morire deperite.

La scarsità di cibo era solo uno dei tanti problemi a cui andavano incontro, molte donne anche giovanissime erano vittime di stupri e soprusi dalle truppe alleate, usate come oggetti per rivendicare il loro possesso su quella terra.

In quegl’anni la donna ha anche avuto un ruolo fondamentale nel movimento di Resistenza, che consisteva in gruppi di donne armate che lottavano quotidianamente per dare un contributo significativo per la riconquista della libertà.

Ma se la guerra ha portato la donna a una situazione critica e difficile, l’ha anche resa consapevole della propria forza d’animo e delle proprie risorse, rendendola indipendente e autonoma nelle decisioni importanti che riguardavano la famiglia, da sempre negate, e assumendo così nuove responsabilità.

Tutto questo porta a un’interruzione della sua figura tradizionale. La donna comincia a guardare aldilà del ruolo da sempre assegnatole per volgere il proprio sguardo verso nuove prospettive di vita. Insomma c’è una vera e propria rivoluzione nel ruolo della donna che compie un cammino per raggiungere i tanto agognati diritti rendendole così pari agli uomini.

Leggendo la mia recensione e di conseguenza il libro troverete molta familiarità con quanto avete letto in questa tappa. La lunga ricerca svolta è stata molto illuminante, oltre ogni dire aggiungerei, conoscere la storia passata legata alla figura della donna, in questo particolare periodo storico, mi ha fatto comprendere quanto oggi siamo fortunate, ad avere gli stessi diritti e le stesse possibilità di un uomo.

Ma al contempo ho trovato triste e degradante leggere di quanto la donna abbia sopportato, patito e lottato duramente per poterli ottenere.

Credo che ognuno di noi debba conoscere il passato e il percorso svolto che ci ha permesso di arrivare al presente.

Spero che questo argomento vi abbia coinvolto e fatto riflettere, spingendovi a conoscere sempre di più quanto accaduto e ad apprendere dalla storia passata.

Margherita

Il sentiero degli alberi di limone

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