Blog Tour – Gusci, una storia di amore e guarigione di Livia Franchini – Il peso delle aspettative e dei desideri altrui

Buongiorno smeraldi, benvenuti alla terza tappa del Blog Tour dedicato a Gusci, una storia di amore e guarigione di Livia Franchini, pubblicato da Mondadori il 26 maggio. La lettura di questo romanzo non è semplice, devo ammetterlo, l’idea di base è interessante: parlare di rottura e rinascita attraverso la lista della spesa che è rimasta lì dopo l’abbandono di lui. Il problema è la troppa carne al fuoco che rischia di non giungere a una cottura soddisfacente per tutti i palati. Il mio compito è parlarvi di qualcosa che attanaglia molti di noi: Il peso delle aspettative e dei desideri altrui.

Ruth ha trent’anni, lavora come infermiera in una casa di riposo ed è appena stata lasciata dal suo compagno. L’unica cosa che le rimane dei loro dieci anni insieme è la lista della spesa che aveva compilato con lui per la settimana a venire. Ed è a partire da quella lista che Ruth racconta la sua storia e ripercorre la relazione con Neil fin dal loro primo incontro. Ogni ingrediente è un salto nel tempo, ma anche un cambio di prospettiva e di registro narrativo. Lo zucchero, quindi, ci trasporta al momento in cui Neil ha visto Ruth per la prima volta attraverso la vetrina di un’agenzia di viaggi, la pizza è il diario scritto da un’amica di Ruth durante una vacanza che hanno trascorso insieme a Roma, il deodorante ci porta ancora più indietro, ai tempi del liceo, a sbirciare le chat tra le sue compagne di scuola, mentre gli spaghetti sono un’eloquente incursione nella casella di posta elettronica di Neil. Tra uova, mele, olive e balsamo, Ruth scopre che sono molti anni che modella la propria identità in base alle aspettative e ai desideri delle persone che la circondano: il suo fidanzato, ma anche i pazienti della casa di riposo, le colleghe, la sua famiglia. Ora ha bisogno di capire chi è senza Neil, deve imparare a camminare da sola. Livia Franchini ci spiazza decostruendo un genere dall’interno, disattendendo uno per uno tutti i cliché e i canoni del romanzo d’amore. “Gusci” esplora la complessa posizione di una giovane donna non convenzionale nella nostra società, sollevando al contempo domande enormi sull’amore, la perdita e l’identità.

Il peso delle aspettative e dei desideri altrui

Quanti di noi nella vita si sono fatti schiacciare da ciò che altri si aspettavano da noi? Quanto è difficile essere se stessi senza curarsi di ciò che gli altri vorrebbero che noi fossimo? Sono queste le domande da cui parte la mia riflessione. Ruth è sempre stata una persona molto riservata, schiva, dimessa, una di quelle donne che hanno molte capacità, sono brave nel loro lavoro, in cui possono essere un punto di riferimento, ma che non riescono a far emergere la loro personalità. Ruth ha sempre vissuto la sua vita da comparsa, senza divenirne mai protagonista. Si è lasciata fagocitare in un rapporto che l’ha svuotata completamente con al proprio fianco un uomo che la sminuiva, non la faceva sentire necessaria. Un uomo narcisista, egoista, con molti problemi che dovrebbe risolvere invece di addossarli alla persona che con estrema pazienza è stata al suo fianco per ben dieci anni.

Ed è così che funzionava tra di noi, ti ricordi? Tu al volante, e io seduta accanto a te, a seguire col dito il percorso sulla mappa. A seguire la tua strada. A parte che non me lo lasciavi nemmeno fare. Sembrava non te ne fregasse niente se ti seguivo o no. Alla fine hai elencato le prove. Non la smettevi più. Il mio atteggiamento condiscendente, la tua irrequietezza, i miei silenzi, il modo in cui eravamo attratti e respinti l’una dall’altro, senza mai incontrarci a metà strada.

Ruth non capisce che l’addio di Neil possa essere per lei una liberazione, la sua rinascita dopo dieci anni in cui si è adeguata a lui in tutto e per tutto. Neil è un personaggio estremamente negativo, un uomo che pensa solo a se stesso, concentrato unicamente sul suo appagamento che non tiene conto di ciò che vuole Ruth. Ruth ha vissuto in balia di quest’uomo che fin dal primo approccio mostra la persona che è. Non meritava nemmeno una possibilità a mio modo di vedere, figurarsi una completa sottomissione. Perché Ruth si dona a lui nonostante il suo carattere chiuso e schivo. Più di così non può fare, non può accantonare la sua natura per divenire ciò di cui lui ha bisogno, soprattutto perché questo richiederebbe un cambiamento continuo, un adattamento che nessun essere umano è in grado di fare. Neil è un uomo vuoto, che ricerca nella conquista l’appagamento. Ruth è una, non può essere tutte le donne che lui vorrebbe. Leggere di come lei si sia annientata per lui è svilente, fa male vedere una donna che per compiacere l’uomo che ama si adatta a ogni suo capriccio e fa ancora più male vedere come anche dopo l’abbandono di lui la fiducia in se stessa resti un lontano miraggio. Compiacere gli altri non sempre è negativo, ci sono cose che facciamo per le persone che abbiamo accanto, a cui vogliamo bene, che non ci pesano, che facciamo volentieri e donano anche alla nostra vita luce e serenità. Sta a noi capire quando si sta passando il segno e questo non sempre è facile. Ruth non fa nulla per piacere agli altri, è dimessa, pacata, fatica a costruirsi delle amicizie, non si sforza di andare d’accordo con nessuno, ma quando Neil entra nella sua vita vede in lui una perfezione che non gli appartiene affatto e lo pone al centro del suo mondo non concedendo spazio nemmeno a se stessa.

Durante tutta la nostra storia, ho tentato di occupare il minor spazio possibile in modo che lui potesse allargarsi a dismisura.

Dieci anni passati ad assecondare il costante bisogno di cambiamento di Neil. Su base giornaliera, il numero di cose che ho fatto per lui è praticamente infinito.

Quante donne si trovano incastrate in simili relazioni? Quante non hanno il coraggio di porre fine a questa sofferenza? Tantissime ed è un vero peccato perché da sole sarebbero molto più forti e si amerebbero molto di più. Da sole tornerebbero a vedere il bello della vita e l’amore, quello vero, ci metterebbe davvero poco ad arrivare. Quindi, donne di qualsiasi età, non fatevi del male, imparate a volare libere da ogni costrizione e ad amare solo ed esclusivamente voi stesse.

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