Blog Tour – A sette passi da te – Intervista a Bianca Povolo

Buongiorno splendidi smeraldi, oggi prendiamo parte al Blog Tour di ‘A sette passi da te‘ di cui potete leggere sul blog la recensione di Sara pubblicata ieri. La tappa che ci siamo accaparrate è quella dell’intervista all’autrice, Bianca Povolo, venite a scoprire cosa ci ha detto ma prima leggete la trama della sua opera prima pubblicata da Les Flaneurs.

Trama È una sera d’ottobre, fredda e buia, quando April incontra Colton per la prima volta. Forse è destino, forse è solo fortuna ma, quando due uomini tentano di violentare April, è proprio Colton a salvarla. Quell’incontro inaspettato è solo l’inizio di qualcosa che stravolgerà radicalmente le loro vite. Colton conosce fin troppo bene il dolore e lo vede riflesso negli occhi di April, la quale cerca invano di nascondere una profonda ferita che il ragazzo è determinato a rimarginare. Per questo le propone uno strano patto, un “programma” fatto di sette punti, che ha come unico scopo la ricerca della felicità. Sette desideri mai realizzati, sette sfide da affrontare insieme. April dovrà imparare a superare i propri limiti, mentre Colton capirà presto che reprimere i sentimenti a volte diventa impossibile. Ma quando il passato del ragazzo si ripresenterà alla sua porta minacciando di distruggere una seconda volta il suo mondo e quello di April, Colton sarà in grado di mettere in pratica i suoi stessi insegnamenti e affrontare i propri demoni?

 

Ciao Bianca e grazie infinite per essere ospite del nostro blog, come prima cosa vorrei che ti presentassi alle lettrici. Cosa fai nella vita e quando è iniziata la passione per la scrittura?

Grazie a voi per lo spazio che mi avete dedicato. Che dire di me? Ho ventun anni e sono una studentessa universitaria. Nel tempo libero mi piace leggere, ascoltare la musica e guardare serie tv. Sono un’inguaribile romantica e una sognatrice. Sono una persona timida, ma lascio che siano le parole scritte a parlare di me; credo siano la mia vera voce.

La passione per la scrittura è nata alle medie. Ricordo che mi piaceva inventare storie, corredandole con dei disegni che ritraevano i miei personaggi. Prendevo spunto dai film e dai cartoni animati che guardavo all’epoca, ma odiavo leggere. Dopo aver letto Twilight, su consiglio di un’amica, mi sono appassionata alla lettura e ho capito di voler diventare una scrittrice.

Da lettrice a lettrice, quale libro/i consiglieresti e perché?

Io e te come un romanzo di Cath Crowley. Pensavo fosse un romance, una storia da batticuore, ma nonostante l’elemento sentimentale non sia centrale, l’ho adorato. Credo che il messaggio che traspare in questo libro sia bellissimo: l’amore per le parole unisce le persone e le può salvare dalle brutture dell’esistenza. Quando le persone non ci sono più, le parole restano e le rendono immortali. Mi sono addirittura commossa. Dovrebbero essercene di più di romanzi come questo! Avrei voluto scriverlo io.

Hai una scrittrice/scrittore preferito? Cosa vorresti rubargli?

La mia scrittrice è Colleen Hoover, senza dubbio. Ho letto tutti i suoi libri pubblicati qui in Italia e aspetto con ansia che escano It ends with us e Without merit nella versione italiana. Vorrei rubarle tante cose: la sua capacità di farti entrare nella storia e di emozionare, il saper creare delle trame semplici che con il suo tocco e la sua attenzione per i dettagli diventano indimenticabili. La Hoover non crea solo storie, ma vere e proprie opere in cui mescola musica e arte, due discipline che è impossibile non amare.

Quale personaggio, di qualsiasi libro tu abbia letto, vorresti essere e perché?

Domanda difficilissima. Più che un personaggio specifico, vorrei trovare il tipo di amore che si trova nei libri. Non parlo del principe azzurro e del “vissero per sempre felici e contenti”, ma di quel amore complice, viscerale e passionale che non si affievolisce di fronte agli ostacoli e che cresce nel tempo.

Descrivimi con tre aggettivi i protagonisti del tuo libro.

April è una ragazza semplice, insicura e dolce.

Colton è introverso, protettivo e altruista.

Parliamo di Colton, il protagonista maschile, un personaggio singolare e complesso! A chi ti sei ispirata per costruire il suo personaggio?

A nessuno in particolare. È frutto della mia fantasia. Volevo creare un personaggio diverso dal solito, non il classico bello e ricco che la sera si porta a letto una ragazza diversa. Un personaggio con dei forti valori e che se ne frega di ciò che pensa la gente.

Quanto c’è di te nel personaggio di April, la protagonista femminile?

Come April mi servirebbe una persona che mi tirasse fuori dalla mia zona di sicurezza, che mi facesse fare qualche pazzia (niente di illegale, sia chiaro). Vorrei avere un po’ più di coraggio e pensare meno alle conseguenze. Al contrario della mia protagonista, i miei genitori mi hanno sempre lasciato libera di scegliere per il mio futuro, cosa che non capita a tutti. Sono dell’idea che i genitori che impongono il proprio volere ai figli, senza ascoltare i loro sogni, stiano commettendo un grosso sbaglio. Non capiscono che li stanno “condannando” a un’esistenza infelice. Siamo venuti al mondo per seguire i nostri sogni, non quelli degli altri.

Da dove è nata l’idea dei sette passi come terapia per la felicità?     

C’è un film che mi ha colpito molto e mi ha fatto riflettere. Viene citato anche nel libro, s’intitola Un sogno per domani con Kevin Spacey e Hellen Hunt. Mi è stato sicuramente di ispirazione per l’idea della lista. Se non l’avete visto, ve lo consiglio.

Credi davvero alla teoria che facendo del bene agli altri possa generare altro bene? Credi che possa essere la ricetta giusta per costruire un mondo migliore?

Certo, il bene genera bene. Il problema sono le intenzioni delle persone: c’è chi se ne approfitta o chi aiuta solo per avere riconoscimento e prestigio. Al giorno d’oggi si tende a pensare esclusivamente ai propri interessi e al proprio benessere, tuttavia bisogna ricordare le migliaia di persone che ogni giorno sacrificano il loro tempo, il loro denaro, il loro amore per darlo agli altri e questi “altri”, la maggior parte delle volte, sono sconosciuti. Per migliorare il mondo non serve una rivoluzione, ma la volontà. Basta poco. E il modo migliore per iniziare sarebbe partire dalla propria famiglia e dalla cerchia delle amicizie, smettendo di alimentare tutte quelle emozioni negative che non fanno altro che dividerci.

Allora ragazze vi è piaciuta l’intervista a Bianca?

Adesso non vi resta altro da fare che recuperare le tappe del Blog Tour 

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