Barcellona. Diario di viaggio…#barcellona_1

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Dopo i tre post su Valencia (che potete trovare a questi link Valencia1, Valencia2 e Valencia3), eccoci arrivati a quella che, ad oggi, è la mia città preferita: Barcellona.

Proprio qui tutte le volte lascio un pezzettino del mio cuore. Il primo risale a ormai molti anni fa, cinque giorni di movida barcellonese nel 2007. Amo tutto di questa città: la Rambla coi suoi artisti di strada, Barceloneta e il suo splendido lungomare, le passeggiate nel Barrio Gotico e la confusione fino a tarda notte, ma senza ombra di dubbio Barcellona non sarebbe tale senza Antoni Gaudí e il suo modernismo catalano. Il post di oggi è interamente dedicato alla sua architettura unica e inimitabile con ben sette delle quali inserite nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Il Parc Guell è sicuramente l’opera che più mi ha colpito, tanto da portarmi a rivisitarlo una seconda volta qualche anno dopo, un tempo era a ingresso libero tranne che per la casa in cui visse Gaudí prima di trasferirsi nel cantiere della Sagrada Familia, oggi si paga invece l’ingresso di tutta la zona monumentale, ma vi assicuro che ne vale davvero la pena.

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Commissionato dall’industriale Eusebi Guell, mecenate di Gaudí, fu realizzato tra il 1900 e il 1904 cercando di conservare l’andamento naturale del terreno, generando in questo modo un’opera originale dal profilo sinuoso in cui le colonne hanno forme di tronchi o stalattiti, le fontane e le arcate artificiali di roccia e le sculture di calcestruzzo ricoperte di variopinte ceramiche e pezzi di vetro a mosaico, rappresentano animali fantastici. Ci si trova immersi in un luogo incantato, quasi magico, che, estendendosi lungo le colline di el Carmel, offre anche un perfetto punto panoramico sul resto della città.

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La Casa Milà, sul Passeig de Gràcia, nel quartiere Eixample, è uno dei capolavori di Gaudì più apprezzati, tanto da avere sempre in attesa sulla strada una fila interminabile di persone. L’edificio occupa un lotto angolare e presenta delle linee curve che richiamano le onde del mare, la facciata è rivestita di pietra grezza che le da un aspetto di parete rocciosa, da cui deriva il nome con cui è maggiormente conosciuta: La Pedrera.

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Anche Casa Batlló si trova sul Passeig de Gràcia e, nonostante il prezzo proibitivo per accedervi, è letteralmente presa d’assalto dagli appassionati d’arte e design. Si tratta di una ristrutturazione di un edificio del secolo precedente, tra il 1904 e il 1906 vennero ridisegnati la facciata, il tetto, ristrutturato completamente l’interno e aggiunti dei piani. La facciata presenta l’immancabile mosaico alla Gaudì e le sue linee morbide, con una fusione perfetta tra Gotico e Liberty.

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Ultima imperdibile capolavoro di Gaudì è la Sagrada Familia, lavoro incompiuto del genio. Caratteristica imprescindibile è il fatto di essere costantemente un cantiere, sembra che i lavori continueranno almeno fino al 2026, protraendo la sua costruzione in circa 150 anni! Alla morte di Gaudì, nel 1926, erano stati terminati solo la facciata della Natività, una torre, un abside e la cripta, purtroppo la maggior parte dei suoi modelli e disegni andarono distrutti durante la Guerra Civile nel 1936, ma ormai la linea tracciata era chiara e i progettisti successivi non ebbero alcuna difficoltà a seguire il suo pensiero.

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5 Responses

  1. Antonella Maggio says:

    Che emozione! Ci sono stata proprio questa estate! Mi rendo conto leggendo i tuoi articoli che non ho visitato molti posti!

  1. June 28, 2016

    […] Se vi va di continuare a leggere di questo viaggio vi rimando a questo link: Barcellona. […]

  2. July 5, 2016

    […] a chi decide di visitarla, qualsiasi cosa cerchi a Barcellona la troverai. Dopo il post dedicato a Gaudì ci spostiamo nel Barrio Gotico, cuore pulsante della città, dove restare affascinati ad ogni […]

  3. July 13, 2016

    […] post su Barcellona, almeno per quanto riguarda questo viaggio. Dopo la magia di Gaudì e le atmosfere uniche del Barrio Gotico e di Barceloneta è la volta del mitico stadio Camp Nou e […]

  4. October 25, 2016

    […] ma nel 2010 era stato appena aperto e non erano ancora molto organizzati, e ci facciamo lasciare al Parc Guell, so che ve ne ho già parlato in un precedente post ma ho voluto aggiungere queste foto per farvi […]

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