Annecy e Troyes. Diario di viaggio…#roadtonormandia1

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In questo post vi parlerò delle prime tappe del nostro avvicinamento alla Normandia: Annecy e Troyes.

L’estate 2014 è stata la più piovosa di cui abbia ricordo così io e il mio ragazzo abbiamo pensato: “Che senso ha andare in località di mare con questo tempaccio? Tanto vale andare in un posto in cui il tempo, anche nelle annate migliori, non è mai un granché!”

Avevamo solo una settimana di ferie per cui ci siamo concentrati su mete raggiungibili senza dover macinare centinaia e centinaia di km al giorno…ah non vi ho detto che noi, appena possibile, viaggiamo in moto!!!

Dopo qualche ricerca ho pianificato di raggiungere la Normandia con questo itinerario:

giorno 1- Annecy

giorno 2- Troyes

giorno 3- Etrétat e Rouen

giorno 4- Le Havre – Honfleur – Trouville sur mer – Deauville – Omaha beach – Normandy American Cemetery – Caen

giorno 5- Penisola de la Hague – Mont Saint Michel – Fougères

giorno 6- Le Mans – Tours – Auxerre

giorno 7- Grenoble

Siamo partiti belli leggeri, tutto ben chiuso nelle borse della moto, viste le tante tappe intermedie.

annecy e troyes

Annecy e Troyes. Diario di viaggio…#roadtonormandia1
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Amo muovermi in moto, ti fa assaporare meglio tutto quello che ti circonda, senti i profumi e ti godi appieno il paesaggio, l’unico problema vero sono i trafori…lì ti sembra davvero di soffocare e non vedi l’ora che finiscano!!! In questo viaggio non ci è andata nemmeno malissimo, il traforo del Monte Bianco è nuovo, l’areazione è ben funzionante e la temperatura è sopportabile.

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Il Monte Bianco è uno spettacolo vero e sono felice di riuscire a scattare qualche foto durante l’attesa e dopo il traforo, il bello della moto è anche questo, riesci a fermarti ovunque in qualsiasi momento.

Prima tappa di questo viaggio Annecy dopo soli 407 km, a non molto dal confine italiano, vale davvero la pena di essere visitata, abbiamo dormito presso Hotel Ibis Annecy Centre Vieille Ville, posizione ottima nel cuore del centro storico e garage adiacente convenzionato comodissimo, si è rivelato un perfetto punto di partenza per visitare la città.

Abbiamo deciso di non usufruire della colazione dell’hotel 1 cibo copiaperché in Francia i prezzi sono abbastanza proibitivi e noi non siamo dei grandi mangioni la mattina, ci basta un croissant o un pain au chocolat e resistiamo fino a pranzo.

Non vi fa venire l’acquolina in bocca quest’insalata? Troppo buona!

Annecy è la capitale dell’Alta Savoia ed è attraversata da deliziosi canali, abbelliti da ringhiere in ferro battuto adornate da centinaia di vasi in fiore, il centro storico denota una forte unità architettonica e presenta delle belle case dipinte in delicati colori pastello. Credo che si sia conquistata a pieno titolo il suo soprannome: Venezia della Savoia.

Il centro storico è incantevole e ho amato potermi sdraiare sull’enorme prato che costeggia il lago, un luogo di pace assoluta dove è possibile trovare sia tranquillità che intrattenimento perché ci sono molti artisti di strada (noi siamo capitati ad agosto di domenica quindi la città era invasa dai turisti e forse gli artisti non sono così numerosi durante la settimana), ci sarebbe piaciuto anche fare il giro del lago in battello, ma abbiamo desistito, preferendo goderci una delle poche belle giornate di sole dell’estate 2014, sdraiati sull’erba e girovagando per le graziose vie pedonali di questa stupenda cittadina fino al castello.

Da non perdere assolutamente il palazzo dell’Isola, antica prigione e palazzo di giustizia, che oggi ospita il Museo di Storia di Annecy, Rue Saint Clair con i suoi graziosi portici e il Museo Castello, in posizione privilegiata sopraelevata, un tempo antica residenza dei Conti di Ginevra, il bellissimo lago, di cui vi ho già accennato sopra, con i giardini d’Europa, il ponte degli Amori e lo Champ de Mars.

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Chicca di questa città è stato un pub molto originale che vorrei tanto esistesse anche in Italia, The Place To Beer, bello, accogliente e con una grandissima varietà di birre che ti spilli da solo, basta fare la tessera e caricare su quanti soldi vuoi e voilà sei libero di assaggiarne una piccola quantità di tutte oppure berti una pinta della tua preferita, hai uno schermo che ti spiega il tipo di birra e il suo prezzo, appoggi la tua scheda e vedi quanti soldi scendono a seconda della quantità che spilli! L’unico problema in Francia è la mancanza di stuzzichini ad accompagnare ciò che bevi, per loro l’Happy Hour consiste nel farti pagare meno la birra in quell’orario, da mangiare non c’è assolutamente nulla, questo in un posto come il Place è un errore perché se fossi riuscita anche solo a comprarmi un pacchetto di patatine sarei riuscita a bere molto di più, ma a stomaco vuoto quella birra picchiava parecchio.

Per cena nel centro storico c’è una possibilità infinita, dal paninaro ai gelatai, fino ai ristoranti che, per essere un posto parecchio turistico hanno prezzi decisamente abbordabili, purtroppo causa un forte malessere del mio fidanzato non siamo riusciti a goderci molto l’Annecy by Night, ma pazienza ho intenzione di fare ancora tappa in questa graziosa città appena ne avrò di nuovo l’occasione.

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Secondo giorno seconda tappa: Troyes 456 km.

Scelta per spezzare il viaggio più che per reale interesse nel visitare qualcosa in particolare, si è rivelata una bella scoperta, ha un bellissimo centro storico ben mantenuto in cui è bello perdersi ad ammirare le case tipiche di questa zona della Francia con le travi di legno portanti ben visibili in facciata, le cosiddette case a graticcio.

Visto che ho prenotato abbastanza tardi non abbiamo potuto permetterci di alloggiare negli hotel del centro, ma abbiamo dovuto accontentarci dell’Appart’Hotel City & Park, carino, pulito ma non vicinissimo al centro, comunque raggiungibile in una quindicina di minuti a piedi, unico inconveniente i lavori sulla strada principale che rendevano un po’ difficoltoso muoversi sul terreno dissestato soprattutto per la scarsità della luce, visto che molti lampioni erano spenti, comunque niente di insormontabile anche perché quei quindici minuti valevano la pena di essere attesi.

La città di Troyes vanta diversi musei, palazzi e soprattutto ben dieci chiese sotto tutela come bene culturale dello Stato, famose sono le vetrate e le sculture che adornano molte di esse retaggio del movimento artistico legato ai maestri vetrai e scultori della Scuola di Troyes.

Da non perdere la cattedrale gotica di Saint-Pierre-et-Saint-Paul, la basilica di Saint-Urbain e una bella passeggiata lungo il Canale che divide in due la città e dove potrete incontrare diverse installazioni e giochi d’acqua e luci.

Per cena siamo rimasti nei pressi di Place Meréchal Foch, non ricordo precisamente dove abbiamo cenato, ma le viette che partono dalla piazza sono piene di ristoranti di livello medio, niente di eccezionale, ma nemmeno di immangiabile, a differenza dei caffè che sono davvero imbevibili per noi italiani, puoi chiederlo petit, puoi chiederlo espresso, sempre un brodo ti arriverà!

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7 Risposte

  1. settembre 29, 2016

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  2. settembre 29, 2016

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  3. settembre 29, 2016

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  4. settembre 29, 2016

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  5. ottobre 3, 2016

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  6. ottobre 3, 2016

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  7. ottobre 10, 2016

    […] avete voglia di approfondire il viaggio questi sono i link: Annecy e Troyes, Etrétat e Rouen, Honfleur e Omaha beach, La Hague e Mont Saint Michel, Auxerre e […]

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