Andiamo a vedere il giorno di Sara Rattaro

andiamo a vedere il giorno

Una figlia, una madre, un viaggio on the road. Una famiglia che sa ritrovarsi. Un gesto di perdono che vale più di mille parole. Alice è stata una figlia modello e una perfetta sorella maggiore, quella che in famiglia cercava di tenere insieme tutti i pezzi mentre il padre stava per abbandonarli, quella che per prima ha trovato il modo di comunicare con il fratellino, nato privo di udito, e di farlo sentire «normale». Ha pensato agli altri prima che a se stessa, ha seguito le regole prima che il cuore e adesso, di fronte a una passione che ha scardinato tutti i suoi schemi e le sue certezze, si ritrova a mentire, tradire, fuggire. Ma sua madre, Sandra, non ha alcuna intenzione di lasciarla sola. Su quel volo per Parigi c’è anche lei, e insieme iniziano un viaggio che è un guardarsi negli occhi e affrontare tutti i non detti, a partire da quel vuoto che ha rischiato di inghiottire la loro famiglia tanti anni prima. Alice si illude che, ritrovando la persona che si era insinuata nelle crepe della loro fragilità, possa dare una risposta a tutti i perché che si porta dentro, magari capire ciò che sta accadendo a lei ora, vendicare il passato e punire se stessa. Le occorreranno chilometri e scoperte inattese, tuttavia, per comprendere che non è da quella ricerca che può trovare conforto. Perché una sola è la verità: la perfezione non esiste, solo l’amore conta, solo l’amore resta. E la sua famiglia, così complicata, così imperfetta, saprà dimostrarle ancora una volta il suo senso più profondo: essere presente, sempre e a ogni costo. Per continuare insieme il cammino, qualunque sia la destinazione.

Recensione di Esmeralda – Andiamo a vedere il giorno di Sara Rattaro pubblicato da Sperling & Kupfer il 6 novembre.

Pochi giorno fa vi ho parlato di Non volare via nel Blog Tour dedicato a questo nuovo capitolo della famiglia composta da Alberto, Sandra, Alice e Matteo, la scelta è stata quella di leggerli uno dopo l’altro senza alcuna interruzione e poi riflettere su ciò che mi avevano lasciato. Alla Rattaro piace farci soffrire, adora mostrarci tutte le debolezze del genere umano, ci stuzzica per far sì che possiamo guardare dentro noi stessi e assolverci per i peccati commessi, crea delle attenuanti per ogni singolo comportamento sbagliato e ci guida verso la consapevolezza che comunque, alla fine, compiremo un gesto che sarà in grado di farci perdonare e di elevare la nostra anima.

I suoi libri per me non sono mai semplici da leggere, io che non sarei mai in grado di perdonare un tradimento mi ritrovo a torcermi le mani e imprecare mentalmente contro i suoi protagonisti, ma comunque non sono in grado di posarli perché voglio scoprire cosa li ha portati a quel gesto e come faranno a perdonarsi e a farsi perdonare.

Protagonista del tradimento questa volta è Alice, la perfetta Alice, colei che avrei scommesso non avrebbe mai potuto compiere un gesto così meschino e invece…la vita è imprevedibile e lei ne è la prova su carta. Alice si è sposata giovane con il suo ragazzino del liceo, era certa che con Andrea sarebbe stato per sempre, sicura che fosse il compagno che l’avrebbe appoggiata per il resto della vita, questo fino a quando non ha deciso di lasciarsi ammaliare dal suo professore, Robert Valenti. Ho usato un termine forte, DECISO, questo perché non credo nell’incapacità degli uomini di sedare i propri istinti, per me ogni tradimento avviene in modo consapevole e si sceglie di compierlo. Alice sceglie di farsi avvicinare, sceglie di farsi corteggiare, sceglie di seguire ogni suo passo e di vivere questa passione proibita con un uomo che potrebbe essere suo padre. Sceglie di mettere da parte tutte le sue idee, la sua felicità, perché con Andrea non aveva problemi insormontabili, per inseguire la chimera di una vita diversa che forse avrebbe potuto renderla più appagata. Alice è una donna consapevole di commettere un errore, ma che non pone freno alla sua voglia di novità e di avventura. Se già avevo faticato a comprendere le ragioni del tradimento del padre Alberto con l’amore di gioventù mai dimenticato qui proprio non sono riuscita a farmene una ragione. Alice ha vissuto in prima persona le difficoltà della sua famiglia e non doveva permettere alla sua mente di andare così oltre e far soffrire un uomo che la ama così tanto e che non ha nessuna colpa se non quella di non essere uguale a lei. Andrea è l’unica vittima in questa storia e il suo fantasma aleggia durante la lettura pur trovandolo solo in pochi momenti della narrazione.

Se Alice mi è ‘scaduta’ lo stesso non si può dire degli altri componenti di questa famiglia. Matteo è diventato un uomo, vive all’etero dove studia e la sua vita è piena e appagante, ha trovato l’amore e sembra essere sempre l’unico che riesce a vedere tutto nella giusta prospettiva. Matteo è il figlio che ogni madre vorrebbe avere, il fratello che ogni sorella vorrebbe al proprio fianco e il fidanzato che tutte noi ci meritiamo. Matteo è perfetto nella sua imperfezione.

Sandra è una donna con la D maiuscola che mostrerà alla figlia che di ogni storia esistono tre versioni e che solo una corrisponde a verità. Sarà proprio lei a confessare ad Alice tutti i propri peccati per aiutarla a capire che la sua vita non è finita e che può ancora recuperare ciò che così incautamente ha deciso di gettare al vento. Sarà Sandra a farle comprendere che il perdono è l’unica via per riuscire ad andare avanti e sarà proprio questo perdono a tessere le fila del libro. Rivelazioni sconvolgenti, scoperte che fanno paura e straziano il cuore, la famiglia che si stringe attorno a chi ne ha più bisogno e fa sentire tutto il proprio calore e la propria comprensione. Tutto questo vi terrà incollate alle pagine e vogliose di scoprire cosa avverrà dopo aver chiuso il libro perché, ne sono certa, la storia di Alberto, Sandra, Alice, Matteo e Marta non ha ancora raggiunto la parola FINE.

La vita è tutto il tempo che spendi per portare in salvo i resti di ciò che hai distrutto.

Esistono regole semplici da seguire per essere felici. Basta appoggiarsi alle cose essenziali, avere fiducia gli uni negli altri, rispettare le diversità ed essere fedeli.

Ecco, forse la mia famiglia non sarebbe mai stata un’osservante ortodossa di queste regole, di certo avremmo continuato a volerci bene per quello che eravamo e molte verità, dolorose o non necessarie, non le avremmo mai svelate, ma di una cosa sarei sempre stato convinto: qualunque cosa fosse successa, io avrei sempre saputo a chi rivolgermi. E questa è la migliore definizione di famiglia che mi venga in mente.

4 stelle

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.