A mali estremi di Valeria Corciolani

L’ispettore Jules Rosset deve rinunciare ad Alma, la colf dallo “sguardo” speciale?

È una fredda sera di metà dicembre quando alla Radici & Figli, azienda di arte sacra, divampa un incendio. I resti di un cadavere carbonizzato e una misteriosa scritta in arabo sono gli elementi con cui l’ispettore Jules Rosset si ritrova a fare i conti. Come se non bastasse, Alma ha altri pensieri per la testa.

Per fortuna il Natale si avvicina e Rosset può approfittarne per riappropriarsi della sua collaboratrice più preziosa insinuandosi nelle pieghe più imprevedibili di questa misteriosa vicenda. A mali estremi, estremi rimedi.

Recensione di Esmeralda – A mali estremi di Valeria Corciolani in uscita oggi con Amazon Publishing e terzo volume della serie di gialli La colf e l’ispettore.

Quanto mi sono affezionata a questa serie smeraldi, voi non lo potete capire. Non sono un’appassionata del genere, ma il modo di scrivere di Valeria è talmente coinvolgente e l’ambientazione mi è così cara che ogni volta mi sembra di far parte delle indagini. Certo è che Chiavari non è un luogo sicuro ahahahah

Dovete sapere che io sono una fan sfegatata di Don Matteo e non disdegno affatto I delitti del BarLume (serie tratta dai libri di Marco Malvaldi). Ecco, la serie ideata da Valeria può essere accostata a queste due serie TV di grande successo e la vedrei benissimo trasposta sul piccolo schermo. Gli elementi per renderla famosa ci sarebbero tutti, abbiamo l’ispettore Rosset, burbero quanto basta e dal fascino indiscusso, abbiamo la colf Alma, una donna che ne ha passate di tutti i colori, con una famiglia molto particolare che le crea non pochi grattacapi, ma di cui non potrebbe mai fare a meno, ci sono i personaggi di contorno, che poi tanto di contorno non sono, simpatici, a volte macchiettistici, che ti fanno sorridere e pensare che in quel mondo lì ci sguazzeresti benissimo e poi c’è Chiavari, che io ho imparato a conoscere bene e a cui mi sono affezionata in pochissimo tempo, che come location funziona alla grande.

Se non fosse stato per Virginia Leoni del blog Le recensioni della libraia forse non avrei mai avuto la fortuna di imbattermi in questa serie e mi sarei persa davvero un bell’angolo di scrittura all’italiana capace di intrattenere, ma anche di far riflettere grazie alle tematiche importanti che ogni volta riesce a inserire nella narrazione.

In A mali estremi tutto ruota attorno alla paura di ciò che non si conosce ed è così che una scritta in arabo e un incendio possono far pensare a cose molto più grandi. Il primo personaggio di cui facciamo conoscenza è Didier, un immigrato di colore che si trova immischiato, suo malgrado, in una faccenda molto più grande di lui. Mentre sta raggiungendo in bicicletta il luogo in cui troverà alcuni oggetti da vendere, assiste al divampare di un incendio, vede una macchina fuggire, legge una parte della targa e, scorgendo all’interno del cancello una macchina parcheggiata vicino alle fiamme va a controllare che nessuno possa rimanere coinvolto. Mentre sta per chiamare aiuto sente in lontananza le sirene della polizia e impaurito, perché in fondo lui è pur sempre un musulmano vicino a un incendio di oggetti di arte sacra, fugge lasciando dietro di sé qualche indizio della sua presenza.

Rosset non ha alcuna voglia di abbandonare il tempore di casa sua per raggiungere la Radici & Figli con questo libeccio che taglia la faccia, ma nessun altro può farlo così si vede costretto ad affrontare le intemperie nonostante la febbre e i malanni di stagione. Tutto peggiora quando oltre all’incendio viene trovato un cadavere carbonizzato e una scritta in arabo che fa presagire il peggio. Bisogna farsi tradurre la frase in questione e pregare che non abbia un significato nefasto. Sarà così fortunato il nostro amato ispettore?

Ma oltre alla scritta bisogna cominciare a scavare a fondo in questa famiglia così in vista, impossibile che non abbiano nemmeno un scheletro nell’armadio. Per fortuna Rosset può contare sulla signora Mavi, matriarca della famiglia e mina vagante pronta a esplodere da un momento all’altro. Quante soddisfazioni vi regalerà la Mavi, vi sembrerà di trovarvi davanti a un’Alfonsina 2.0 (la suocera di Alma, per chi non fosse edotto).

«Ispettore, lei un po’ mi delude, eh» lo sbircia di sottecchi la signora «questo è un modus operandi da pretucolo nel confessionale. Suvvia, ci vada giù deciso! Se non come un inquisitore del Santo Uffizio, almeno… che so… come quel burbero del suo omonimo Jules Maigret, ecco.»

Come si può non adorare una donna con questo temperamento, io spero di rivederla ancora in futuro, anche se so che sarà praticamente impossibile, insieme all’Alfonsina formerebbe una coppia spassosissima.

Poi abbiamo Alma alle prese con lo spauracchio di una nuova relazione all’orizzonte, una relazione che le piacerebbe, ma le mette un sacco di paura. Ha tentato in ogni modo di rendersi inaccessibile e anche piuttosto insopportabile, ma c’è qualcuno che non ha alcuna intenzione di gettare la spugna. Se a questa ‘rogna’ aggiungiamo il Natale che si avvicina a passo spedito (e che Alma non ama granché ormai da tempo), Jules che non le lascia un attimo di respiro certo che il suo aiuto sia fondamentale per cavarsi d’impiccio anche questa volta e i suoi amati gemelli che sembrano tramare qualcosa alle sue spalle, potrete ben comprendere che Alma un po’ più tesa del solito lo deve essere per forza.

Ovviamente Jules avrà bisogno del supporto di Alma per scoprire alcune cose che altrimenti gli rimarrebbero all’oscuro, in fondo si sa che Alma ha un certo fiuto e un occhio che sembra vedere al di là del visibile in superficie. Ma stavolta non basterà lo sguardo di Alma per venire a capo di tutta la faccenda, serviranno molti occhi e molte mani capaci di scavare nel passato della famiglia Radici.

Jules ha la netta sensazione che sotto la superficie specchiata dello stagno Radici ci sia del gran torbidume da tirar fuori.

a famiglia Radici ha scelto di mostrare al mondo è sicuramente la versione “meno peggio”, ecco. Come si suol dire, a mali estremi…»

Cos’altro posso aggiungere se non consigliarvi di correre ad acquistare A mali estremi e, nel caso ancora non lo aveste fatto, recuperare le uscite precedenti. Perché, se anche siete amanti del romance e non vi è mai capitato di leggere altri generi vi assicuro che i libri di Valeria Corciolani corrono via veloci e si fanno assaporare appieno perché trattano casi complicati di omicidio, è vero, ma parlano anche dei tanti problemi che ognuno di noi affronta ogni giorno con l’aggiunta di personaggi a cui è impossibile non affezionarsi. Promossa e chissà che un giorno il mio sogno di vederla trasposta non possa avverarsi 😉

4 stelle

a mali estremi

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2 Risposte

  1. Anonimo ha detto:

    Esmeralda, non immagini che gioia leggerti… (e che sonora sferzata all’ego 😉 ) grazie, grazie mille davvero!
    Valeria

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